Bush chiede di ridurre i consumi del petrolio

Bush: “Vulnerabili a causa del petrolio” in Iraq vietato fallire, terribili le conseguenze – esteri – Repubblica.it

Se Bush afferma che è “nostro vitale interesse diversificare i rifornimenti energetici dell’America e la via maestra è quella della tecnologia”, significa che il problema dell’approvvigionamento del petrolio non solo è reale, ma viene ammesso anche da chi ha interessi economici e politici ad affermare il contrario.
Nonostante Bush dia la colpa ai “terroristi” che potrebbero mettere in crisi i rifornimenti, e non ammetta le prove del picco di produzione del petrolio, come invece l’associazione ASPO denuncia da anni, questo è forse un segnale storico, le cui ripercussioni potrebbero essere importanti, a partire dalla borsa. “Ampio spazio al problema dell’energia dunque, per cui Bush ha proposto un piano per ridurre del venti per cento il consumo di benzina nel giro di dieci anni.”

Dieci anni sono tanti, Bush.

4 risposte a “Bush chiede di ridurre i consumi del petrolio”

  1. L’unico segnale “storico” è la dichiarazione di guerra. Testuali parole “Gli USA sono in GUERRA, bisogna calare i consumi (non per l’ambiente, vedi Kyoto, ma per limitare la dipendenza estera).

    Quello Canadese è suo, quello Messicano e Venezuelano pure.
    Quello Arabo anche.
    Quello Afgano, l’ha preso la penultima guerra.
    Quello Iraniano lo prenderà la prossima guerra.
    Mi spaventa quello Russo, che sinceramente porterà alla guerra mondiale!

    Sono catastrofista?

    L’unica paura che ho è che con questa dichiarazione di guerra qualsiasi ritorsione contro le “sorelle” statunitensi nella qualunque passi come un attacco alla indipendenza deli USA.
    Quindi occhio Venezuela, Messico, Iran, Russia…..
    Se privatizzate il petrolio e le risorse nazionali cacciando le società USA, allora sarà guerra.

  2. Sempre più sesso per combattere il consumo di energia elettrica, si sostiene a spada tratta l’uso delle lampadine a basso consumo.
    ATTENZIONE
    Le lampade a basso consumo sono fonte di particolare campo elettromagnetico (elettrosmog) che per la salute dell’uomo, anche della donna ben s’intende, non è opportuno. In oltre per il principio di conservazione dell’energia e della materia, per produrre una lampada a basso consumo di energia elettrica, serve un considerevole impegno di energia e di materia, di gran lunga superiore a quella per produrre una normale lampada ad incandescenza. Per ogni prodotto o manufatto, bisogna considerare il bilancio energetico complessivo, dalla produzione allo smaltimento. Un paragone di riferimento è per le auto elettriche in materia d’inquinamento. Inquinano si poco in città, in compenso c’è l’inquinamento prodotto per creare quell’elettricità che serve per caricare le batterie e poi vi è lo smaltimento delle stesse, che non è di secondaria importanza.
    In tutte le cose quello che DEVE essere considerato è il V.I.E. cioè la valutazione impatto energetico e non il V.I.A. valutazione d’impatto ambientale, che come viene usato è sempre riferito ad un sito determinato.

    1. E’ necessario, ovviamente, considerare tutta la filiera: dalla produzione allo smaltimento.

      Per le auto elettriche è vero che si inquina per produrre elettricità, ma i motori elettrici hanno una maggiore efficienza energetica e permettono , tra le altre cose, di recuperare qualcosa in frenata.

      Il calcolo complessivo, fatto anche da fisici, è positivo rispetto ai motori a scoppio.

      Ovviamente è inferiore a quello dei tram elettrici, ed alla mobilità collettiva in genere, o a quello delle biciclette.

      Sulle lampadine a basso consumo le chiedo di citare la fonte, io non ho trovato nulla a riguardo. Ad ogni modo occorre considerare i costi di produzione, quelli per l’estrazione delle materie prime, la durata ed i costi di smaltimento.

      Le lampadine ad incandescenza, ad esempio, durano meno e quindi devono essere acquistate con più frequenza, con costi di trasporto molto maggiori. Non è quindi facile, anche se è doveroso, considerare tutto.

      Sulla valutazione dell’impatto energetico non la capisco. E’ chiaro che si deve considerare tutto l’impatto ambientale nel suo complesso, sia dal punto di vista degli sprechi di risorse (materie prime, energia, acqua)sia dal punto di vista dell’inquinamento (dell’aria, dell’acqua, del suolo).

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