Chi ha interesse a salvare il paesaggio?

Italia Nostra sezione di Forlì ha organizzato questo convegno sulla tutela del territorio e sulla qualità del paesaggio a Forlì presso il salone comunale il 16 di Novembre alle ore 16, con relazioni di Fausto Baldi, Per luigi Cervellati, Raffaele Mazzanti e Giovanno Losavio. A lato della conferenza una mostra fotografica con la collaborazione dell’Istituto Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna.

Una risposta a “Chi ha interesse a salvare il paesaggio?”

  1. Il convegno organizzato da Italia Nostra a Forlì venerdì 16 novembre ’07 ha avuto come argomento la ricerca di chi ha interesse a salvare il paesaggio, cioè l’ambiente che ci circonda che è composto di elementi naturali e di strutture realizzate dall’uomo.

    È stato detto che a fronte leggi bellissime e normative di tutela il paesaggio è stato rubato, non tanto con l’abusivismo quanto con interventi autorizzati che hanno portato negli ultimi anni ad un incremento esponenziale delle aree urbanizzate, impermeabilizzate costruite, case, palazzi, strade, capannoni in un continuo che copre ormai l’intero territorio, soprattutto in pianura.

    Il bel paese sta perdendo le sue bellezze, basta affacciarsi dalla terrazza di Bertinoro per vedere e capire quale devastazione sia stata attuata.

    Gli strumenti principali di questo scempio sono:
    • la necessità dei Comuni di fare cassa con l’ICI che grava anche sui terreni edificabili che ha portato a piani regolatori gonfiati con previsioni di centinaia di migliaia di abitanti che non ci sono;
    • la necessità dei Comuni di fare cassa attraverso gli oneri di urbanizzazione.
    • gli accordi di programma previsti dalle leggi sull’urbanistica che consentono varianti aggiuntive ai piani regolatori trasformando zone agricole in edificabili grazie alla realizzazione di qualche opera compensativa di interesse pubblico, che spesso è solo funzionale al nuovo comparto edificato;
    Il risultato è la rovina del paesaggio con una la serie di problematiche che da questo vengono indotte:
    • polverizzazione urbanistica con necessità di estendere costose infrastrutture e servizi su tutto il territorio;
    • crescente mobilità;
    • impermeabilizzazione dei suoli con danni al sistema ideologico ed idraulico sia superficiale che sotterraneo;
    • inutile consumo del territorio e delle risorse, con sempre più centrali aree dimesse e sempre più lontani quartieri abitati.

    Il convegno di Italia Nostra, che dobbiamo ringraziare per l’iniziativa, dovrebbe far avviare un dibattito di revisione dei piani regolatori e delle prospettive che il governo delle città e del territorio vogliono darsi.
    Molte le persone intervenute e interessate ma mancavano clamorosamente gli addetti ai lavori, i Tecnici degli uffici di pianificazione e urbanistica degli enti e gli Amministratori che queste tematiche dovrebbero conoscere per cercare le soluzioni.

    Non sono stati identificati ancora i salvatori del paesaggio ma probabilmente i colpevoli della sua devastazione.

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