Case popolari, extracomunitari, Lega e Populismo

In questi giorni sulla stampa è apparsa con evidenza la protesta della Lega Nord (presente sotto diversi nomi, tra i quali Annadele Assirelli e gli organi ufficiali del partito) e della Fiamma Tricolore sulla questione delle case popolari di Via Girolimini.

Il problema, pare, è costituito da 24 appartamenti di edilizia residenziale pubblica. E’ evidente che la costruzione in centro di nuove abitazioni è una scelta quantomeno dubbia, ma bisogna considerare che il bando al quale il Comune ha partecipato e per il quale riceverà 4,2 milioni di euro di finanziamento prevedeva l’obbligo di una percentuale di edilizia residenziale pubblica in  spazi di proprietà del Comune. Si tratta, quindi, di una scelta per ora obbligata per non perdere quel finanziamento complessivo e che può essere modificata in itinere spostando la quota di edilizia pubblica in un’altra sede, qualora si riuscisse a trovare lo spazio adeguato. Questo è quello che ho proposto e che è stato scritto nell’ordine del giorno votato dalla maggioranza del Consiglio.
Quello che però mi preme sottolineare è il dato politico, di uno o due partiti che stanno facendo leva sulla paura della gente, piuttosto che analizzare nel dettaglio e seriamente la questione. L’edilizia pubblica, al contrario di quanto dicono Cavalli e l’Assirelli della Lega Nord, viene data agli extracomunitari per una percentuale del 4,5% circa, contro il 4,7% di quelli regolarmente presenti sul nostro territorio. Se, per analogia, dovessimo dividere quei 24 posti, ne verrebbe un dato interessante: 1 appartamento su 24 verrebbe dato ad un extracomunitario con regolare permesso di soggiorno. Un dato che certamente farebbe incrementare la criminalità di quell’area, secondo la Lega Nord. E’ possibile, inoltre, dedicare il comparto ad una categoria specifica di cittadini, come gli anziani (che hanno più problemi di mobilità e che possono quindi trarre più giovamento dalla vicinanza con il centro storico) e le giovani coppie, così come del resto è stato scritto nella delibera votata dal Consiglio Comunale del 12 Aprile.

Attira più consensi, però, dire che c’è un grave pericolo per la sicurezza, che quello diventerà il “quadrilatero della paura”, che in Città non si riuscirà più a parcheggiare l’auto sotto casa. Non conta che questo sia vero oppure no, come dimostra la gestione della comunicazione politica anche a livello nazionale.

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