Emergenza polveri sottili – la posizione del WWF

Pubblico il comunicato stampa diramato dal WWF sull’emergenza delle pm10:

Terminato il lungo periodo delle piogge dell’autunno 2005, dall’inizio del mese di gennaio 2006 si è registrato un aumento generalizzato delle concentrazioni di PM10 (polveri sottili inalabili) in tutta la Pianura Padana, con situazioni ovunque oltre la soglia dei 50 microg/mc.
Il ristagno degli inquinanti prodotti dalle combustioni è quindi da ricondurre alle condizioni meteo di alta pressione persistente, mentre i valori rilevati dalle centraline differiscono puntualmente sia per evidenti diversità di microclima, sia anche in funzione dalla posizione delle stesse rispetto al traffico automobilistico.
Che fare, dunque, rispetto ad una situazione di contaminazione dell’aria completamente sfuggita ad ogni controllo, e al concreto rischio di peggioramento delle condizioni di vita per migliaia di cittadini? Sicuramente il blocco della circolazione per un giorno rappresenta un palliativo, un gesto disperato e insufficiente rispetto ad un sistema di organizzazione dei trasporti (e quindi della società e della sua economia) totalmente dipendente dalle combustioni.
Ma, se riflettiamo un attimo, le limitazioni al traffico, ovviamente attuate in modo coerente, possono diventare una misura salvavita. Gli autoveicoli, infatti, producendo le emissioni a livello del terreno e quindi “a portata di naso”, sottopongono i passanti (pedoni, ciclisti) ad un’inalazione diretta di cocktail tossici laddove già l’aria normalmente respirata è satura oltre i limitit di legge. Nelle zone di particolare tutela, come i centri storici e le strade classificate “di quartiere”, normalmente sottoposte alla misura di “zona 30”, ogni limitazione al traffico automobilistico sia in situazione di emergenza che, ancor meglio, strutturale, determina quindi una miglior qualità dell’aria respirata dai cittadini che le utilizzano.
In conclusione, per il WWF tali interventi vanno interpretati come misure funzionali alla tutela della salute da gravi intossicazioni in aree particolarmente critiche.

WWF – Sezione di Forlì

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *