Studio sulla soddisfazione degli utenti della raccolta porta a porta

raccolta differenziataRicevo da Michela Nanni del Clan-Destino un interessante studio pubblicato su Rifiutinforma, che mostra la soddisfazione dei clienti dei servizi di raccolta dei rifiuti porta a porta e fornisce alcuni consigli.
Credo che sia un ottimo spunto per capire come procedere assieme ai cittadini per cambiare il sistema della raccolta ed incrementare così la percentuale di differenziata, diminuendo la produzione di rifiuti e l’uso di inceneritori e discariche.

L’EVOLUZIONE DELLE RACCOLTE PORTA A PORTA IN RELAZIONE ALLA QUALITÀ E COMODITÀ DEL SERVIZIO.
UNO STUDIO PER CAPIRE COSA NE PENSANO GLI UTENTI.

Attilio Tornavacca (Scuola Agraria del Parco di Monza), Monja Valle (Centro Studi Achab), Paolo Stevanato (Ecoistituto Del Veneto) e Roberto Cavallo (Coop. Erica) hanno realizzato uno studio in varie città italiane, con lo scopo di capire come i cittadini percepiscono la raccolta porta a porta ad alcuni mesi dall’avvio. Ecco come è andata…

Circa dieci anni fa sono state introdotte in Italia le prime raccolte domiciliari secco-umido e la rapida ed elevata diffusione di questi sistemi (in particolare nei Comuni con ridotta presenza di grandi condomini) ha consentito di raggiungere percentuali di raccolta differenziata molto elevate in varie province (ad es. quelle di Bergamo, Lecco, Treviso, Vicenza e Verbania superano il 50 % di RD) e, soprattutto nei contesti dove il costo di smaltimento ha superato i 75 €/tonnellata, di ridurre i costi complessivi del servizio rispetto ai modelli di raccolta aggiuntivi basati sui cassonetti stradali.Il sistema ancor oggi più diffuso per le raccolte domiciliari prevede la completa rimozione di tutti i contenitori stradali e, per il servizio di raccolta dei RU residui, l’utilizzo di sacchi semitrasparenti (per facilitare il controllo) che vengono esposti di fronte al proprio condominio con frequenza di norma bisettimanale.
Una delle principali critiche che viene comunque rivolta al sistema porta a porta è proprio legata alla necessità di costringere gli utenti a tenere in casa il proprio secco residuo fino al momento prestabilito per l’esposizione, imponendo inoltre agli utenti di esporre i sacchi solo nei giorni e negli orari prefissati (spesso la sera) per limitare al minimo la presenza sui marciapiedi dei sacchi e ridurne così l’impatto visivo.
Lo stoccaggio per 3-4 giorni del secco residuo non risulta in effetti un reale problema per le utenze che abitano in case dotate di cortili ma, per le famiglie che abitano in piccoli appartamenti, può diventare effettivamente abbastanza complesso e scomodo. Si pensi ad esempio alle famiglie che fanno largo uso di pannolini per neonati o assorbenti per incontinenti.
Il timore di dover imporre regole piuttosto gravose per le utenze che abitano in piccoli appartamenti condominiali ha quindi frenato la diffusione di tali sistemi nei centri urbani medio-grandi (anche se vi sono le debite eccezioni quali Bergamo, Monza, Lecco che dimostrano che questi problemi non sono comunque insormontabili).
L’alternativa era finora rappresentata dal mantenimento dell’uso dei cassonetti stradali, che però, anche secondo la recente indagine condotta da Federambiente con la collaborazione della Scuola Agraria del Parco di Monza , generalmente non consente di raggiungere il 35 % di RD e peggiora spesso il decoro urbano per i frequenti abbandoni di rifiuti accanto ai cassonetti, anche se risulta comunque più semplice da gestire (non si è legati ad appuntamenti precisi per lo svuotamento e non bisogna personalizzare il servizio ad ogni singolo numero civico) e consente agli utenti di sbarazzarsi dei propri rifiuti in qualunque momento della giornata (agevolando però il conferimento improprio di rifiuti recuperabili o di origine industriale).
Anche la soluzione delle cosiddette “raccolta di prossimità” (che consistono nel posizionare i bidoni per carta e umido accanto ai cassonetti stradali per rendere più comoda la RD) non ha generalmente conseguito risultati incoraggianti per la scarsa qualità dei conferimenti ed il ridotto incremento delle RD provocando al contempo un sensibile aumento dei costi di gestione.
Per cercare di trovare una soluzione soddisfacente ai problemi precedentemente esposti, cercando di coniugare i vantaggi del sistema domiciliare con la maggiore semplicità e comodità del sistema a cassonetti stradali, è stata successivamente introdotta una nuova modalità di raccolta domiciliare dei rifiuti residui (adottata inizialmente in Provincia di Bolzano) che viene attuata con l’assegnazione in comodato d’uso gratuito di uno o più bidoni carrellabili di varia volumetria (in relazione al numero di famiglie servite) ad ogni singolo numero civico e ad ogni interno-scala nei condomini più grandi.
Rispetto al sistema stradale o di prossimità questa metodologia consente di ottenere gli stessi risultati quali-quantitativi dei sistemi domiciliari a sacchi facilitando inoltre l’applicazione della tariffazione volumetrica puntuale (attuata con l’uso di trasponder passivi che identificano ogni bidone del secco e consentono di registrare automaticamente il numero di svuotamenti effettuati in un anno). In sintesi con l’utilizzo dei bidoni condominiali anche per il RU residuo si ottiene un maggior decoro urbano (per i minori rischi di accumulo eccessivo dei sacchi davanti ai condomini, di esposizione in giorni sbagliati e di rottura degli stessi), una migliore sicurezza e tutela per gli operatori della raccolta nonché una grande comodità di conferimento e deposito da parte dell’utenza che ha sempre a disposizione (ma all’interno della pertinenza condominiale) i bidoni per il conferimento del rifiuto residuo e dei materiali recuperabili principali (carta, umido e vetro).
Tali vantaggi operativi vengono ottenuti a fronte di un modesto incremento dei costi del servizio rispetto alla raccolta domiciliare a sacchi nei comuni con medio-alta densità abitativa (mentre nei Comuni con bassa densità abitativa l’aumento dei costi di raccolta è più consistente) soprattutto se si riesce ad incentivare economicamente l’esposizione dei bidoni del secco solo quando pieni ed a limitare la frequenza di raccolta ad una volta a settimana.
Di seguito possiamo esaminare i risultati di alcune indagini di “customer satisfaction” che forniscono dati molto interessanti rispetto alla percezione della qualità e comodità del servizio da parte degli utenti dei nuovi sistemi domiciliari a bidoni con tariffazione puntuale del RU residuo.
A Salzano (VE – 11.500 ab. con il 75 % di RD) il passaggio alla raccolta domiciliare (avvenuto nel 2002) era stato preceduto da una manifestazione in piazza di cittadini contrari al nuovo sistema. Tuttavia, nonostante l’iniziale posizione contraria dell’opinione pubblica ed il poco incoraggiante esordio, a distanza di sei mesi un’indagine condotta dal Comune di Salzano con la consulenza di Achab Group ha rivelato che la cittadinanza ha in seguito riconosciuto i punti di forza del sistema, dato che l’85% degli intervistati si è dichiarato “soddisfatto del sistema di raccolta dei rifiuti” nel suo complesso, e il 77% dichiara di voler mantenere il servizio porta a porta e la tariffazione puntuale. Quando è stato chiesto se “Ritiene giusto multare chi non rispetta le indicazioni sul conferimento dei rifiuti?” il 92% ha risposto positivamente.
Ad Asti (72.000 ab.) l’indagine è stata condotta dalla Coop. Erica ed il 73 % degli intervistati ritiene che “il nuovo servizio sia adatto alle proprie necessità” ed il 74 % di RD raggiunta nelle zone già coinvolte (circa il 70 % dell’intera città) conferma che quanto emerso dai questionari trova riscontro nei comportamenti quotidiani. Va comunque segnalato che più del 60 % degli intervistati ritiene piuttosto gravosa l’esposizione fronte strada dei bidoni. Il problema del posizionamento e dell’esposizione dei bidoni condominiali non deve quindi essere sottovalutato sia dal punto di vista comunicativo che tariffario poiché si dovrebbe ridurre la tariffa alle utenze che svolgono autonomamente l’esposizione dei bidoni quando risultano pieni. Normalmente le cooperative o le imprese di pulizia forniscono direttamente agli amministratori degli stabili tali servizi ma, per facilitare ulteriormente gli amministratori condominiali, a Chieri (TO -33.000 ab. con il 70 % di RD) è stata indetta una gara a livello comunale e l’impresa di pulizia aggiudicataria fornisce, se un condominio lo richiede, il servizio di esposizione e ritiro dei bidoni con un costo predeterminato.
A Volpiano (TO – 14.000 ab. con il 65 % di RD) l’indagine è stata condotta da Datamedia e alla domanda “immagini di poter scegliere il tipo di raccolta: quello domiciliare attuale oppure quello precedente a cassonetti stradali” l’84 % del campione intervistato ha risposto di preferire il sistema domiciliare mentre solo il 12,5 % preferisce il sistema precedente. Quando è stato chiesto “quali sono per Lei gli aspetti più importanti del nuovo servizio” (ammettendo in questo caso due possibili risposte) il 64 % ha risposto “la tutela dell’ambiente”, il 51 % “la pulizia perché le strade sono più pulite ed ordinate senza i cassonetti”, il 25,3 “la comodità” ed il 18 % “il risparmio poiché senza la RD si pagherebbe di più”. Solo il 2,8 % ha risposto che non vede nessun aspetto migliorativo.
Infine, a San Polo di Piave (TV – 4.500 ab.) il sondaggio è stato realizzato dal Centro Studi Achab dopo circa 8 mesi dall’inizio della raccolta porta a porta (dell’umido e del secco). Il 72% degli intervistati non riscontra alcuna difficoltà a differenziare i rifiuti, e in questo ha giocato un ruolo importante anche l’informazione: solo il 9% delle persone non ha ritenuto efficace la campagna informativa promossa dal Comune prima dell’inizio del porta a porta. Più dell’80% riconosce di vivere in una città più pulita e, a dimostrazione della crescita di una “coscienza ambientale”, l’85% degli intervistati ritiene che differenziare sia giusto per i benefici che comporta per l’ambiente. Dedicare del tempo a differenziare i rifiuti è dunque diventata ormai una cosa “giusta” per il 91% degli intervistati.
In effetti il sensibile aumento del decoro urbano in concomitanza con la rimozione dei cassonetti stradali (che liberano spazi urbani che possono essere utilizzati per posti macchina o altro) risulta sempre molto apprezzato ed è uno dei fattori che fanno spesso preferire il sistema a bidoni da parte degli amministratori dei Comuni con una spiccata vocazione turistica. Anche il diffuso luogo comune secondo cui l’applicazione della tariffazione puntuale crea un aumento dell’abbandono indiscriminato di rifiuti non ha trovato riscontro in queste esperienze poiché i Comuni stabiliscono sempre un numero minimo di svuotamenti annuali che serve a scoraggiare tali comportanti.

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