Elezioni dei comitati di quartiere circoscrizione 1 Forlì

Domenica 28 Ottobre si terranno le elezioni dei comitati di quartiere del centro storico. Il centro non ne ha mai avuti, che io sappia, e questo mi pare già un dato positivo. Serve, però, che la gente vada a votare e scelga i candidati che ritiene più idonei.
Il Passatore ha pubblicato la lista. e gli indirizzi dei Seggi. Chi non sa a quale quartiere appartiene può chiamare la circoscrizione 1 al numero 0543-24013 oppure 0543-712301.

Detto questo, voglio indicarvi chi voterei io se fossi un residente del centro, in due quartieri:
Per Schiavonia/San Biagio voterei Stefano Oronti, Alberto Bravi, Carla Lamponi
Per Ravaldino C1 voterei Claudio Malmesi
Per San Pietro voterei Notari Luigi

Quindi se siete residenti in questi quartieri andate a votare uno di loro, e se conoscete qualcuno che possa votare passate parola.

22 risposte a “Elezioni dei comitati di quartiere circoscrizione 1 Forlì”

  1. Non sono di Forlì e non conosco tutti i candidati. Concordo sulle indicazioni di Alessandro, in particolare quella di Stefano Oronti che conosco personalmente. E’ una persona capace e che ha tanta voglia di fare.

  2. Chiedi con Carla cosa ne pensa del porta a porta e della ZTL, per favore. In base alla risposta inserirò anche il suo nome volentieri. Ciao!

  3. porta a porta: favorevole se fatta bene.
    bisogna trovare anche soluzioni per chi non ha il posto dove tenere i bidoncini.

    ztl: lei gira quasi sempre in bici.

    non sarà una “estremista da scooter elettrico” come me :-) , ma è una persona seria e con tanta voglia di fare (anzichè parlare).

    io voterò anche per lei.

    il problema più grosso è che non si conoscono i candidati, neanche tra noi ci conosciamo!

  4. lei gira in bici, perciò è sostanzialmente favorevole.
    ma vale lo stesso discorso del PaP: bisogna trovare soluzioni anche per chi ci abita (nella ztl)

    non ho insistito troppo, in ogni caso non basterebbe per farsi una idea sufficientemente precisa.

  5. Beh, anche conoscendo di persona i candidati non si avrebbe comunque una certezza del loro operato…

    Per il porta a porta mi pare che a Forlimpopoli la cosa funzioni bene, ma se si fa a Venezia ed in altre città critiche per lo spazio, penso si possa fare anche a Forlì. Certo, è una abitudine da prendere che all’inizio può risultare scomoda, però serve per il bene comune.

    Per la ZTL è stata più criptica: è d’accordo con i commercianti per fare un parcheggio in piazza Cavour? Certo, avere un parcheggio multipiano al posto di S.Mercuriale sarebbe comodo, però forse non sarebbe la soluzione migliore per ridurre l’uso del veicolo privato e l’inquinamento delle auto…

  6. I più critici non sono gli abitanti, ma alcuni dei commercianti.

    Sarebbe interessante capire anche la posizione dei residenti, che dovrebbero aver visto un miglioramento nella situazione sotto casa, ed incrementate le loro possibilità di trovare parcheggio.

  7. Vorrei dire una cosa per quanto riguarda il traffico: Ho lavorato presso il Comune di Forlì nel 2002-2003. Già allora parlavamo di parcheggi scambiatori al di fuori della città e ipotizzavamo una utopica (ma nemmeno tanto) Forlì senza traffico. Se si costruissero parcheggi scambiatori al di fuori della città e si facessero viaggiare un numero sostenuto di autobus e mezzi pubblici gratuitamente, tutto ciò sarebbe fattibile. Il mio sogno sarebbe avere città completamente chiuse al traffico, dove i mezzi pubblici funzionino molto bene e siano gratuiti. Non è un sogno, si potrebbe fare se ce ne fosse la volontà! Alcune città ci stanno lavorando, credetemi, non è utopia, ma ci vuole tanta tanta volontà e non persone che pensano solo ai propri interessi: i commercianti vorrebbero le auto fino dentro al proprio negozio! è possibile che la politica italiana la debbano fare sempre solo i commercianti, che tra le altre cose sono i più grossi evasori della nostra nazione?

  8. Oggi il problema del piano del traffico è che è stato proposto dai Verdi. Se gli stessi contenuti fossero stati presentati da altri, forse oggi non ci sarebbe tutta questa confusione.

    Credo che tu abbia ragione, Nicola, ma serve un primo importante passo che faccia comprendere che queste cose non ammazzano la città.

    Se i commercianti aiutassero il comune a pubblicizzare i parcheggi lungasosta che ci sono già, sono sicuro che avrebbero fatto un servizio migliore alla città.

  9. Purtroppo conosco la realtà di certi commercianti, che vogliono le macchine davanti al negozio, chiedono posteggi riservati in continuazione, insomma perseguono sempre e solo l’interesse privato a discapito di quello della collettività. Come dici tu l’assenza di macchine non sarebbe uno svantaggio, ma un vantaggio! poiché la gente potrebbe godersi più liberamente la città e fare shopping senza lo stress di trovare un parcheggio (c’è gente che trova il parcheggio e poi va a comprare l’auto!!!). Vivere la città in modo più armonioso sarebbe un bene per tutti, commercianti inclusi! Questi non capiscono che molta gente non va per strada (e quindi non va a fare qcquisti) proprio per non trovarsi imbottigliata. Se si utilizzassero solo i mezzi pubblici, andare a fare spese non sarebbe più la “guerra contro gli altri automobilisti” che è ora. Io vivo in un piccolo paese, la macchina la uso solo ed esclusivamente per gli spostamenti al di fuori di esso (lavoro fuori da S.Piero). C’è gente che per andare nel bar prende l’auto! per fare 200metri prende l’auto! Io preferisco farmi 400-500 metri con le stampelle, che prendere la macchina per andare al bar. Nonostante il mio attuale handicap cerco di limitare l’uso dell’auto il più possibile. Quando vengo a Forlì generalmente parcheggio in via Battisti e poi giro a piedi. Lo faccio io che attualmente ho un grave handicap alla gamba!!! credo che lo potrebbero fare tutti…

  10. Guarda Alessandro, ti dirò: nessuno ha la bacchetta magica! Si possono fare proposte, concertare soluzioni, ma spesso una soluzione ai problemi unica e valida per tutti non c’è. Soprattutto per il fatto che, quando vai a mettere in atto certe cose, ti accorgi che emergono novità (talvolta negative), che non avevi pensato in fase progettuale.
    Io sono un tecnico, lavoro in un Parco e mi accorgo che spesso la soluzione più bella che avevi pensato, la più logica, non è la più adatta.
    Un esempio? In un Parco, meglio una tutela integrale o meglio una fruizione integrale? Dipende dalle varie situazioni, ambientali, socio-economiche, di interesse pubblico e privato; insomma, ci sono molte variabili e trovare la soluzione perfetta e univoca è molto difficile.
    Tornando a una città: gli interessi dei cittadini sono molteplici e talvota cozzano tra di loro.
    Quando parlo di città libere dal traffico non lo faccio sulla base di un mero utopismo ma poiché, dato alla mano, lo ritengo fattibile; sarebbe una “rivoluzione” e come tutti i cambiamenti radicali, difficili da far gradire a tutti. I risultati benefici si vedrebbero solo dopo un po’ di tempo, ma la gente è abituata a volere tutto subito, cosicché qualcuno comincerebbe a lamentarsi il giorno stesso della “nuova introduzione”.
    Qualsiasi riforma va valutata nel “lungo periodo” invece chi fa politica si ritrova a doversi confrontare con elettori che giudicano “giorno per giorno” gli effetti delle scelte, senza avere una particolare lungimiranza. Spesso ci lamentiamo che i nostri politici fanno scelte che non pensano più in là di domani l’altro, mentre altrove si fanno piani pluriennali, si pensa a cosa succederà tra 100 anni e si lavora in una certa direzione.
    E’ un problema di mentalità nostra, la struttura “familista” dello Stato italiano (e di quelli dell’Europa meridionale in generale) fa si che i cittadini vedano lo Stato come una “chioccia” che ci dia tutto ora, senza pensare troppo al futuro. Questa mentalità deve cambiare a livello sociale, in tutti noi, poiché i politici che eleggiamo, come detto da tanti sociologi, purtroppo rappresentano molto bene il popolo italiano…

  11. Copio da un commento nel sito del GAS:

    Ho perciò cercato di rintracciare alcuni altri diponibili per capire che tipi fossero. Ieri ho parlato con Alberto Bravi, il negoziante di bici in fondo a Corso Garibaldi. Mi ha detto che se fosse per lui ci sarebbe divieto di uso dell’auto dentro le 4 porte e che difficilmente una eventuale crisi di un negozio in centro è da attribuire all’impossibilità di raggiungerlo in auto. Un commerciante che dice così!! Roba da baciarlo in fronte.

  12. Si, è uno dei candidati.
    Ha un negozio di biciclette all’inizio di corso Garibaldi, nel palazzo delle poste, di fronte a porta Schiavonia.

    Perchè non scrive… forse non ci ha pensato, forse ha scritto una lettarina ma nessuno di noi l’ha notata.
    Di certo un privato non può permettersi un comunicato stampa!

  13. Come no? Ci sono tanti privati che scrivono lettere al direttore per lamentarsi. Così viene solo la parte negativa di tutti i cambiamenti…

    Perché non fate una piattaforma di idee da far firmare ai candidati che la condividono? In questo modo si potrebbero proporre loro…

  14. La letterina pubblicata nell’angolo della posta è una cosa, il comunicato stampa sul quale viene fatto un articolo è un’altra cosa. Credo…

    Quanto alla tua proposta, è bella ma secondo me è impossibile da portare avanti per questa volta.

    Ci sarebbero solo due giorni di tempo, e poi pensa al casino che c’è:

    – nessuno dei candidati può dire di aver visto tutti gli altri in faccia
    – due candidati (tra cui io ovviamente) devono trovare gli scrutinatori, gli altri se ne interessano relativamente e la circoscrizione se ne strafrega.

  15. Ti sbagli: spesso i comunicati vengono inseriti nelle lettere al direttore e viceversa dalle lettere vengono pubblicati articoli, se interessanti.

    Sulla piattaforma hai ragione, c’è poco tempo.
    Però abbiamo tre nomi, quanto basta.

  16. esce domani sulla voce:

    (annalisa crociani) Gli eletti quartiere per quartiere.
    Quartiere di Ravaldino: Casadei Maria Grazia, Casadei Giorgio, Caroli Marina, Vittori Domenico, Camprini Romano, Bartolini Alessio, Malmesi Claudio, Bussolari Giancarla, Pizzicati Ermenegildo.

    Quartiere San Biagio-Schiavonia: Angelini Roberto, Sannino Michele, Pasini Rosanna, Lamponi Carla, Bravi Alberto, Cinciarini Gianni, Oronti Stefano, Monti Adriano, Turroni Eros, Gatta Franco, Clabacchi Giuliana.

    Quartiere San Pietro: Crescenzo Sabatino, Albonetti Giuliano, Catani Silvia, Panzavolta Mario, De Pace Pasquale, Calderoni Andrea, Giovannetti Oliviero, Calubani Ermes, Notari Luigi.

    Quartiere Cotogni: Tuppolano Lanfranco, Camaggio Luciano, Mambelli Giorgio, Amadei Andrea, Zoli Roberta, Maula’ Michele, Albonetti Claudio, Vitali Pietro.

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