Cip6 solo alle vere rinnovabili: in Senato passa il testo della riforma

In Senato è passato il testo definitivo che allego, che limita gli incentivi Cip6 (pagati con le bollette dell’eletticità) alle sole fonti rinnovabili, bloccando i finanziamenti agli inceneritori ed agli impianti che bruciano i residui del petrolio, come era fino ad oggi.
La finanziaria del 2007 bloccava i finanziamenti agli impianti autorizzati, questa limita anche quelli non ancora realizzati.

Questi i commenti presi dal Corriere della Sera:

MINISTRO PECORARO SCANIO : “Con l’approvazione del nuovo sistema i cittadini avranno una chiara riduzione delle bollette già dall’ anno prossimo. Uno sgravio che potrebbe arrivare a più di 600 milioni di euro l’ anno” . (Gli incentivi vengono infatti finanziati con un prelievo del 7 % sulla bolletta ENEL – circa 60 Euro in media per ogni famiglia italiana).

SENATORE TOMMASO SODANO, presidente Commisione ambiente del Senato : “Ci stiamo liberando da un incubo, da un vero e proprio intollerabile imbroglio. Confido che stavolta il testo non venga cambiato per errore com’ è successo l’ anno scorso…”.

SENATRICE LOREDANA DE PETRIS : “Non finanzieremo più nuovi incenerotori di rifiuti e di scarti di raffineria, ma solo le fonti che contribuiscono a contrastare il cambiamento climatico”.

Art. 30.
(Incentivi alle fonti energetiche rinnovabili)
1. Ai fini della piena attuazione della direttiva 2001/77/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 settembre 2001, con particolare riferimento all’articolo 2 della direttiva medesima, i finanziamenti e gli incentivi di cui al secondo periodo del comma 1117 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono concessi ai soli impianti realizzati ed operativi.
2. La procedura del riconoscimento in deroga del diritto agli incentivi di cui al comma 1118 dell’articolo 1 della citata legge n. 296 del 2006, per gli impianti autorizzati e non ancora in esercizio, e, in via prioritaria, per quelli in costruzione, è completata dal Ministro dello sviluppo economico, sentite le Commissioni parlamentari competenti, inderogabilmente entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.

Art. 30-ter.

(Norme per l’incentivazione dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili)
1. La produzione di energia elettrica mediante impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili, entrati in esercizio in data successiva al 31 dicembre 2007, a seguito di nuova costruzione, rifacimento o potenziamento, è incentivata con i meccanismi di cui ai commi da 2 a 12. Con le medesime modalità è incentivata la sola quota di produzione di energia elettrica imputabile alle fonti energetiche rinnovabili, realizzata in impianti che impiegano anche altre fonti energetiche non rinnovabili. Le modalità di calcolo di tale quota sono definite, entro novanta giorni, con decreto del Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.
2. La produzione di energia elettrica mediante impianti alimentati dalle fonti di cui alla tabella 1 allegata alla presente legge e di potenza elettrica superiore a 1 megawatt (MW), è incentivata mediante il rilascio di certificati verdi, per un periodo di quindici anni, tenuto conto dell’articolo 1, comma 382, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. I predetti certificati sono utilizzabili per assolvere all’obbligo della quota minima di cui all’articolo 11 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79. L’immissione dell’energia elettrica prodotta nel sistema elettrico è regolata sulla base dell’articolo 13 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387.
3. La produzione di energia elettrica mediante impianti alimentati dalle fonti di cui alla tabella 2 allegata alla presente legge e di potenza elettrica non superiore a 1 MW, immessa nel sistema elettrico, ha diritto, in alternativa ai certificati verdi di cui al comma 2 e su richiesta del produttore, a una tariffa fissa onnicomprensiva di entità variabile a seconda della fonte utilizzata, come da tabella 2 allegata, per un periodo di quindici anni, fermo restando quanto disposto a legislazione vigente in materia di biomasse agricole, da allevamento e forestali ottenute nell’ambito di intese di filiera o contratti quadro oppure di filiere corte. Al termine di tale periodo, l’energia elettrica è remunerata, con le medesime modalità, alle condizioni economiche previste dall’articolo 13 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387. La tariffa onnicomprensiva di cui al presente comma può essere variata, ogni tre anni, con decreto del Ministro dello sviluppo economico, assicurando la congruità della remunerazione ai fini dell’incentivazione dello sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili.
4. All’articolo 4, comma 1, del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, le parole da: «Il Ministro delle attività produttive» fino alla fine del comma sono sostituite dalle seguenti: «Per il periodo 2007-12 la medesima quota è incrementata annualmente di 0,75 punti percentuali. Con decreti del Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentita la Conferenza unificata, sono stabiliti gli ulteriori incrementi della stessa quota per gli anni successivi al 2012».
5. A partire dal 2008, i certificati verdi, ai fini del soddisfacimento della quota d’obbligo di cui all’articolo 11, comma 1, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, hanno un valore unitario pari 1 MWh, e vengono emessi dal Gestore dei servizi elettrici (GSE) per ciascun impianto a produzione incentivata di cui al comma l, in numero pari al prodotto della produzione netta di energia elettrica da fonti rinnovabili moltiplicata per il coefficiente, riferito alla tipologia della fonte, di cui alla tabella 1, fermo restando quanto disposto a legislazione vigente in materia di biomasse agricole, da allevamento e forestali ottenute nell’ambito di intese di filiera o contratti quadro oppure di filiere corte.
6. A partire dal 2008, i certificati verdi emessi dal GSE ai sensi dell’articolo 11, comma 3, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, sono collocati sul mercato a un prezzo, riferito al MWh elettrico, pari alla differenza tra il valore di riferimento, fissato in sede di prima applicazione in 180 euro per MWh, e il valore medio annuo del prezzo di cessione dell’energia elettrica definito dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas in attuazione dell’articolo 13, comma 3, del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, registrato nell’anno precedente e comunicato dalla stessa Autorità entro il 31 gennaio di ogni anno a decorrere dal 2008. Il valore di riferimento e i coefficienti, indicati alla tabella 1 per le diverse fonti energetiche rinnovabili, possono essere aggiornati, ogni tre anni, con decreto del Ministro dello sviluppo economico, assicurando la congruità della remunerazione ai fini dell’incentivazione dello sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili.
7. A partire dal 2008 e fino al raggiungimento dell’obiettivo minimo della copertura del 25 per cento del consumo interno di energia elettrica con fonti rinnovabili e dei successivi aggiornamenti derivanti dalla normativa dell’Unione europea, il GSE, su richiesta del produttore, ritira i certificati verdi, in scadenza nell’anno, ulteriori a quelli necessari per assolvere all’obbligo della quota minima dell’anno precedente di cui all’articolo 11 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, a un prezzo pari al prezzo medio riconosciuto ai certificati verdi registrato nell’anno precedente dal Gestore del mercato elettrico (GME) e trasmesso al GSE entro il 31 gennaio di ogni anno.
8. Con decreti del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sono stabilite le direttive per l’attuazione di quanto disposto ai precedenti commi. Con tali decreti, e per le lettere b) e c) del presente comma di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, inoltre:
a) sono stabilite le modalità per assicurare la transizione dal precedente meccanismo di incentivazione ai meccanismi di cui al presente articolo nonché le modalità per l’estensione dello scambio sul posto a tutti gli impianti alimentati con fonti rinnovabili di potenza elettrica non superiore a 200 kW, fatti salvi i diritti di officina elettrica;
b) sono stabiliti i criteri per la destinazione delle biomasse combustibili, di cui all’allegato X alla parte quinta, parte II, sezione 4, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, a scopi alimentari, industriali ed energetici;
c) sono stabilite le modalità con le quali gli operatori della filiera di produzione e distribuzione di biomasse sono tenuti a garantire la provenienza, la tracciabilità e la rintracciabilità della filiera, anche ai fini dell’applicazione dei coefficienti e delle tariffe di cui alle tabelle 1 e 2;
d) sono aggiornate le direttive di cui all’articolo 11, comma 5, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79. Nelle more trovano applicazione, per quanto compatibili, gli aggiornamenti emanati in attuazione dell’articolo 20, comma 8, del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387.
9. Il prolungamento del periodo di diritto ai certificati verdi, di cui all’articolo 267, comma 4, lettera d), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, si applica ai soli impianti alimentati da fonti rinnovabili entrati in esercizio dopo il 29 aprile 2006 fino al 31 dicembre 2007.
10. La produzione di energia elettrica da impianti alimentati da fonti rinnovabili, entrati in esercizio in data successiva al 31 dicembre 2008, ha diritto di accesso agli incentivi di cui al presente articolo a condizione che i medesimi impianti non beneficino di altri incentivi pubblici di natura nazionale, regionale, locale o comunitaria in conto energia, in conto capitale o in conto interessi con capitalizzazione anticipata.
11. L’Autorità per l’energia elettrica e il gas definisce:
a) le modalità di erogazione delle tariffe di cui al comma 3;
b) le modalità con le quali le risorse per l’erogazione delle tariffe di cui al comma 3, nonché per il ritiro dei certificati verdi di cui al comma 7, trovano copertura nel gettito della componente tariffaria A3 delle tariffe dell’energia elettrica.
12. A decorrere dal 1º gennaio 2008 sono abrogati:
a) il comma 6 dell’articolo 20 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387;
b) il comma 383 e il primo periodo del comma 1118 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
13. Allo scopo di assicurare il funzionamento unitario del meccanismo dei certificati verdi, gli impianti diversi da quelli di cui al comma 1, aventi diritto ai certificati verdi, continuano a beneficiare dei medesimi certificati, fermo restando il valore unitario dei certificati verdi di 1 MWh, di cui al comma 5. I predetti certificati sono utilizzabili per assolvere all’obbligo della quota minima di cui all’articolo 11 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, unitamente ai certificati di cui al comma 2.
14. Agli impianti aventi diritto ai certificati verdi e diversi da quelli di cui al comma 1 continuano ad attribuirsi i predetti certificati verdi in misura corrispondente alla produzione netta di energia elettrica.
15. Il periodo di diritto ai certificati verdi di cui all’articolo 14 del decreto legislativo 7 febbraio 2007, n. 20, resta fermo in otto anni.

9 risposte a “Cip6 solo alle vere rinnovabili: in Senato passa il testo della riforma”

  1. Ciao Alessandro, ottimo il tuo reporting mediatico in materia di cip6. Nel merito fatico a comprendere la differenza tra aver bloccato il riconoscimento cip6 agli autorizzati e ai non realizzati che a mio avviso potrebbero apparire i medesimi. Forse il comunicato in materia di chiarisce meglio la questione, oltre a porre una sottolineatura circa “la possibilità di riconoscimento in deroga del diritto agli incentivi da parte del Ministro dello sviluppo economico, sentite le Commissioni parlamentari competenti, inderogabilmente entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge finanziaria”. Deroga che potremme mettere in discussione la norma.

    Ciao, fabio

  2. Sono veramente felice di questa notizia, però non ho capito se le biomasse sono rientrate fra le rinnovabili o meno, non mi stupirei nel primo caso che i progetti in via di approvazione vengano riconvertiti in fretta e furia in inceneritori di biomasse, così da mantenere i certificati verdi. Non sono pochi quelli che credono (a torto) che le biomasse abbiano un bilancio negativo di CO2.

  3. Se quindi ho capito bene anche il nuovo inceneritore di Forlì perderebbe i finanziamenti del Cip6.
    Per quanto riguarda gli impianti già autorizzati, ma non ancora costruiti o in via di costruzione si prevede comunque la possibilità di riconoscimento in deroga del diritto agli incentivi da parte del Ministro dello sviluppo economico, sentite le Commissioni parlamentari competenti, inderogabilmente entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge finanziaria; siamo sicuri che non si utlizzi questa ennesima scappatoia per garantire il finanziamento agli impianti che stanno per essere ultimati?

  4. Per Fabio: gli impianti autorizzati ma non ancora realizzati sono quelli rimasti in bilico grazie al cambio di testo della scorsa finanziaria.
    Ci sono 11 inceneritori che sono già stati autorizzati, tra i quali il nostro, che in questa maniera perdono i finanziamenti (per fortura).
    Ci sono impianti autorizzati che non hanno ancora terminato la costruzione, quindi non sono ancora attivi, che non devono avere finanziamenti, al contrario di quanto dice la scorsa finanziaria, nonostante l’accordo di maggioranza fosse chiaro.

    E’ vero quello che dice Luca, il ministro Bersani può darli in deroga, ma sarebbe veramente difficile da giustificare una deroga data a tutti ed 11, o no?

    Ora dobbiamo lottare con forza perché questo non avvenga, tutti insieme.

    Le biomasse sono rinnovabili secondo l’UE. Bisogna però distinguere bene le biomasse dall’umido da rifiuto. Concordo con Paolo, bisogna stare in occhio perché la normativa europea su questa questione è troppo molle.

    Per mario: il testo è in coda all’articolo, hai visto?

  5. non capisco se forli’ non avrà più diritto ai cp6 anche se riuscissero ad attivarlo entro il 31-12-2007 comunque il ministro bersani trovera’ il modo di dare a hera la sua quota. se così fosse atroce beffa

  6. Avrei la necessità di una spiegazione:
    al di là del fatto che SICURAMENTE da adesso in avanti per accaparrarsi certificati verdi gli inceneritori bruceranno anche biomasse, cisì da prendere oltre i soldi dei certificati verdi anche i soldi dei comuni che conferiscono immondizia, non capisco perchè il plus di incentivi sulle biomasse sia stato riconosciuto ai prodotti agricoli.
    Mi spiego meglio, tutti abbiamo notato che a gennaio 2007 dopo l’annuncio di Bush sulle possibili produzioni di bioetanolo da grano e granturco i prezzi dei prodotti agricoli sono saliti alle stelle con conseguente aumento dei prezzi dei prodotti alimentari.
    Ora secondo me il plus sui certificati verdi da biomasse, andava riconosciuto SOLO SUGLI SCARTI e non sui prodotti agricoli in generale.
    Temo una caccia al grano e al granturco da parte dei grossi produttori di energia (ENEL, Edison,ecc.) per lucrare sui certificati verdi e affamare la povera gente in quanto se sale il prezzo del prodotto agricolo, sale anche il prezzo del pane, pasta, polenta, ecc..
    Un saluto

  7. Caro Giorgio, devo correggerla: non è da adesso in avanti che le biomasse saranno considerate energia rinnovabile, lo dice la normativa europea. Il problema dell’incenerimento dei rifiuti stava proprio nell’estensione di questo diritto anche alla parte non biodegradabile dei rifiuti.

    Concordo con lei, gli incentivi andrebbero dati solamente agli scarti, ma non è una novità della finanziaria. Questa battaglia si deve fare a livello europeo.

    Per Fausto: no, l’inceneritore di Hera ha perso il diritto ai Cip6, lo ha ammesso anche ieri sulla stampa.

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