Chi ha ucciso l’auto elettrica?

Who killed the electric car è un documentario realizzato quest’anno che esplora la nascita, la commercializzazione limitata e la conseguente morte dei veicoli elettrici negli Stati Uniti, dedicandosi specialmente al modello EV1 della General Motors, degli anni ’90 del secolo scorso:
http://www.sonyclassics.com/whokilledtheelectriccar/
http://en.wikipedia.org/wiki/Who_killed_the_electric_car

Una risposta a “Chi ha ucciso l’auto elettrica?”

  1. Dalle turbine eoliche alla centrale a vento magnetico

    Free energy – Energia pulita rinnovabile gratis – Continua l’inganno globale – La centrale a vento magnetico, uno dei 40 metodi proposti da Schietti per autoprodurre infinite quantità di energia – Salta per aria Newton, la termodinamica e la fisica – La più grande rivoluzione della storia umana – 20 mila morti al giorno per i ritardi di produzione – Continua la censura sulle invenzioni di Schietti, chi è Schietti? – Il sistema maschera la verità, perchè?

    da Interviste a Domenico SchiettiMotore di Schietti e Serpentina

    Non richiedendo forza di gravità, carburanti, condizioni meteorologiche ed interventi esterni, la centrale a vento magnetico è ottimale per le astronavi.

    Allora prendete un normale ventolone eolico e apportate delle leggere modifiche.

    Sostituite le pale con semplici sbarre in alluminio ed al vertice mettete del materiale ferroso sensibile elettromagneticamente.

    Attorno alle ventole, esternamente, mettete una ruota di magneti elettrici disposti come lucine di natale ad intermittenza.

    Quando si spegne uno si deve accendere quello successivo e così via.

    Ne vanno accesi tre contemporaneamente in corrispondenza delle 3 estremità delle pale sensibili elettromagneticamente.

    Nel momento che si accende quello successivo, la pala sarà attratta e si muoverà.

    Nello stesso istante che la pala raggiungerà il magnete successivo, si spegnerà, e si accenderà quello ulteriormente successivo.

    Più grossa sarà la ventola, maggiore sarà la leva imposta dal suo movimento.

    L’energia necessaria per far funzionare i magneti, a seconda delle dimensioni delle pale, sarà 5-10-15 volte inferiore da quella prodotta dalla turbina.

    Aumentando il diametro del cerchio inevitabilmente si arriverà al punto di rottura dell’inerzia e quindi i magneti riusciranno a muovere le pale, magari anche solo di pochi milimetri.

    A quel punto aumentando la velocità di accensione del magnete successivo aumenterà anche la velocità di rotazione delle pale e la produzione di energia, rimanendo fermo il consumo a quello di 3 elettromagneti.

    Infatti essendo che gli elettromagneti si accendono e si spengono in successione, ne rimangono accesi sempre 3 per volta e quindi il consumo è sempre fermo all’energia necessaria per attivare 3 elettromagneti, mai di più.

    Se in un secondo si accendono e si spengono in successione 10 elettromagneti uno dietro l’altro

    se l’elettromagnete ha una forza di attrazione di un kg

    in un secondo, la forza applicata sarà diventata di dieci kg

    un kg per accensione

    ogni volta che si accende l’elettromagnete successivo si applica nuovamente la forza di un kg,

    più rapidamente si accenderà l’elettromagnete successivo, più velocemente girerà la pala perchè verrà applicata maggiore forza

    il consumo di elettricità per accendere gi elettromagneti sarà sempre uguale, ma aumentando la velocità di accensione del magnete succesivo, aumenterà la forza applicata e quindi la velocità di rotazione della pala e quindi la produzione di energia

    20 mila morti al giorno per i ritardi di produzione

    Il sistema maschera la verità, perchè?

    Continua la censura sulle invenzioni di Schietti, chi è Schietti?

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