Interrogazione su centrali ed aria

Pubblico l’interrogazione di Daniela Guerra presentata all’assemblea legislativa regionale.
Premesso che :

* la Commissione europea ha avviato una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia, per il mancato rispetto dei valori di inquinamento atmosferico previsti da due direttive europee;

* le Amministrazioni provinciali, ai sensi dell’art. 122 della Legge Regionale n. 3/1999, devono elaborare e approvare i Piani di Risanamento dell’Aria;

* tali piani prevedono la zonizzazione del territorio provinciale per distinguere quelle parti dello stesso territorio dove c’è il rischio di superamento del valore limite e/o delle soglie di allarme per una serie di inquinanti, e che quindi necessitano di piani e programmi a lungo termine, da quelle zone dove i valori della qualità dell’aria sono inferiori al valore limite e quindi necessitano solamente di un piano di mantenimento;

* fra le attività produttive con emissione in atmosfera elencate nei piani è presente anche la categoria “Q01 Produzione di energia elettrica”;

* in questi mesi si sono ipotizzati numerosi progetti di centrali per la produzione di energia elettrica da biomasse e recentemente la società proponente il progetto di centrale in località Durazzanino (Forlì) ha presentato integrazioni alla Valutazione d’Impatto Ambientale e ciò lascia intendere la volontà di proseguire;

si interroga

il Presidente della Giunta regionale e l’Assessore competente per conoscere:

* se si ritiene compatibile con gli obiettivi dei Piani di Risanamento dell’Aria l’approvazione di progetti per la realizzazione di centrali per la produzione di energia elettrica, che hanno un forte impatto sui livelli di particolato e di ossidi di azoto, in zone classificate A, dove è già presente il rischio di superare i limiti di emissione;

* se tali scelte non confliggono con la legge regionale sulla qualità dell’aria e con gli accordi di programma sottoscritti dalla Regione, dalle Province e dai Comuni e se ciò non rischi di aggravare le sanzioni dell’Unione Europea.

Daniela Guerra

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