Sul piano dei rifiuti e sull’assetto politico provinciale

In questo week-end sono stati pubblicati diversi articoli sulla stampa locale sul tema del piano dei rifiuti e sul tesseramento dei Verdi dell’assessore provinciale con ruolo tecnico Roberto Riguzzi. Voglio commentare meno possibile quello che è stato scritto e detto, perché basato su voci e documenti non ufficiali. Quando si avrà qualcosa di certo, esprimerò con la dovuta attenzione quello che penso e le conseguenze delle azioni che abbiamo intrapreso come partito.

Quello che è certo è che l’esecutivo provinciale dei Verdi, l’organo deputato alla direzione del partito e democraticamente eletto dagli iscritti, ha chiesto agli organi nazionali di verificare la posizione di Roberto Riguzzi, e documentandone le azioni con rassegne stampa ed un nutrito insieme di delibere dello stesso esecutivo ne ha chiesto la non iscrizione al partito dei Verdi per l’anno in corso.

A metà Novembre i Verdi avranno la loro assemblea nazionale e questo Sabato anche la federazione provinciale farà la sua assemblea per l’elezione dei delegati da mandare al nazionale. Questo comporta la necessità di conoscere lo stato del tesseramento di tutti i facenti richiesta prima di Sabato, per permettere agli iscritti di votare e vietare ai non iscritti di farlo.

MI aspetto, quindi, che arrivi una comunicazione ufficiale dell’esecutivo nazionale o del comitato di garanzia del partito riportante lo stato del tesseramente di Riguzzi.

Sulle dichiarazioni di Brigidi, invece, voglio precisare che la posizione dei Verdi sul piano dei rifiuti provinciale non è cambiata, come tra l’altro scrive nel suo comunicato personale Davide Fabbri.
Non so quali siano i passaggi che hanno portato i partiti di maggioranza (esclusi i Verdi) a spedire una nota nella quale citano la disponibilità di Stefano Brigidi a rivedere la sua posizione sul piano.

Mi è parso quantomeno strano che si sia data una disponibilità esplicita di questo tipo, dal momento che nel piano dei rifiuti non è cambiato assolutamente nulla, a parte qualche dettaglio che ne impatta solo esteticamente i contenuti.

Probabilmente, quindi, la mossa dei partiti di maggioranza in Provincia è stata quella di allontanare il consigliere Stefano Brigidi dalla posizione contraria e netta espressa all’adozione del Piano. L’esecutivo provinciale si riunirà oggi per chiarire questi aspetti e per capire la posizione vera del nostro consigliere provinciale.

Credo, ad ogni modo, che sia necessario agire con estrema cautela nel fare dichiarazioni di qualsiasi tipo, affinché i comunicati non stampa decidano al posto dei partiti quali posizioni questi ultimi devono prendere. I partiti hanno organi democratici interni che permettono di gestire le decisioni più importanti, per evitare schizofrenie mediatiche ed istituzionali.

Sia l’intervista di Brigidi sia quella di Davide Fabbri (che condivido nei contenuti) sono mosse personali che scavalcano il partito, che invece ha una posizione sola (e contraria alla costruzione dell’inceneritore).

Abbiamo visto in questi mesi che le distrazioni personali sulle linee comuni dei Verdi non abbiano portato che danni alla politica interna ed esterna ed alle persone direttamente coinvolte.

2 risposte a “Sul piano dei rifiuti e sull’assetto politico provinciale”

  1. caro Alessandro, condivido esattamente quello che hai scritto in merito al metodo politico e lo sottoscrivo; mi auguro però che il Consiglio Federale dei Verdi venga convocato almeno ogni cinquanta/sessanta giorni..!! per un confronto su tutte quelle cose che il Direttivo non prende neanche in condiderazione. Giancarlo Biondi

  2. Il consiglio federale si può convocare semplicemente facendone richiesta al Presidente (non ha mai rifiutato).

    Io sarei anche per creare una mailing list per discutere via email delle problematiche proposte dagli iscritti.

    Sul fatto che l’esecutivo non prenda in considerazione alcune questioni importanti, posso anche essere d’accordo, ma devi sapere che non è un organo senza orecchie: chiunque può fare segnalazioni per chiedere che il direttivo si esprima ed agisca.

    Tutti gli iscritti hanno il compito di fare la loro parte, l’esecutivo serve solo come dirigenza politica. Oggi funziona al contrario: tutti chiedono e pochi purtroppo si propongono per dare una mano, ed alla fine anche per organizzare e proporre iniziative si vedono sempre le solite persone.

    C’è anche da dire che senza il problema di Riguzzi avremmo avuto mooolto più tempo per lavorare sulle altre cose: è da due anni che questa discussione paralizza il partito.

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