Ecologico se termodistrutto?

Hera in queste settimane ha distribuito a tutte le famiglie il suo periodico di informazione Herapiù.
Il numero di Dicembre è protetto da una pellicola di plastica con scritta “Ecologico – Se Termodistrutto non libera sostanze nocive nell’aria”.
Difficile comprendere il significato della scritta: Hera vuole comunicarci che sta adeguando tutta la sua comunicazione per recuperarne l’energia attraverso l’inceneritore?
Vuole dirci che non è vero che la carta sia un bene che conviene recuperare?
Oppure che i suoi periodici sono sostenibili solo al pensiero che faranno una brutta fine nelle fiamme, come in un inferno dantesco?

A quale scopo ha ricoperto di plastica la carta pubblicitaria, visto che non ha altra funzione che contenere la scritta sulla termodistruzione?

La plastica, si sa, è uno dei materiali più difficili da riciclare, dal momento che ne esistono diverse tipologie che andrebbero raccolte in maniera distinta. La soluzione di Hera, quella di bruciarla, è svantaggiosa a livello economico ed ambientale, e quel che è peggio è che si poteva evitare.

I cittadini hanno pagato due o tre volte lo stesso servizio: la stampa del periodico, la sua distribuzione (che poteva avvenire con le bollette), la sua termodistruzione.

Ribaltiamo questa operazione: Hera smetta di utilizzare la plastica che Hera intende “termodistruggere” e riduca la produzione dei rifiuti, partendo dai propri.

Questo sarebbe ecologico.

Una risposta a “Ecologico se termodistrutto?”

  1. Hera potrebbe proprio evitare di mandarlo il suo «periodico» visto quanto è utile ed interessante, e magari spendere quelle risorse per fare delle bollette del gas un po’ più leggibili, che non si capisce mai niente. Ciao! :D

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