Piano energetico regionale e Programma triennale delle Attività produttive

CONSIGLIO REGIONALE
Piano energetico e Programma triennale delle Attività produttive

La Commissione “Politiche economiche” del Consiglio regionale, ha ascoltato una comunicazione dell’assessore Duccio Campagnoli sui programmi dell’assessorato alle Attività Produttive.
Campagnoli ha ricostruito il quadro generale delle politiche per lo sviluppo messe finora in campo dall’assessorato e le idee sulle quali la Giunta sta lavorando, in modo da prefigurare alla Commissione l’agenda di lavoro dei prossimi mesi.

Le prossime scadenze strategiche saranno la discussione del Piano Energetico – che a parere della Giunta, nel puntuale rispetto del Protocollo di Kyoto non richiede nuovi grandi impianti sul territorio regionale – e il nuovo Programma Triennale della Attività produttive per gli anni 2006-2008.

“Il Programma è uno strumento molto potente dal punto di vista economico (15 milioni di euro circa), che ci mette in diretto contatto con le aziende del nostro territorio dalle quali possiamo ottenere comportamenti ‘virtuosi’ – ha detto Daniela Guerra – Ad esempio sul tema delle politiche del lavoro, le imprese possono e devono, se ricevono finanziamenti dalla Regione, essere impegnate sul tema della riduzione dell’incidentalità sul lavoro e sul tema della riduzione della precarietà dei posti di lavoro, incrociandosi in questo modo con le finalità della legge sul lavoro, che presto sarà esaminata dal Consiglio regionale”.

“L’altro tema è poi quello dell’ambiente – ha aggiunto – il piano triennale delle attività produttive non può non incontrare il tema dell’ambiente. Se si finanzia la ricerca, possiamo anche decidere di destinare risorse a quella particolare ricerca che punta alla innovazione di processo e di prodotto in chiave ‘ambientalista’, puntando a ridurre l’uso di sostanze tossiche, la produzione di rifiuti o il consumo di acque e energia. Tra l’altro, interventi in tale direzione, soprattutto per ciò che riguarda la riduzione del consumo di energia e di efficientamento dei sistemi, puntano non solo a ridurre le emissioni, ma anche a diminuire il costo finale del prodotto. Si insiste sempre sulla riduzione del costo del lavoro, ma ci sono altre possibilità di intervento per fare diminuire i costi di produzione, che non ricadono sempre e solo sulle spalle dei lavoratori”.

“Nello scorso mandato è stata approvata la legge sull’energia – ha detto – una legge nella quale i Verdi sono riusciti ad incidere, inserendo a pieno titolo il tema del risparmio energetico, dell’aumento dell’efficienza e delle fonti rinnovabili. Ma dalla legge deve ora discendere lo strumento applicativo che definirà il fabbisogno, ovvero il PER, Piano energetico regionale, che dovrà prevedere i sostegni concreti alla politiche attive”.

La consigliera Guerra ha poi sollecitato l’assessorato ad un approccio sul tema economico più in linea con i canoni dello sviluppo sostenibile, non relegando tale approccio alle mere dichiarazioni programmatiche, ma mettendo in campo scelte territoriali che vadano in questa direzione. La consigliera ha chiesto inoltre che a fronte del monitoraggio degli investimenti erogati venga effettuato anche un monitoraggio di come queste risorse regionali vengono impiegate.

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