Osservazioni dei Verdi all’AIA Mengozzi

Pubblico qui le osservazioni che la Federazione Provinciale dei Verdi di Forlì-Cesena ha presentato in merito all’Autorizzazione Integrata Ambientale dell’inceneritore di rifiuti ospedalieri di Mengozzi, che ha richiesto il raddoppio della portata annua.

Oggetto: Osservazioni relative alla “ Autorizzazione Integrata Ambientale “ dell’Impianto d’incenerimento di Rifiuti Ospedalieri della Mengozzi Spa.

Premessa

Le condizioni particolarmente critiche della qualità dell’aria nella città di Forlì impone azioni che mirino ad un miglioramento, visti i dati preoccupanti che giornalmente vengono rilevati.
Posto che l’impianto in questione non è a servizio di esigenze locali ma soddisfa la richiesta di incenerimento di una vasta porzione del territorio nazionale, non si ritiene di pubblico interesse per il territorio provinciale.
Si deve inoltre tenere in considerazione il recente diniego alla costruzione dell’impianto per la produzione di energia elettrica di Durazzanino, respinta dal Ministero dell’Ambiente per le condizioni già critiche della qualità dell’aria del nostro territorio.
Si ritiene quindi che non debba essere rilasciata l’autorizzazione del raddoppio, da 16.000,00 a 32.000,00, delle tonnellate annue di rifiuti ospedalieri inceneriti nell’impianto di Coriano.

Osservazioni

Il progetto prevede l’aumento di incenerimento medio da 2000 Kg/ora a 4000 Kg/ora di rifiuti ospedalieri. Tale incremento dovrebbe portare ad un maggiore contenuto di materia in combustione nel forno (valore non stabilito nella Relazione Tecnica), anche nell’ipotesi di un aumento della velocità di rotazione dello stesso.
Nell’ipotesi le temperature medie del cumulo sarebbero molto inferiori, e quindi si avrebbe una maggiore produzione di diossine e di incombusti nelle ceneri e nei fumi.
Con una ipotesi di dimensionamento cautelativa, che preveda la permanenza di almeno tre ore dei rifiuti nel forno per garantire un accettabile tenore di incombusti, supponendo che i rifiuti occupino il 20% del volume del forno, con una densità media apparente dei rifiuti nel forno pari a 0,65 kg/litro, tenendo conto della presenza dei refrattari che riducono il volume utile del forno stesso, si arriverebbe a stimare una capacità massima di incenerimento del forno minore di 4000 Kg/ora.

E’ ipotizzabile che la portata di ceneri prodotte raddoppi; in base alla tabella 2.7.1 di pag. 156 della Relazione Tecnica le ceneri pesanti passerebbero quindi da 3433 T/anno a 6866 T/anno ( la Relazione Tecnica stima tale nuova quantità pari a 5243 T/anno ) e le ceneri leggere (rifiuto pericoloso) da 768 T/anno a 1536 T/anno; analoghi aumenti si avrebbero per i fanghi da trattamento acque e per le soluzioni acquose di lavaggio.
Tutto questo aggrava la già pesante situazione di carico delle discariche provinciali.

Si ritiene necessario un controllo sistematico della percentuale di incombusti, non previsto nel progetto, come pure la inertizzazione in loco delle ceneri, introdotta D.Lgs. n.59 (Art. 3 e 4) e dal Decreto del Presidente della Repubblica n. 25, attualmente assente nell’impianto della Mengozzi SpA.

Per quanto attiene la camera di post combustione questa è sommariamente descritta a pagina 46 della Relazione Tecnica; i relativi criteri di dimensionamento sono riportati nella Tabella 2.1.1 della successiva pagina.
Occorre rilevare che le dimensioni principali, diametro utile e lunghezza utile, non sono riportate dalla Relazione Tecnica, nonostante la camera di post combustione sia essenziale per la riduzione primaria delle diossine. Nella Relazione Tecnica è riportato il volume della camera di post combustione con una indicazione di “circa 169,5 metri cubi”.
In base ai disegni della camera di post combustione inseriti nella Relazione di VIA, si rileva che il diametro utile, esclusi i refrattari, della camera di post combustione è di 3,5 metri, e che l’altezza utile ( refrattari esclusi ) della camera di post combustione è di 10 metri; in totale pertanto il volume utile, agli effetti della riduzione delle diossine, risulta pari a 96,16 metri cubi. La differenza fra il volume della camera di post combustione e il valore utilizzato dallo studio rende completamente inammissibile, già di per sé, la possibilità dell’aumento di potenzialità richiesto.

Allo scopo di giustificare il limitato incremento di portata dei fumi, indicato nella Relazione Tecnica si ipotizza un incremento del 100% ( cosa che pare poco probabile ) dell’umidità presente nel rifiuto, che passerebbe dal 20% addirittura al 40%.
Il camino, nonostante l’aumento di portata fumi, non viene modificato. E’ dichiarato che si rende necessario aumentare la potenza dei ventilatori che spingono i fumi nel camino da 400 Kwe a 1000 Kwe per poter evacuare i fumi derivanti dall’aumento di potenzialità dei forni.
Si evidenzia che nonostante la velocità di uscita dei fumi dal camino sia più alta, si deve supporre che essi non si disperderanno in un’area più vasta, dato che tale velocità si ridurrà immediatamente a valle della sezione di scarico, poichè la temperatura dei fumi è bassa.
E’ evidente che l’abbattimento degli inquinanti nei fumi si riflette in un trasferimento degli stessi inquinanti e dei prodotti di reazione nelle acque scaricate dalle torri di reazione di lavaggio, e nel carbone contaminato.

La Relazione Tecnica fornisce i valori della portata d’acqua trattabile dell’impianto di trattamento (pari a 200 m3/ora) e il consumo di acqua che si è avuto nel 2002 (pari a circa 158.000 m3 ) , ma non consente di valutare la reale portata da trattare in caso di ampliamento della potenzialità dei forni e quindi l’adeguatezza dell’impianto di trattamento acque nel caso di tale ampliamento.
Per quanto riguarda lo stato qualitativo delle acque, l’ipotesi assunta che gli impianti non verranno al momento modificati non ha sufficiente giustificazione, con particolare riferimento alla concentrazione dei cloruri, che è già pari al 69% del limite accettabile attualmente con l’incenerimento medio di 2000 Kg/ora di rifiuti.

A pagina 29 della Relazione Tecnica è avanzata la richiesta di poter soprassedere alla realizzazione di uno dei pochi interventi significativi associati all’incremento di potenza dell’impianto, la “realizzazione di un nuovo sistema di trattamento acque“.
La richiesta è da ritenere inaccettabile. Una delle motivazioni addotte alla giustificazione della richiesta di proroga fa riferimento alla difficoltà della Proprietà nel pagare i debiti contratti con le Banche.

In conseguenza alle osservazioni esposte si richiede che venga espresso parere contrario alla richiesta di autorizzazione all’esercizio dell’impianto in questione, richiesta dalla Mengozzi SpA.

Forlì, 16/01/2006

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