Le piazze sono parcheggi?

Rispondo ad una lettera inviata alla stampa da Buccioli intitolata “Perché sottrarne al centro storico”, nella quale si chiede il perché del potenziamento dei parcheggi pubblici posti immediatamente al di fuori del centro storico, dichiarando che la valorizzazione del centro storico passa obbligatoriamente per l’aumento dei posti auto nelle piazze cittadine.

Ancora una volta si dimostra, a mio parere, l’anomalia tutta forlivese di volersi vedere privati di importanti spazi di aggregazione sociale e culturali quali sono le piazze pubbliche, che sono purtroppo quasi totalmente adibite a parcheggio.

A chi verrebbe mai in mente di avvicinarsi ad un immenso parcheggio? Se ci priviamo del piacere di vivere la città, di passeggiare per i negozi e le attività, di prendere un caffè all’aperto senza rumore e ad aria inquinata, come pensiamo di incentivarne la vivibilità?

Spesso si sente fare il confronto tra centro storico e centri commerciali, e chi giustamente si preoccupa per le piccole attività commerciali trova spesso una falsa soluzione nella sovrapposizione fisica del parcheggio alla destinazione. In nessun centro commerciale si può viaggiare in auto tra le vetrine, in mezzo ai pedoni, ed evidentemente se questo fosse possibile i negozi sarebbero meno accessibili e frequentati.

Sempre più spesso, inoltre, gli ipermercati diventano anche uno spazio di aggregazione, grazie anche alle iniziative che vengono organizzate per attrarre nuovi visitatori. Che il futuro stia nei centri commerciali che diventano piazze mentre le piazze che diventano parcheggi?

Il centro storico è un ipermercato naturale, che ha già tutte le caratteristiche per attrarre e diventare molto piacevole, se non si guarda alla sua rivitalizzazione solo in termini di quantità secca di posti auto e distanza parcheggi – vetrine. Se vogliamo migliorare questa zona della città dobbiamo da un lato facilitarne l’accesso per l’utenza debole, allargandone la zona pedonale e ciclabile, e riconsiderare caso per caso l’uso degli spazi a disposizione, guardando alla mobilità personale con serietà e scientificità e non con ceca unidirezionalità.

Le esperienze nelle altre città e gli eventi organizzati questa estate dimostrano chiaramente che con una buona programmazione, un arredo urbano adeguato ed una gestione migliore di spazi ed orari i cittadini si riavvicinano al centro. Sempre che la destinazione non venga interamente e permanentemente occupata dalle auto vuote.

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