Comunicato Stampa: Incenerire non è necessario e costa caro

Marco Zonta, dell’Ufficio Ambiente e Sicurezza della CNA, afferma mezzo stampa che il riciclo dei rifiuti “costa 5 volte in più che smaltire lo stesso tipo di bene”. Il responsabile ambiente della CNA prima di tutto dovrebbe chiarire cosa intende quando parla di smaltimento, dal momento che le tipologie per la gestione dei rifiuti sono molteplici, e dovrebbe scrivere da quale fonte estrapola questi dati, che non trovano nessun riferimento nella letteratura scientifica.

Federambiente, che è composta da tutte le aziende ex municipalizzate (Hera compresa) e certamente non è una associazione ambientalista, porta con suoi i studi sul settore dei dati completamente diversi: superando il 50% di raccolta differenziata i costi di smaltimento diminuiscono rispetto alla soluzione che prevede incenerimento e discarica. Hera stessa, che basa il proprio business sullo smaltimento dei rifiuti, punta all’incenerimento e non al riciclo, e se questo avviene non è certamente per scopi benefici nei confronti dei cittadini.

Mentre in altri stati europei l’incenerimento viene tassato per legge fino a 71 euro per tonnellata in Italia viene sostenuto grazie ad incentivi che ci vengono contestati dalla Corte di Giustizia europea e che portano ogni anno 140 milioni di euro rubati alle risorse energetiche rinnovabili. Senza questi incentivi l’incenerimento di una tonnellata di rifiuti costerebbe 90 euro e sarebbe insostenibile economicamente.

Se cerchiamo una soluzione economica, migliore dal punto di vista ambientale e sanitario,
dobbiamo guardare alla riduzione ed alla raccolta porta a porta dei rifiuti ed alla tariffa puntuale. In questo modo chi produce meno rifiuti paga meno e la responsabilità dei buoni comportamenti non viene esternalizzata. Le esperienze nazionali ed internazionali dimostrano che con il porta a porta quantità e costi diminuiscono nel giro di pochi mesi, mentre la soddisfazione degli utenti aumenta.

Sono completamente d’accordo con Zonta quando dice che “l’onere è di tutti”, ma proprio per questo bisogna utilizzare gli strumenti che permettono di legare responsabilità e costi alle azioni dei singoli, incentivando con tariffe più basse gli atteggiamenti migliori per la collettività, per la salute e per l’economia.

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