Soldi agli inceneritori – al Senato passa la riconferma degli incentivi

Da un messaggio sulla mailing list baseverde scopro che la legge comunitaria di applicazione della direttiva europea sugli incentivi per le energie rinnovabili è passata al Senato con la conferma dei finanziamenti cip 6 alle fonti assimilate: quindi incenerimento dei rifiuti, ma anche scarti dell’industria petrolifera, ecc.

Anche quest’anno 3 miliardi di euro finiranno direttamente dalle tasche dei cittadini a quelle dei petrolieri e degli inceneritoristi.

Su questo era stato presentato un emendamento dei Verdi, da parte di Silvestri e De Petris poi ritirato su richiesta del Ministro “competente” Emma Bonino e trasformato in ordine del giorno.

19 risposte a “Soldi agli inceneritori – al Senato passa la riconferma degli incentivi”

  1. Il programma dell’Unione per il Governo 2006 – 2011 all’interno del capitolo energia, recita:

    Quanto alle “nuove fonti rinnovabili” (eolico, biomasse, fotovoltaico, solare a concentrazione, solare termico, idroelettrico di piccola taglia, geotermia), vogliamo nell’arco della legislatura siano almeno raddoppiate, in modo da giungere al 2011 al 25% di produzione elettrica da rinnovabili. A tal fine, applicando correttamente le direttive comunitarie e utilizzando le migliori esperienze europee, si potrà rivedere il sistema d’incentivazione delle fonti rinnovabili e favorire il passaggio dai certificati verdi a tariffe certe, incentivanti per un numero definito di anni, differenziate per le diverse fonti.

    E’ vero che il Governo avrebbe tendenzialmente 5 anni per realizzare il programma ma, nello specifico credo opportuno, da un lato individuare le forme migliori di protesta e dall’altro chiedere con chiarezza tempi certi ed impegni solenni per la realizzazione del programma e di quanto previsto nella direttiva comunitaria.

  2. Al contrario, è sicuramente in malafede. I giorni precedenti si erano mobilitati i Verdi ed i comitati per fare pressioni sui senatori, quindi la decisione non è stata assolutamente casuale.

  3. Seguendo distrattamente nei giorni scorsi Radio Radicale mi è parso di aver udito (credo dalle parole della loro nuova segretaria) che tra i temi su cui intendevano spendersi vi era quello energetico e specificatamente connesso alla revisione degli incentivi scorrettamente erogati alle fonti non rinnovabili… C’e’ mica qualcuno informato sui programmi Radicali che risca a chiarire… Ho capito male, oppure hanno semplicemente calato le braghe?

    Ciao, fabio

  4. Questa è la più brutta notizia che potessi leggere. Purtroppo la bravissima Bonino deve un mucchio di soldi ad un sacco di gente (Soros), la sua radicalita si esprime molto quando si parla di denaro.
    Non ci possiamo auto-denunciare all’Europa?

  5. Sei sicuro di questa notizia? Io ho fatto ricerche su internet ed ho chiesto a conoscenti ma non c’è niente di ufficiale. Adesso provo a scrivere a Pecoraro Scanio (forse mi risponde!!!)

  6. La notizia è fresca e poco interessante per la stampa nazionale, per questo non è ancora stata diffusa. Aspetto i verbali della riunione per avere qualcosa di ufficiale. Di messaggi ne sono passati tanti anche sulla mailing list noinc, in questi giorni (anche di molto demagogici, purtroppo).

    A Giuliano: il Ministro dell’ambiente purtroppo pare che in questa occasione non abbia potuto relazionare, infatti era di competenza della Bonino perché si trattava del recepimento di una normativa europea.

    Capisco che sia più facile incolpare sempre i Verdi, che dall’alto del loro 2% dovrebbero modificare tutte le normative, contro il parere di una maggioranza e di una opposizione piuttosto compatta su questi temi. Su queste decisioni il partito democratico non solo esiste già.

  7. SONO SENZA PAROLE………………
    Il ministro dell’ambiente che ha permesso questo abominio si dovrebbe nascondere oppure dare le dimissioni dal governo. Ops: è Pecoraro Scanio.

  8. Vi allego le risposte di Tommaso Sodano (Rifondazione Comunista) e Fabrizio Fabbri (Verdi) sul tema in risposta alle accuse sulla mailing list noinc:

    ~~~~~~~~~~~~~~~~~Sodano~~~~~~~~~~~~~~~~~~~
    Mi sembra assurda la discussione e intrisa di pregiudizi nei confronti di
    chi sta portando avanti la battaglia per cercare di mettere fine alla
    truffa dei cip 6.
    la ricostruzione che viene fatta del dibattito al senato della scorsa
    settimana è , amio avviso , sbagliata . ritengo utile ricordare che il
    pasticcio era stato prodotto alla camera dove era stato soppresso
    l’articolo inerente il cip 6 sulle assimilate, al senato nella commissione
    ambiente da me presieduta, abbiamo approvato un parere in cui si chiedeva
    di ripristinare quella norma sopppressa alla camera e successivamente
    abbiamo presentato emendamenti in aula al senato. Gli emendamenti hanno
    visto una divisione all’interno dell’unione con diversi pezzi dell’ulivo
    che si sono dichiarati contrari all’emendamento a firma mia e quello della
    de petris, con conseguente espressione contraria del relatore e del
    ministro bonino , per cui il voto avrebbe portato alla sconfitta
    definitiva su questa delicata partita. un voto contrario del senato, dopo
    quello della camera avrebbe significato un via libera anche ai nuovi
    impianti da costruire. abbiamo preferito, piuttosto che la bocciatura,
    farci approvare un ordine del giorno molto puntuale e impegnativo per il
    governo che obbliga a recepire la direttiva comunitaria.
    mi sembra moilto strano che non si comprenda che l’ex min.castelli ha
    usato strumentalmente le argomentazioni in aaula, e che comunque adesso
    tutte le realtà di movimento devono far sentire la propria verso quei
    settori dell’unione che continuano a privilegiare le lobbies economiche
    piuttosto che continuare sterili polemiche nei confronti di chi , senza
    presunzione, come lo scrivente da anni conduce battaglie coerenti contro
    gli inceneritori e contro le assimilate.
    cordiali saluti,
    tommaso sodano . prc
    presidente commissione ambiente senato

    ps se ritenete vi invio copia dell’odg e stralcio della discussione in
    aula
    ~~~~~~~~~~~~~~~~~Sodano~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

    ~~~~~~~~~~~~~~~~~Fabbri~~~~~~~~~~~~~~~~~~~
    Mi associo a quanto rilevato da Tommaso ed aggiungo che, d’accordo anche la senatrice De Petris, il Ministero dell’ambiente metterà mano alla normativa sui certificati verdi e certamente toglieremo l’incenerimento dei rifiuti tra i settori che ne beneficeranno anche se la lotta non sarà semplice dal momento che, come ben sapete, questa linea è minoritaria anche all’interno dell’Unione.

    Dr. Fabrizio Fabbri
    Capo Segreteria Tecnica del Ministro dell’Ambiente
    Via C.Colombo, 44
    Roma
    ~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

  9. Sarebbe certamente più facile, Giuliano, ma io credo che non sarebbe più efficace. Grazie al Ministro questa finanziaria contiene anche cose positive, come i fondi per il protocollo di Kyoto, contro il dissesto idrogeologico o quelli per la mobilità sostenibile.
    Se si dimettesse si perderebbe non solo l’occasione di fare cose buone, ma anche l’occasione per modificare questo triste passaggio politico, che mantiene uno spiraglio con quell’ordine del giorno e con il programma della coalizione, che su questo punto è netto.

    Il bilancio lo si deve fare dopo 5 anni, a mio parere, sia al Governo che nella città: se non si sarà fatto nulla di utile, allora si saranno persi anche i voti degli elettori.

    Lasciare tutti i fronti perché si è persa una battaglia non sarebbe di aiuto a nessuno, nemmeno su questo singolo tema.

  10. Per Ronchi. Non me la prendo solo con i Verdi. Me la prendo ANCHE con i verdi. Chi appartiene al governo, sia esso quello dell’Italia oppure del comune di Forlì, è direttamente responsabile delle scelte. Non ha alcuna importanza se la decisione viene presa da altri e se non la si condivide. Se la responsabilità di cui si viene caricati è troppo alta ci si dimette!!!!! Io consiglio a Pecoraro le dimissioni per evitare di perdere la credibilità e, di conseguenza, il voto dei propri elettori.

  11. Certamente bisogna evitare di nascondersi dietro il dito, c’è tanto da fare, come dimostrano i fatti.

    Magari un po’ più di sostegno da parte di chi sostiene le stesse idee non sarebbe male…

  12. Concordo, ma ovviamente non può e non deve essere sempre una giustificazione. C’e’ un limite, ogni tanto devi buttare giù il boccone avvelenato ma le cose devono cambiare.

  13. Questo è il documento inviato da Sodano con lo stralcio della discussione al Senato. A parole è stato preso un impegno molto formale, speriamo che i fatti siano conseguenti.


    A tutte e tutti,
    Mi sembra assurda la discussione e intrisa di pregiudizi nei confronti di chi sta portando avanti la battaglia per cercare di mettere fine alla truffa dei cip 6.
    la ricostruzione che viene fatta del dibattito al senato della scorsa settimana è , amio avviso , sbagliata . ritengo utile ricordare che il pasticcio era stato prodotto alla camera dove era stato soppresso l’articolo inerente il cip 6 sulle assimilate, al senato nella commissione ambiente da me presieduta, abbiamo approvato un parere in cui si chiedeva di ripristinare quella norma sopppressa alla camera e successivamente abbiamo presentato emendamenti in aula al senato. Gli emendamenti hanno visto una divisione all’interno dell’unione con diversi pezzi dell’ulivo che si sono dichiarati contrari all’emendamento a firma mia e quello della de petris, con conseguente espressione contraria del relatore e del ministro bonino , per cui il voto avrebbe portato alla sconfitta definitiva su questa delicata partita. un voto contrario del senato, dopo quello della camera avrebbe significato un via libera anche ai nuovi impianti da costruire. abbiamo preferito, piuttosto che la bocciatura, farci approvare un ordine del giorno molto puntuale e impegnativo per il governo che obbliga a recepire la direttiva comunitaria.
    mi sembra moilto strano che non si comprenda che l’ex min.castelli ha usato strumentalmente le argomentazioni in aaula, e che comunque adesso tutte le realtà di movimento devono far sentire la propria verso quei settori dell’unione che continuano a privilegiare le lobbies economiche piuttosto che continuare sterili polemiche nei confronti di chi , senza presunzione, come lo scrivente da anni conduce battaglie coerenti contro gli inceneritori e contro le assimilate.
    cordiali saluti,
    tommaso sodano . prc.se
    presidente commissione ambiente senato

    STRALCIO DELLA DISCUSSIONE AL SENATO.
    21 NOVEMBRE 2006

    SODANO (RC-SE). Signor Presidente, mi dispiace per i tempi contingentati ma questo è un argomento molto serio. Oltre tutto pochi giorni fa, in questa stessa Aula, abbiamo approvato quasi all’unanimità una mozione importante che faceva riferimento all’impegno del nostro Governo nella Conferenza intergovernativa di Nairobi e all’impegno per il rispetto del Protocollo di Kyoto e la riduzione delle emissioni.
    Dunque su questi emendamenti, che sono analoghi, quello illustrato adesso dalla senatrice De Petris, quello di cui sono primo firmatario, il 15.0.3, ma anche quello del senatore Ferrante, io chiederei al Governo una riflessione, almeno sul testo rimodulato, perché le osservazioni che sono state portate dalla Commissione bilancio sul rischio di un contenzioso, e quindi un parere contrario della 5a Commissione sugli emendamenti 15.0.2, 15.0.3 e 15.0.4 in realtà nel testo 3 modificato sono risolte perché si fanno salvi i finanziamenti e gli incentivi già erogati per gli impianti realizzati. Questo metterebbe al sicuro rispetto ad un eventuale contenzioso.
    A questo punto voglio aggiungere, perché tutto il Senato sappia di cosa parliamo, che nel 2005 su 4,7 miliardi di euro concessi per le fonti rinnovabili e assimilate, le fonti rinnovabili hanno ricevuto solamente 1,7 miliardi mentre 3 miliardi sono andati alle assimilate. Non so se tutti i colleghi sanno cosa sono le assimilate, quello che la collega definiva una truffa nel nostro Paese dal 1992 fino ad oggi: sono gli scarti di raffineria, quindi il bitume, gli inceneritori dei rifiuti e tutto ciò che nulla ha a che vedere con le rinnovabili. Allora se noi continuiamo a dare il 90 per cento delle risorse alle assimilate difficilmente riusciremo a raggiungere gli obiettivi prefissati dal Protocollo di Kyoto che ancora abbiamo confermato in quest’Aula pochi giorni fa.
    Chiedo una seria riflessione del Governo perché riveda il suo parere sul testo 3 modificato insieme agli altri colleghi dell’Unione perché si vada finalmente a cancellare questa anomalia tutta italiana delle fonti assimilate.

    PRESIDENTE. Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.
    MANZELLA, relatore. Signor Presidente, confermo il parere contrario del relatore e dato che la materia è oggetto in questo momento di una complessiva sistemazione inviterei a presentare un ordine del giorno che risulta peraltro già schematizzato negli atti.

    PRESIDENTE. Senatore Manzella, è contrario a tutti gli emendamenti che sono stati presentati all’articolo 15?

    MANZELLA, relatore. Sì.
    BONINO, ministro del commercio internazionale e ministro per le politiche europee. Il Governo condivide nel merito le osservazioni svolte dai colleghi e ritiene di poter prendere un impegno molto formale, se i colleghi accettassero il ritiro degli emendamenti ed una loro trasformazione in ordine del giorno.
    Come già confermato anche dal collega Bersani, noi crediamo che il posto giusto per discutere ed inserire questa tematica sia il disegno di legge delega sull’energia, che – come sapete – è stato depositato dal Governo in Parlamento.
    Quindi il Governo condivide nel merito, ma ritiene che sia meglio affrontare e risolvere la questione delle rinnovabili ed assimilate nel disegno di legge sull’energia; si impegna pertanto ad accettare un ordine del giorno in questo senso, se i colleghi volessero ritirare questi tre emendamenti.
    PRESIDENTE. C’è un parere contrario del relatore ed un invito al ritiro di tutti gli emendamenti da parte del Governo.
    Mi rivolgo ai presentatori, chiedendo loro se intendono mantenere o ritirare gli emendamenti.
    SODANO (RC-SE). Signor Presidente, dall’ordine del giorno G15.100, a questo punto, bisogna chiaramente togliere l’ultimo capoverso, perché fa riferimento al recepimento di una direttiva ed è legato all’approvazione dell’emendamento precedente. Se tale emendamento sarà ritirato, come propone la ministro Bonino, è evidente che l’ultimo capoverso è superato.

    ORDINE DEL GIORNO

    G15.100 (già emm. 15.0.2, 15.0.3 e 15.0.4, TESTO 3) (TESTO 2)
    SODANO, DE PETRIS, FERRANTE, RUBINATO
    Non posto in votazione (*)
    II Senato,
    considerato che:
    – la promozione dell’elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili è un obiettivo altamente prioritario a livello della Comunità, come illustrato nel Libro bianco sulle fonti energetiche rinnovabili, nonché una misura necessaria per conformarsi al protocollo di Kyoto della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici;
    – ai fini di una corretta applicazione della direttiva 2001/77/CE (relativa alla promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità) occorre sopprimere la concessione dei certificati verdi all’energia ricavata dalla frazione non biodegradabile dei rifiuti prevista dal decreto legislativo n. 387 del 2003, attuativo della direttiva 2001/77/CE di cui sopra;
    – nell’allegato alla direttiva 2001/77/CE era stata inserita una nota che consentiva all’Italia di considerare anche la quota non biodegradabile dei rifiuti, al fine di raggiungere l’obiettivo nazionale di elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili (25 per cento nel 2010);
    – il decreto legislativo n. 387 del 2003 prevede al suo articolo 17, 1° comma che siano ammessi a beneficiare del regime riservato alle fonti energetiche rinnovabili i rifiuti, ivi compresa, anche tramite il ricorso a misure promozionali, la frazione non biodegradabile ed i combustibili derivati dai rifiuti;
    – tale previsione si pone in contrasto con l’impostazione complessiva comunitaria ed in particolare con la stessa direttiva 2001/77/CE che il decreto legislativo n. 387 del 2003 dovrebbe attuare, dato che essa all’articolo 2, comma 2, definisce la biomassa come la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall’agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali) e dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani;
    – l’Italia non può utilizzare i rifiuti non biodegradabili tra le fonti energetiche rinnovabili, né tantomeno può incentivarne l’utilizzo perché questo ostacolerebbe il raggiungimento degli obiettivi previsti dalle normative comunitarie in materia di smaltimento dei rifiuti, nonché degli impegni presi con la ratifica del protocollo di Kyoto;
    – la stessa direttiva 2001/77/CE al considerando n. 8, prevede che nel contesto di un futuro sistema di sostegno alle fonti energetiche rinnovabili non bisognerebbe promuovere l’incenerimento dei rifiuti urbani non separati,
    impegna il Governo:
    – a recepire fedelmente la direttiva 2001/77/CE (relativa alla promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità), in particolare il suo articolo 2;
    – a concedere i finanziamenti e gli incentivi pubblici di cui all’articolo 17 del decreto legislativo n. 387 del 2003 esclusivamente alla produzione di elettricità attraverso fonti energetiche rinnovabili, soltanto per la parte biodegradabile dei rifiuti industriali ed urbani;
    – a segnare una netta differenza con la cattiva gestione politica precedente, che non ha tenuto conto dei costi economici ed ambientali inerenti all’utilizzo dei rifiuti non biodegradabili come energie rinnovabili.


    (*) Accolto dal Governo con la soppressione, in fine, del seguente capoverso: «- a verificare le rispondenze degli impianti autorizzati alle direttive correttamente recepiteWQ/ /
    pertanto l’ordine del giorno G15.100, con gli impegni previsti, tranne l’ultimo capoverso.

  14. Questa invece è la risposta della senatrice Loredana De Petris:


    Carissimi,

    intervengo nel dibattito che da diversi giorni gira in rete, ad ulteriore chiarimento dopo quello, che condivido in pieno, del Senatore Sodano. Io e Sodano dopo l’approvazione in Commissione Ambiente abbiamo ripresentato in Aula gli emendamenti per tentare di togliere una volta per tutti gli incentivi alle assimilate, ma dentro L’unione sono emerse moltissime resistenze e anzi vi è stato persino un tentativo di far passare un emendamento che facesse salvi i contratti per tutti gli impianti autorizzati.
    Quindi gli emendamenti che peraltro erano stati dichiarati improcedibili perché la Comm.ne Bilancio aveva espresso un parere contrario ex art. 81 della Costituzione, sarebbero stati, se fossimo andati al voto, purtroppo votati solo da Verdi, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e pochi altri.
    La bocciatura certa degli emendamenti avrebbe a quel punto il significato di prorogare il CIP6.
    Non potevamo quindi io e Sodano, per tenere aperta la battaglia, che trasformarli in un ODG comunque molto impegnativo per il GOVERNO
    L’Opposizione con Castelli in testa, che vorrei ricordare qui, in cinque anni di Governo hanno iper alimentato il sostegno agli inceneritori, non solo ha messo in atto un tentativo del tutto strumentale, ma in realtà voleva nel tentare di porre in votazione i nostri emendamenti trasformati in ODG, raggiungere l’obiettivo non solo di vederli bocciati (e quindi di far pronunciare il Senato a favore degli incentivi alle assimilate) ma in questo modo avrebbero precluso anche l’approvazione dell’ODG.

    Invito tutti a non sottovalutare l’approvazione dell’ODG, che allego di nuovo e che IMPEGNA IL GOVERNO, SENZA ALCUN EQUIVOCO, A RECEPIRE CORRETTAMENTE LA DIRETTIVA EUROPEA ED ELIMINARE GLI INCENTIVI ALLE ASSIMILATE, perché è sicuramente un utile strumento da utilizzare per proseguire le nostre iniziative e vincere le tante resistenze del Ministero dell’Industria e della maggioranza.
    Per maggiore chiarezza vi allego inoltre lo stralcio del mio intervento nel dibattito in AULA del 21 novembre u.s. e di nuovo ODG.

    Sen. Loredana De Petris

  15. La domanda è questa:
    se non si è riusciti a far passare questi emendamenti nel disegno di Legga Comunitaria, come si può pensare di portare a compimento il secondo Decreto di modifica al Codice Ambiente dove gli incentivi a bruciare rifiuti vengono nuovamente cassati?
    E come si può pensare di portare a compimento il Disegno di Legge del Sen. RONCHI sugli incentivi alle vere rinnovabili (786)?
    Voglio dire gli emendamenti alla Legge Comunitaria, sono stati bocciati prima alla Camera e poi al Senato, pur considerando che non si trattava di togliere gli incentivi agli inceneritori in funzione ma solo a quelli a venire.
    Poi visto lo stralcio dal sito del Senato, la vicenda assume toni ridicoli:
    PRESIDENTE. Passa all’esame dell’articolo 15 e degli emendamenti ad esso riferiti ricordando che la Commissione bilancio ha espresso parere contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, sugli emendamenti 15.0.2 e 15.0.3.

    DE PETRIS (IU-Verdi-Com). L’emendamento 15.0.2 intende assicurare la corretta applicazione delle direttiva 2001/77/CE, e conseguentemente del successivo decreto ministeriale, destinando l’erogazione dei finanziamenti e degli incentivi pubblici esclusivamente alle fonti energetiche rinnovabili e non anche a quelle assimilate, che assorbono in realtà gran parte delle risorse pur essendo fonti inquinanti. Si porrebbe fine ad una vera e propria truffa i danni dei consumatori, che verrà comunque formalmente denunciata a Bruxelles dai Verdi. (Applausi dal Gruppo IU-Verdi-Com).

    SODANO (RC-SE). Gli emendamenti presentati sono di contenuto sostanzialmente identico al 15.0.2. In particolare l’emendamento 15.0.4 (testo 3) supera il parere contrario della Commissione bilancio e fa salvi i finanziamenti e gli incentivi già erogati per gli impianti realizzati, al fine di evitare eventuali contenziosi. E’ necessario porre fine allo scandalo per cui finora i finanziamenti sono stati destinati per la gran parte alle fonti cosiddette assimilate che nulla hanno a che vedere con l’energia pulita.

    MANZELLA, relatore. Trattandosi di materia oggetto di complessiva sistemazione in altro provvedimento, esprime parere contrario sugli emendamenti invitando alla loro trasformazione in ordine del giorno.

    BONINO, ministro del commercio internazionale e ministro per le politiche europee. Condivide in merito degli emendamenti ma ritiene che la sede opportuna per affrontare la questione sia quella del disegno di legge delega in materia energetica e pertanto invita alla trasformazione degli emendamenti in ordine del giorno.

    SODANO (RC-SE). Concorda con la proposta e presenta l’ordine del giorno G15.100 (testo 2). (v. Allegato A).

    DE PETRIS (IU-Verdi-Com). Prende atto della richiesta del Governo e sottoscrive l’ordine del giorno.

    PRESIDENTE. In quanto accolto dal Governo l’ordine del giorno non verrà posto in votazione.

    NOVI (FI). Fa suo l’emendamento 15.0.4 (testo 3) e ne chiede la votazione con il sistema elettronico.

    PRESIDENTE. Gli emendamenti inerenti l’incentivazione delle fonti energetiche rinnovabili sono stati trasformati in ordini del giorno.

    NOVI (FI). Chiede la votazione elettronica dell’articolo 15.

    CASTELLI (LNP). Fa suoi gli emendamenti ritirati e chiede che siano posti in votazione.

    PRESIDENTE. Non acconsente in quanto gli emendamenti sono stati ritirati e trasformati in ordine del giorno.

    CASTELLI (LNP). Non concorda con la decisione della Presidenza in quanto la norma regolamentare afferma che gli emendamenti ritirati possano essere fatti propri da altri senatori. Si tratta peraltro di una prassi consolidata.

    PRESIDENTE. Gli emendamenti sono stati trasformati in ordine del giorno dopo essere stati ritirati e quindi non è più possibile sottoscriverli: ciò secondo la prassi del Senato. (Proteste dei senatori Castelli, Malan e Storace).

    CASTELLI, MALAN E STORACE CHE PROTESTANO

  16. Il programma dell’Unione parla chiaramente della necessità di riallinearsi con le direttive europee.
    Partendo da questo e da una grossa mobilitazione la modifica si può e si deve fare, tenendo anche in considerazione l’ordine del giorno che non è stato bocciato, e che quindi deve essere un vincolo forte per l’azione del Governo.

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