Tessera di partito

Questo articolo viene da una riflessione attenta, che mi porto dietro da qualche tempo. Lo spunto per prendere il mano il discorso mi è venuto Venerdì 27 gennaio, al primo raduno del Meetup di Beppe Grillo della mia Provincia.
In un intervento una ragazza ha detto che è bello che si radunino tante persone per fare politica, senza tessere di partito.

So che sarebbe molto popolare inveire contro la struttura dei partiti, ma lo scopo di queste righe è quello di spiegare come funziona il tesseramento e perché non si tratta di una cosa negativa, da evitare a tutti i costi.

I partiti sono organi per lo sviluppo di un dibattito democratico.
I partiti rappresentano, o dovrebbero farlo, i cittadini che li votano. Il voto, però, non è sufficiente a dare spazio alla discussione su tutti i temi. E’ una preferenza, ma non definisce se non superficialmente chi deve gestire una amministrazione (compresa quella dello Stato). Non si discosta molto da quello scolastico, di fondamentale importanza per un giudizio, spesso ex post, di un lungo lavoro.

Tangentopoli ed altre tristi vicende che hanno coinvolto il nostro Paese hanno avuto sicuramente un peso enorme sulla svalutazione dell’immagine dei partiti. Alla luce di questi problemi, il passo più semplice (ma non per questo più corretto) è quello di credere che i politici ed i partiti SIANO TUTTI UGUALI.

Questa idea, sebbene ampiamente supportata anche dall’attuale strategia di campagna elettorale di Berlusconi, è pericolosissima.

Facendo credere, sulla base spesso di argomentazioni false, che tutti i partiti e tutti i politici hanno le mani in pasta nel marcio, sta legittimando una sua nuova elezione.

Per fortuna le cose non sono così semplici.

I partiti sono composti da persone, e le persone possono agire nel bene o nel male, in buonafede o in malafede.
Come si fa a decidere quali persone saliranno nei posti importanti, a rappresentarci? Il numero di persone di un partito è stabilito dai voti, ma i nomi sono stabiliti attraverso diversi metodi di democrazia interna degli stessi, legate al numero di tessere che supportano un nome o una idea.

I partiti sono come associazioni: non sono composti solo dai loro rappresentanti istituzionali (quelli eletti), ma hanno bisogno di risorse, persone che si adoperano e che si avvicinano.
Questa cosa è di fondamentale importanza, e vorrei che attraverso una discussione divenisse chiara: meno persone si avvicinano alla democrazia interna dei partiti, meno possibilità abbiamo di obbligarli a fare le nostre scelte e più spazio diamo loro per prendere decisioni arbitrarie o legate dalla convenienza (anche politica, non sempre economica).

Se passa il messaggio, come è purtroppo accaduto, che avere una tessera di partito significhi essere una persona sporca, legata ad interessi personali, con l’obiettivo di trovare un posto di lavoro o di ricevere mazzette, otteniamo due cose:
– Gli unici a decidere nel nostro paese diventeranno proprio queste persone, perché non ve ne saranno altre disposte a rimboccarsi le maniche
– Faciliteremo il compito di chi fa politica solo per fare politica, e non perché vuole impegnarsi per cambiare le cose
– Otterremo quindi un forte distacco tra chi ci amministra e chi si impegna, per esempio, nelle associazioni, perché crede che un mondo migliore sia possibile.

A 17 anni ho creato una associazione (il FoLUG) con un gruppo di amici, che successivamente è diventata di promozione sociale . A 23 ho deciso di iscrivermi ad un partito (i Verdi), conscio del fatto che non rappresentava al 100% il mio insieme di idee, e conscio della possibilità reale di poter dare il mio contributo affinché il partito diventasse più vicino possibile alle mie posizioni.
Oggi mi trovo a parlare con i rappresentanti nazionali per cercare di dire la mia e contribuire al miglioramento del partito, e con questo spero anche delle politiche della coalizione e di chi ci governa. Ma sono solo un sassolino, di certo non provocherò una frana.

Io credo seriamente che l’impegno sociale delle persone che hanno più voglia di cambiare le cose passi anche da questo: le associazioni hanno un ruolo fondamentale, ma purtroppo non sono presenti direttamente negli organi di decisione, e questo permette loro di essere solo da una parte dei tavoli di discussione. Sta nell’intelligenza e nella convenienza di chi sta dall’altra parte trarre poi le conclusioni.

Quello che vedo e che più mi dispiace è il fatto che i partiti sono costituiti nella quasi totalità da persone che superano i 50 anni o che anno avuto in famiglia esempi di partecipazione politica.
Tutta la grande massa di persone, invece, è totalmente disinteressata alle vere discussioni politiche (quelle che ci fanno scegliere le alternative alle scelte attuali, che ci fanno progredire veramente), e completamente schifata dall’idea di fare una tessera di partito, contribuire alle sue decisioni in ambito locale e nazionale, di impegnarsi in prima persona o di supportarne una di sua fiducia.
Alcune delle persone più impegnate e più in gamba sono completamente staccate dai partiti e dagli organi di rappresentanza, invece di farne parte.
Le associazioni dovrebbero far politica apartitica, i partiti dovrebbero ascoltare di più le associazioni, queste dovrebbero supportare i partiti che portano avanti le loro stesse idee.

Il nuovo sistema elettorale ha tolto di mezzo completamente il voto di preferenza, che era l’altro strumento importante di selezione dei candidati. Senza le preferenze in Comune, non sarei mai stato eletto.
Questo significa che il nostro futuro sarà ancora più preoccupante: chi impedirà ai partiti di candidare persone già condannate per reati gravi? Chi impedirà alle persone più pericolose di comprarsi le tessere del proprio partito e farsi eleggere? Chi aiuterà le persone oneste e volenterose a dire la NOSTRA OPINIONE nelle giuste sedi?

Noi possiamo anche ignorare completamente il funzionamento della politica e delle scelte dei partiti, ma di certo non oggi e non domani riusciremo a farne a meno.

Lo stesso Grillo chiede un parlamento pulito, non l’abolizione del parlamento. Se vogliamo veramente ripulire l’Italia, anche questo passaggio è fondamentale. La scelta delle scelte e delle persone è cruciale, se non vogliamo rimanere nel lusso di quelli che dicono solo cosa non va, e non fanno nulla per cambiare le cose.

E’ un passaggio difficile, legato spesso a discussioni asprissime, ma nella discussione sta la democrazia e nella difficoltà stanno le grandi vittorie.

Ognuno di noi porta in tasca la pietra
Che ha frantumato la fronte di Golia.

Se non sono io per me, chi sarà per me?
Se non cosi, come? E se non ora, quando?
(Primo Levi)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *