Murales e stufe

Pubblico un bellissimo articolo di Carlotta:

MURALES E STUFE

Siamo negli anni ’70, e in un convento di Forlì durante l’inverno fa freddo. Per superare i rigori invernali, i frati decidono di mettere una stufa, per riscaldarsi nelle giornate più gelide. L’operaio incaricato, nello scavare il buco che ospiterà il tubo della canna fumaria, si accorge che sotto l’intonaco appaiono delle immagini, un volto… Poco male, lui buca.

E cosi, i frati che non patiscono più i rigidi inverni, continuano a pregare per le anime dei viventi.

Quel viso affiorato tra le mani dell’ignaro operaio, era il volto di un Cristo in croce, parte di un affresco di Scuola Romagnola datato tra le fine del XV e inzio XVI secolo, che oggi possiamo rimirare quasi per intero, con un bel buco rotondo al posto del viso.

Probabilmente il segno del progresso che anche il buon Gesù ha dovuto scontare.

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Lungo la strada che percorro tutti i giorni per andare al lavoro, sul muro che circonda lo stadio, c’è un murales, realizzato da ignoti cileni, che rappresenta con immagini simboliche dai colori forti l’orribile dittatura di Pinochet. Sono rappresentati il mondo sotto gli artigli di un’aquila evocativa con sfondo a stelle e strisce, dei volti straziati urlanti oltre le sbarre di una prigione, ed il volto del dittatore cileno.

Recentemente, di fronte a quest’opera d’arte, è stato installato un bel distributore di benzina, di una delle tante multinazionali del petrolio. Questi sono gli scherzi del progresso. Anche gli oppositori della dittatura cilena pagano il loro contributo alla globalizzazione.

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La cultura dello sviluppo e del progresso è questo: il buco nel volto di Cristo, la pompa di benzina di fronte alla protesta cilena.

Siamo come gli schiavi di platoniana memoria, troppo intenti a contemplare le ombre nel fondo della caverna invece di guardare il sole, troppo intenti a bucare, trivellare, sfasciare, invece di ricostruire, osservare, rispettare, contemplare.

Chissà, forse tra un centinaio d’anni il Colosseo sarà la bottega di Agenore il piadinaro…

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