Beppe Grillo e la politica su web

Leggo su Zeus news questo articolo su Beppe Grillo e la politica su web ed immediatamente penso al post di inizio anno di Daniele Luttazzi. Condivido in pieno quanto dice Daniele, ma voglio aggiungere una mia piccola considerazione.

Non credo proprio che Beppe Grillo si candiderà mai come politico con una sua lista. Il suo ruolo ottimale è quello attuale, ed avrebbe troppo da perdere.
Proponendosi con una sua lista potrebbe avere queste opzioni:
– fare parte di una coalizione di governo
– non farne parte.

Nel primo caso, perderebbe parte dei suoi ammiratori, dovrebbe prima o poi scontrarsi con il compromesso, perdendo la sua immagine di uomo “duro e puro”.

Nel secondo caso, farebbe il “dipendente” senza poter incidere sulle politiche nazionali, rischiando di deludere già dal primo mandato i suoi elettori.

Io credo che lui debba continuare a fare quello che sta facendo ora: mette in luce aspetti poco pubblicizzati dei vari avvenimenti nazionali ed internazionali, facendoci sapere la sua sugli argomenti che ritiene importanti. Ha molti lettori e molti sostenitori che si stanno organizzando attraverso i meetup, anche se non si può dire che gli 8000 iscritti a questi gruppi siano traducibili in forza di movimento, come se che gli iscritti ad un forum fossero tutti attivisti di una associazione. La sua opinione è ormai importante a prescindere dal tema, ed ha un ascolto da parte dei cittadini che in questo momento non vedo in nessun altro personaggio italiano.

Lui è troppo furbo per coinvolgersi direttamente in un ruolo che, comunque, porterebbe dei danni alla sua figura, diventata quasi mitologica.

Chi sarebbe disposto a perdere la possibilità di chiedere pubblicamente su ogni problema sempre 100 su 100, ed il consenso che la protesta consente di ottenere?

Una risposta a “Beppe Grillo e la politica su web”

  1. Certo, anche i politici dovrebbero chiedere il 100%, ma quello che possono ottenere è strettamente legato al consenso che riescono a raccogliere, ed alle percentuali di voti che i partiti hanno all’interno della coalizione (un partito dal 51% avrà quasi il 100% di quello che vuole ottenere).

    La politica, compresa quella che vede una grossa partecipazione dei cittadini, è mediazione. A volte si riesce ad ottenere tutto, a volte bisogna prendere quello che si riesce per non perdere pure quella parte.

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