Elezioni Universitarie e liste “apolitiche”

Leggo sulla stampa di questi giorni l’elenco delle liste che si presenteranno alle prossime elezioni universitarie nella Provincia di Forlì-Cesena e nella nostra Regione.
Alcune di queste liste, Student Point ed Extreme, si sono dichiarate “apolitiche”.
A parte la naturale contraddittorietà dell’uso del termine “apolitico” per una lista futuri politici universitari, un appunto credo sia necessario.

Queste due liste “apolitiche” contengono tra i loro candidati una stragrande maggioranza di appartenenti a Comunione e Liberazione, aiutati nell’organizzazione della campagna elettorale dall’UDC e dai suoi rappresentanti politici, due realtà politiche molto importanti.

Qual è lo scopo di dichiararsi apolitici, allora? Forse si vuole replicare l’esperimento di Meldola, con il quale sono stati presi in giro un grandissimo numero di ragazzi, slegati da appartenenze politiche, che hanno lavorato a loro insaputa per eleggere un capogruppo dell’UDC, dove questo non avrebbe avuto la forza necessaria ad ottenere lo stesso risultato alla luce del sole.

Vorrei, quindi, che le due associazioni in questione fossero più trasparenti e dichiarassero pubblicamente la loro “simpatia” politica, dove prendono le risorse per fare la loro costosa campagna elettorale, chi li aiuta a decidere su aspetti importanti come le tasse universitarie, il numero chiuso, l’accesso all’alta formazione dei nostri corsi.

Non lo sono e non lo faranno, e probabilmente prenderanno i voti anche di chi non vorrebbe darli ad un partito. Quale sarà la trasparenza della loro azione politica, una volta eletti, se anche in questa fase nascondono la loro natura?

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