Nucleare, idrogeno e superficialità

Leggo sulla stampa del 26 Aprile, al 20° anniversario della strage di Chernobyl, una dichiarazione di Zanniboni, ex Sindaco di Forlì, riguardo l’eventualità di riprendere i programmi nucleari e di affiancarvi l’idrogeno come fonte di energia. Si capisce, da queste poche righe, quale sia la formazione e la disinformazione diffusa su un problema così importante come l’energia. L’idrogeno non è una fonte di energia, ma un vettore: come dire che le pile stilo che mettiamo dentro le radio portatili producono energia e non la trasportano solamente, come invece avviene.

Sul nucleare, poi, la disinformazione è ancora maggiore: i dati sui morti causati dal disastro di Chernobyl, ad esempio, sono fonte di forti contestazioni che vedono contrapporsi importanti organizzazioni internazionali, divise tra gli ecologisti supportati da studi scientifici indipendenti ed i nuclearisti che tolgono dal bilancio decine di migliaia di vittime per farlo apparire meno pesante.
Pochi sanno che anche per il nucleare le forniture di materia prima non sono infinite: anche senza un aumento delle centrali, presto per mancanza di Uranio quelle esistenti saranno costrette a fermarsi, ed il suo prezzo è in continua ascesa.

Anche per queste considerazioni il programma dell’Unione esclude fermamente una ripresa del nucleare, sottolineando allo stesso tempo la necessità di migliorare la sicurezza per quanto riguarda le scorie già presenti nel territorio italiano.
Sarà meglio, per il bene di tutti, iniziare a pensare che la vera soluzione al problema energetico è l’aumento dell’efficienza degli utilizzi civili ed industriali e la conseguente riduzione dei consumi, che rappresenta il maggior investimento in termini di costi/benefici.

Contemporaneamente è necessario investire da subito sulle energie rinnovabili vere, per cercare di diminuire l’impatto sul territorio e la nostra dipendenza da fonti di energia dall’estero.

Abbiamo un grosso margine di miglioramento, iniziamo a discutere seriamente del problema ed avremo già fatto un passo importante. A meno che non si intenda ignorare il problema e demandare ad altri, magari gli stessi che ci spediscono le bollette a casa, ogni possibile soluzione.

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