Così se ne va un pezzo di partecipazione

Strana l’opinione pubblica. Da un lato si chiede un maggiore coinvolgimento nella vita politica (la cosiddetta partecipazione) e dall’altro si applaude ad ogni taglio al suo funzionamento.
La finanziaria elimina i consiglieri di circoscrizione per i Comuni fino a 100’000 abitanti. Se questo non tocca città come Forlì, li azzera per città come Cesena.

Pensare globalmente, agire localmente, si dice.

Così per una manciata di milioni di euro, una inezia a livello nazionale, i cittadini si vedono ridotta la possibilità di discutere direttamente delle questioni a loro più vicine. Le circoscrizioni sono state introdotte perché portatrici delle istanze locali dei cittadini. Io avrei fatto il contrario, avrei dato più responsabilità a questi piccoli enti, che spesso sono l’interfaccia verso i problemi di soluzione più banale, rendendoli corresponsabili dell’utilizzo delle risorse dei Comuni.

L’ennesimo taglio che non comporta un miglioramento nelle casse dello Stato, ma che serve ad allontanarci dai luoghi di discussione vera.

12 risposte a “Così se ne va un pezzo di partecipazione”

  1. Un risparmio di qualche milione di euro a livello nazionale è più cosmetico che altro, questo è ovvio.

    Le circoscrizioni non le percepisco come interfacce, qualcosa non ha funzionato. Voglio dire: è colpa mia che non ho spinto il pulsante oppure questo era in una posizione non visibile?

    Se non ho capito male le circoscrizioni dovrebbero essere il contatto capillare delle istituzioni con i cittadini. Hanno ancora senso pensando a come stiamo comunicando in questo momento? Forse si possono pensare interfacce più efficienti.

  2. Io credo che abbiano ancora senso, nonostante la comunicazione sia cambiata.

    Se sono poco visibili e/o interessanti per i cittadini, di chi è la colpa? Certamente si può migliorare la visibilità delle discussioni, ma questo è un altro discorso.

  3. senza entrare nel merito delle circoscrizioni, credo che il Ddl Santagata si renda assolutamente necessario. Ho fatto un post sul mio blog, mostrando come in certe istituzioni locali (ho preso in esame la Comunità Montana Appennino Cesenate), da troppo tempo siedano le stesse persone, che ruotano tutte le cariche possibili immaginabili, diventano Sindaci, Presidenti, poi ancora Sindaci, poi Presidenti di Municipalizzate, e così via… una vita a mangiare di politica…

  4. Che sia necessario riguardare queste cose non c’è dubbio. Però procedere a testa bassa con la falce, o peggio ancora demolire pezzi di partecipazione per facilitare la vita a chi vuole decidere al nostro posto, non fa bene a nessuno.

  5. Uhm… in effetti non sono molto d’accordo, non sul fatto che le circoscrizioni abbiano qualcosa a che vedere con la “partecipazione” della cittadinanza alla politica: non prendiamoci in giro, chiunque abbia esperienza delle istituzioni sa che si tratta piuttosto di cunicoli della politica clientelare… oggettivamente inutili, privi di “portafoglio” (se non soggetto a doppia approvazione dal Consiglio Comunale, su fondi comunque riservati dall’esecutivo dello stesso) e onerosi. Io le abolirei anche nei Comuni più vasti. Non è “democrazia diretta”, è assistenzialismo (per chi prende i gettoni di presenza, almeno): lo stesso, intendiamoci, vale per enti inutili come le Province. Non credo che garantire la partecipazione equivalga ad aumentare il numero dei partecipanti alla “cosa (loro)”, quanto modificare l’intero sistema elettorale e partecipativo. Complesso, sicuramente, e dovremmo parlarne più nello specifico… :)

  6. Sicuramente non sono cifre considerevoli… si parla di una trentina di euro cad., qui (se non ricordo male)… peraltro “lordi”: il problema è sempre la sovrapposizione. Come avviene per il cd. “federalismo” (!?), le Circoscrizioni svolgono – al momento – una funzione poco più che consultiva per amministrazioni comunali che, dal canto loro, si occupano più che altro delle “beghe” intestine, che non della cittadinanza. È un problema della “democrazia”, in effetti troppo complesso per ricadere esclusivamente sulle Circoscrizioni: ma, se posso vedere un senso nei Municipii di Roma… proprio non capisco 6 Circoscrizioni a Varese (sui 100.000 abitanti) che senso abbiano, dal momento che neppure loro si “occupano” di lampioni bruciati et similia per “presunti” problemi più importanti, che però non vengono meglio identificati. Insomma, se fossero usati razionalmente… tutti gli strumenti oggi presenti sarebbero “perfettibili”. Il dramma è che andando in mano ai “soliti” nullafacenti, forse è meglio tagliare le spese di uno Stato inutile, piuttosto che buttarle al vento… :(

  7. Paradossalmente credo che aumentando i gettoni dei consiglieri di circoscrizione e cambiando il regolamento consegnando loro maggiori responsabilità sul bilancio locale si otterrebbe un risultato migliore.

    D’altra parte se i cittadini votano persone che ritengono incapaci pure nelle circoscrizioni, dove fare una lista ed eleggere un consigliere è questione di poche famiglie, il problema forse non è nell’istituzione ma nei cittadini :)

  8. A mio parere le circoscrizioni potrebbero essere migliorate, garantendo una corresponsabilità nella gestione della spesa (anche per le piccole manutenzioni).

    Guarda i gettoni di presenza dei consiglieri di circoscrizione: sono una entrata talmente irrosoria che trovo difficile chiamare “assistenzialismo”.

  9. Straquoto l’ultimo commento di Alessandro.
    In particolare l’ultima parte,dove parla dell’elezione dei consiglieri scelti dai cittadini.
    Purtroppo un esempio abbastanza attuale è la mia città di nascita,Messina,dove ancora resistono certi ragionamenti e dove il potere di certe famiglie è sempre forte.
    Leggete,se vi va,l’ultimo articolo pubblicato sull’espresso e fatevi un’idea in merito.
    Il problema non è tanto tagliare con la falce,quanto verificare se i soldi dati alle circoscrizioni sono spesi bene,e questo credo sia anche un dovere del cittadino informarsi su come le circoscrizioni gestiscano tali soldi.E’ anche vero che le circoscrizioni devono avere + visibilità,credo sia un problema da affrontare guardando entrambi i fronti e cioè la responsabilità da parte del cittadino su chi viene eletto e l’efficienza delle circoscrizioni.

    Ciao
    Riccardo

  10. Le circoscrizioni non sono lontane come il Parlamento: se si vuole controllarne l’operato basta uscire di casa la sera del Consiglio e vedere con i propri occhi, oppure seguire un po’ i verbali e le decisioni.

    Se fino a questo momento è mancato questo rapporto a mio parere non è detto che così debba essere per sempre. Ad esempio si potrebbero creare blog dove si pubblicano le discussioni locali ed i verbali (tanto sono già in formato elettronico, basta fare un copia incolla), creare un forum dove discutere con la cittadinanza, ecc.

    Oggi non funzionano perché non hanno capacità di spesa, nemmeno nelle piccole cose, ma se venissero riformate attraverso una redistribuzione delle responsabilità, sono sicuro che potrebbero migliorare la vivibilità delle città più grandi.

    Mi pare che in questo momento si stia ragionando molto poco. Per sistemare le istituzioni servono processi partecipati (non una finanziaria con i voti di fiducia), coinvolgendo gli enti locali e lasciando spazio alle proposte.

    Cos’è tutta questa fretta? Tanto la rabbia di questo ultimo mese non si placherà con queste polpette avvelenate.

    A mio parere è un tentativo per limitare la loro futura partecipazione alla vita pubblica, rendendo più difficile l’elezione di rappresentanti non organizzati, piuttosto che un sistema per ridurre la spesa (come abbiamo visto il taglio è irrisorio).

  11. Beh… beh… un momento: non “filosofeggiamo” e atteniamoci, per una volta, ai numeri. Benché non siano certo la mia “passione” (essendo un ex-classicista): considerate che un Consigliere di Circoscrizione viene eletto, nei Comuni attorno ai 100.000 abitanti, da 10 – dicansi 10 – preferenze… ovvero, dai membri della propria famiglia, laddove maggiorenni, e un 3/4 amici. Sarò cinico, ma non ci vedo granché di “partecipativo” e “democratico”: e i verbali (come le riunioni) sono per lo più per feste di quartiere et similia. Niente di sconvolgente.

    Per fare un esempio concreto, se voglio tutelare il mio diritto di parcheggiare sul suolo di una strada pubblica (cittadina) in zona limitrofa alla mia casa perché un vicino occupa abusivamente – ovvero senza autorizzazione, né previa pagamento della regolare tassa – il suddetto luogo… le circoscrizioni non servono a una mazza, per essere “terra terra”. Devo andare dai vigili, che mi ridono in faccia. Salvo poi considerare quella strada come “privata” (il ché non è) quando si tratta d’asfaltare – così magari qualche povero pirla di cittadino paga di tasca sua, quando non dovrebbe… – o, di passare a spalare la neve, etc.!

    Oppure, tanto per parlare di qualcosa che riguarda più la collettività che “i cazzi miei” (eheheh…), una notte c’è stato un blackout in una zona di traffico decisamente pericolosa… avverto l’indomani il Consigliere di Circoscrizione, che mi “rimbalza” al Consigliere Comunale, che mi “rimbalza” al Consigliere Provinciale: risultato… passa una settimana prima che le lampadine (lampadine eh? non parlo di interi impianti d’illuminazione!) siano sostituite.

    E per fortuna sono iscritto/ero un quadro di partito… perché l’uomo comune non avrebbe avuto né i contatti, né l'”autorità” per muovere tre persone che di questo si dovrebbero occupare. Insomma, io che sono cresciuto con il mito delle poleis e posso dire d’essere “attivo” in politica dalla più tenera età, non posso che applaudire Grillo (per quanto non sia certo così sprovveduto da pensare che le sue “Filippiche” servano a qualcosa) quando sputtana i politici e applaudire a tagli di questo genere.

    Verissimo, il problema più che le istituzioni sono… gli Italiani (non necessariamente i “normali” cittadini): ma se parlo di colpo di Stato m’arrestano… :)

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