Via gli incentivi alla combustione dei rifiuti, non sono fonti rinnovabili.

Via gli incentivi alla combustione dei rifiuti, non sono fonti rinnovabili. Voto unanime in commissione ambiente al Senato

La Commissione Ambiente del Senato ha approvato all’unanimità un parere sulla legge comunitaria che, tra gli altri punti, ristabilisce la definizione di fonte rinnovabile così come prevista dalla direttiva europea, escludendo quindi anche la frazione non biodegradabile del rifiuto dagli incentivi e dai finanziamenti pubblici destinati alle rinnovabili.

Lo ha annunciato il senatore dell’Ulivo Francesco Ferrante. Il voto “ci avvicina all’Europa”, dice, perché sopprime la concessione di certificati verdi all’energia ricavata dai rifiuti non biodegradabili, come la plastica che deriva dal petrolio, che fonte rinnovabile e pulita proprio non è.

In questo modo, dice ancora, si liberano risorse preziose per rilanciare fonti “veramente pulite che ne hanno sicuramente più bisogno, come il fotovoltaico e l’eolico. Solo così – aggiunge – riusciremo a recuperare i ritardi del nostro Paese sugli obiettivi di Kyoto e a garantirci una gestione più sostenibile dei rifiuti”.

“Questa – ribadisce Legambiente in una nota – è l’occasione giusta anche per sostituire l’attuale sistema di incentivazione per la produzione di energia da fonti rinnovabili fondato sui Certificati verdi con un meccanismo di sostegno economico trasparente, come potrebbe essere quello del ‘conto energia’ tedesco”.

7 risposte a “Via gli incentivi alla combustione dei rifiuti, non sono fonti rinnovabili.”

  1. Grande grande grande!
    Oggi il cielo è già più sereno…..

    P.S. Ma che cosa lo fanno a fare l’inceneritore a Forlì adesso che non possono più bruciare plastica ed alluminio?

  2. Ancora non è legge, ma questo passaggio è decisivo. Aspetto di avere maggiori notizie sull’eventuale iter che potrebbe richiedere una decisione di questo tipo.

    Sul discorso dell’inceneritore, come sai, sono d’accordo ed aspetto con ansia che si inverta la rotta.

  3. Sono proprio curioso di vedere se senza incentivi le nostre illuminate Società per Azioni continueranno a costruirli questi benedetti inceneritori.

    Forse questa compenserà l’indulto inciucioso che è stato fatto alla chetichella :-)

    Saluti radiosi
    Romeo

  4. da: La Staffetta Quotidiana – la rivista italiana del petrolio editrice

    Approvata dalla Camera il 21 settembre (con la cancellazione dell’articolo che prevedeva l’esclusione delle assimilate dagli incentivi Cip6) la legge comunitaria è attualmente all’esame delle commissioni del Senato. Durante l’esame in commissione Ambiente (in sede consultiva) si è registrato giovedì un tentativo di reintrodurre la norma che prevede l’assegnazione dei benefici solo all’energia prodotta dalle fonti rinnovabili. La senatrice Loredana De Petris ha rilevato che, per quanto la soppressione della norma fosse “motivata dall’opportunità di affrontare il tema delle fonti energetiche rinnovabili attraverso un riordino complessivo del sistema di incentivi assegnato a tali fonti energetiche”, era “opportuno” segnalare alla commissione di merito “l’opportunità di reintrodurre nel disegno di legge comunitaria tale disposizione, la quale appare indispensabile anche per superare la procedura di infrazione aperta nei confronti dell’Italia”. L’articolo in questione (il 15-bis) prevede che “i finanziamenti e gli incentivi pubblici sono concedibili esclusivamente per la produzione di elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili, così come definita dall’articolo 2 della direttiva 2001/77/CE” ed era stato introdotto nel corso dell’esame in commissione Politiche dell’Unione Europea alla Camera e poi eliminato nel corso dell’esame in Aula.
    Nella lettera di messa in mora spedita dalla Commissione europea il 4 aprile (v. Staffetta 4/4), si contestava all’Italia di avere adottato misure insufficienti per promuovere adeguatamente le energie rinnovabili.

  5. ma perchè non ve ne andate tutti a farvi fottere, dico io!!! volevo solo avere qualche informazione o commento all’articolo 2 della nostra costituzione!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *