Di Pietro con la CDL per la società sul ponte dello Stretto

Il comportamento dell’Italia dei Valori di oggi è per me incomprensibile: il voto assieme alla casa delle libertà a favore della società del Ponte sullo Stretto e la richiesta di un governo tecnico sono due mosse a mio modo di vedere assurde, soprattutto per chi si erge a difensore della trasparenza e della legalità. Voglio ricordare che sul progetto del ponte sullo stretto anche Report ha fatto più di uno speciale che evidenziava sospetti rapporti con la Mafia.
La cosa è talmente evidente che anche Franca Rame lascia l’Italia dei Valori, affermando di non aver capito le intenzioni di Di Pietro: che anche lei sia in malafede, come scrive Di Pietro sul suo blog? Sono curioso di sapere cosa ne scriverà Grillo, se deciderà di parlarne.

23 risposte a “Di Pietro con la CDL per la società sul ponte dello Stretto”

  1. Economicamente sbagliato; prima di tutto liquidare una società significa contrattare con avvocati nessi e connessi la risoluzione dei contratti in essere, anche perchè le penali non sempre sono dovute, almeno non legalmente, se si dimistrasse l’impossibilità o la non utilizzabilità del progetto, o peggio, la totale incongruenza economica (nessun ritorno economico, con i venti che soffiano sarebbe chiuso 1 giorno su 1….).
    Quindi il ministro dell’IdV (che raccimola circa 2 milioni di euro/a per rimborsi elettorali) si stà preparando per le elezioni politiche e credo che questa volta proverà a stare sul carro del probabile vincitore, quello di sua altezza la principessa Brambilla (la Berluscopia)….
    Vediamo di sviscerare e contraddire le tesi del ministro che dice di aver usato coerenza con la sua carica, quella di aver fatto risparmiare soldi allo stato.
    In realtà risparmio immediato non sempre vuol dire risparmio… Mi spiego.
    Oggi la sociuetà che appartiene ad Anas è definanziata, così facendo tra circa 6-12 mesi (problema della nuova reggenza) dovrà cmq pagare le penali alle ditte appaltatrici come la Impregilo, società molto importante ma in odor di m…a.
    Cosa ne pensate Voi? Ragionamento giusto?

  2. La ragione che DP mette sul suo blog mi sembra valida, cioè di non pagare le penali reindirizzando gli investimenti su altri lavori necessari.
    Ovviamente, le parole sono parole, quindi potrebbe essere anche solo una scusa…

    (first post! :-) )

  3. Non mi sembra che dica nulla di nuovo… ci sono sprechi, ma nulla in confronto ai 600 milioni di euro previsti in penali. La Sicilia ha bisogno di quelle infrastrutture; che poi sia facile che in queste imprese ci siano infiltrazioni mafiose, è un altro discorso.

  4. Di Pietro ha fatto semplicemente i “conti della serva” con quel voto mira a portare i soldini che ora sono destinati al ponte verso l’ANAS (interesso primario del proprio ministero)

    se fosse così? i qualche modo l’interesse comune sarebbe in qualche modo sfiorato

    Comunque è durissima poter commentare con la penuria di informazioni che ci sono sull’operato di ci governa (a tutti i livelli)

  5. Quei 600 mln di euro sono solo uno spauracchio. Questa società ogni anno, senza fare nulla, ce ne costa 34. Inoltre se una società ha in carico sospetti come quelli, è necessario chiudere ed affrontare eventuali ricorsi. I ricorsi non sempre si perdono, a meno che non si voglia perderli di proposito.

  6. 1) non mi sembra una cosa così pessima
    2) non capisco perchè si debba aspettare l’intervento di grillo. non sapevo che dio avesse un fratello anch’egli onnisciente.
    3) a me risulta piuttosto incomprensibile come il segretario di un partito ambientalista sia contrario alle pale eoliche perchè “ostacolano la migrazione degli uccelli”. evidentemente ci devono essere parecchi volatili idioti in italia..

  7. Grillo scrive praticamente su tutte le questioni più importanti, tranne quelle che coinvolgono direttamente Di Pietro in maniera negativa. Non si tratta di onniscenza, si tratta di omertà su certi temi.

    Il conto della serva di Di Pietro è diverso dal conto della serva di tutti gli altri, mi pare piuttosto strano. Soprattutto anche alla luce delle ipotesi di collegamenti poco trasparenti con organizzazioni mafiose.

    Comunque io ho detto la mia, non voglio mica convincervi, continuate pure a sostenerlo. Mi pare però che quando si guardano alcuni personaggi si utilizzino -giustamente- lenti di ingrandimento, mentre verso altri si montano i paraocchi.

  8. Riporto l’intervento in Parlamento di Anna Donati, senatrice verde. Per ulteriori approfondimenti sulla questione ed il testo del suo intervento, potete consultare il link
    http://www.annadonati.it/news/stretto_spa__occasione_sprecata_per_tagliare_societa_inutile-d1561.html

    Questo anche per rispondere a Paolo, che lamenta la mancanza di informazioni. Ci sono, bisogna cercarle.

    Anna ha letto le dichiarazioni di Ciucci, presidente della società Stretto di Messina SPA e dell’ANAS, nominato da Di Pietro, che dichiarava che non ci sono penali.

    Quindi altro che conto della serva…
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    “Oggi il Senato ha sprecato una buona occasione per chiudere una società inutile e costosa come la Stretto di Messina SpA. L’ emendamento, approvato dalla commissione Bilancio, avrebbe comportato infatti un notevole risparmio di risorse pubbliche”.
    Così la presidente della commissione Lavori pubblici del Senato, Anna Donati, commenta il voto dell’Assemblea sull’emendamento della commissione al decreto fiscale, che poneva in liquidazione la società Stretto di Messina SpA.

    “La chiusura di una società, nata per realizzare un progetto che il governo ha scelto di non realizzare – dichiara Donati – è semplicemente coerente con il programma e le decisioni già assunte dalla coalizione dell’Unione”.
    “E’ falso – continua la senatrice – agitare lo spettro delle penali a seguito della recessione del contratto per la realizzazione del Ponte, con la società Impregilo. Sono bugie perché è stato proprio lo stesso presidente della Stretto di Messina SpA, Pietro Ciucci, ad aver messo nero su bianco che non sono previste penali fino all’approvazione del progetto definitivo ed esecutivo”. “Questa inequivocabile precisazione del presidente Ciucci – sottolinea – significa che quel contratto su un progetto preliminare, firmato in fretta e furia all’epoca del governo Berlusconi, si può ancora recedere senza sprecare risorse pubbliche”.
    “La chiusura della Stretto di Messina SpA avrebbe consentito di tagliare una società inutile, i cui costi continuano a gravare sulle casse dello Stato e – conclude la presidente Donati – spiace dover constatare che proprio il ministro Di Pietro si sia opposto a questa operazione di pulizia”.

  9. Stavolta Di Pietro mi sa che prepara il grande salto. Un mio personale plauso a Franca Rame … una delle utlime dotate di “coerenza” che non mi ha mai deluso.

    AL di la di tutto se il Presidente della Regione Sicilia è a favore del Ponte io non ho altre necessità per dichiararmi totalmente contro (a dire la verità sono sempre stato contro ma quest’ultima conferma mi ha convinto definitivamente di essere dalla parte del giusto)

    Saluti radiosi

  10. http://it.youtube.com/watch?v=WwPMCBZ9ICo

    Queste penali si pagano o no? quì siamo alle dichiarazioni dei verdi contro quelle di di pietro, nulla per noi per verificare chi abbia realmente ragione.
    Il discorso di di pietro mi sembra coerente: attuale costo 0 ed evitiamo le penali, evitando anche il carrozzone numero 2.

  11. Le penali non si pagano, lo ha detto il presidente della società Ponte Sullo Stretto, non i Verdi.

    Ogni anno quella società costa 34 milioni di euro, non noccioline.

    Il fatto che Di Pietro abbia nominato il presidente della Società che si chiede di eliminare, che scrive nero su bianco che le penali non si pagano, dovrebbe far riflettere. Se oggi lo stesso cambia idea, lo fa per interessi e non sulla base di dati reali.

    Quindi non è vero che non abbiamo nulla, abbiamo un documento firmato dal presidente nominato da Di Pietro.

  12. Perchè DP dice sul suo blog che abolire la legge 1971 (me la trovi, Alessandro) costerebbe penali per la società appaltatrice (c’é dal 1971 una società che si è aggiudicata la costruzione dello stretto a priori, senza l’approvazione di un progetto?????) per circa 271 ML €.
    Poi che la società Ponte sullo Stretto avrebbe un valore di 150 ML €……ma perchè? Che beni possiede? E’ tutto capitale sociale? Sono il know-out? Sono soldi nostri?
    Necessito input, anche perchè dopo l’articolosu panorama dei soldi presi da DP, parliamo di 22 ML €, la “carogna” mi sta montando….

  13. Purtroppo non riesco a vedere il sito di Di Pietro in Italiano dall’ufficio, mi ridireziona verso l’inglese e non ho modo di cambiare questo comportamento (lo stesso per quello di grillo).

    Ho bisogno di maggiori informazioni. Le leggi hanno un numero ed un anno, quindi non può essere solo 1971.

    Chiedo informazioni ad Anna Donati, che sono sicuro che può esserci d’aiuto.

  14. Ma questa legge non parla di una società a priori, ne tantomeno di penali, ma solo degli strumenti atti a porre in essere il progetto, come recita l’articolo 1.

    Necessito di maggiore input……Se DP fà il furbo, bisogna dirlo.
    Altrimenti dargli atto della buona fede.

  15. O.T. Mi spieghi Alessandro, come mai Natale Ripamonti, ha fatto quell’emendamento alla finanziaria, elargendo così maggiori contributi alla stampa di partito? Come mai?

    P.S.
    La saturazione arriva, prima o poi e l’unico effetto visibile è l’espansione della materia in ogni direzione….

  16. Chiedilo a lui:
    http://nataleripamonti.splinder.com/post/14404062#more-14404062

    Da quello che c’è scritto sul suo blog (che puoi commentare):

    TAGLI A EDITORIA: Per i piccoli editori e i giornali di partito il taglio dei contributi (inizialmente indicato al 7%) scende al 2% mentre per i grandi gruppi sale del 12% (nel caso di agevolazioni postali percepite oltre 1 milione di euro).

    Si è ridotto del 2% invece del 7% inizialmente previsto, ma non si è aumentato nulla.

    Puoi essere d’accordo o meno, ma la comunicazione dei partiti è fondamentale per far conoscere quello che fanno ai cittadini (non lo è per i grandi gruppi, che hanno altri mezzi).

  17. Se fosse per me non darei niente ai giornali di partito, si facciano donare da chi vuole, non da chi non vuole attaverso le tasse.
    Aborro il pensiero che con la mia IRPEF sto finanziando giornali che non leggo e non leggerò mai!!!!!!

    Io ho firmato il referendum sull’abolizone del finanziamento pubblico ai partiti, così mi hanno solo fregato, oppure no?

    In realtà, la legge finanziaria prevedeva di limitare i finanziamenti solo alle spese sostenute per i dipendenti del gionale, cosa che questo emendamento di un Verde ha eliminato, lasciando solo un piccolo diminuendo del 2% ai piccoli (ma sulla produzione totale, quindi anche quelli regalati o buttati al macero o sparsi per le metropolitane o sui treni o regalati alle aziende, ecc.).
    Complimenti, a pensar male si ha sempre ragione.

  18. Che discorso fai? Non dico di togliere i partiti, non sono un problema i partiti, il problema è che i partiti così come sono gestiti sono un costo abnorme per i cittadini onesti. Io se volgio da privato finanziare il partito che mi interessa farò delle donazioni. Non mi sembra giusto che io che sono di realmente di sinistra debba contribuire a finanziare con le mie tasse “il foglio” oppure “la padania” oppure “i democristiani” oppure “io, socialista che son io” oppure “cavalli e purosangue”!!!
    Diffisce dalla tua interpretazione della democrazia?

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