I glicini di Palazzo Sassi-Masini

Riporto un comunicato del Comune sullo stato dei glicini nel palazzo Sassi-Masini, in risposta alle perplessità sugli interventi di restauro apparse in questi giorni sulla stampa.

MASSIMA ATTENZIONE PER LA TUTELA E SALVAGUARDIA DEL GLICINE DI PALAZZO SASSI – MASINI

In relazione alla condizione in cui si trovano le piante di glicine presenti nel cortile di Palazzo Sassi – Masini, l’Amministrazione comunale di Forlì ritiene doveroso sottolineare l’attenzione riservata alla salvaguardia di tale patrimonio naturale, accompagnata da una costante opera di monitoraggio rispetto ai lavori in corso.

Fin dalle prime fasi di progetto, i tecnici incaricati della ristrutturazione dello storico edificio hanno messo in atto tutte le azioni volte al rispetto e alla salvaguardia dei glicini secolari e delle altre piante presenti all’interno dei cortili, recependo anche le indicazioni date dal perito agrario Roberto Mini del servizio verde del Comune (protezione dei tronchi da urti e scortecciamenti, utilizzo di una gru di dimensioni tali da salvaguardare un esemplare di cipresso nero, potature graduali di contenimento dei glicini).
Dopo l’apertura dei cantieri, i tecnici comunali hanno effettuato sopralluoghi congiunti con la ditta esecutrice per controllare la correttezza dell’operato.
In questo contesto è stata realizzata una riduzione spaziale dei glicini, avvenuta nel corso di due anni. L’ultimo intervento è stato eseguito da operatori specializzati ed ha interessato solo rami di modeste dimensioni. L’asportazione di parte della vegetazione è stata effettuata valutando la tipologia delle piante, le loro condizioni fisiologiche e fitosanitarie, le loro riserve energetiche, la sicurezza di una ripresa vegetativa. L’intervento si è reso necessario per tutelare le piante da eventuali danni causati durante la fase di montaggio del ponteggio e per consentire un’adeguata e sicura installazione dello stesso. Nel sopralluogo effettuato ieri, mercoledì 18 luglio 2007, queste considerazioni sono state confermate come dimostrato dalla documentazione fotografica e dalla riformazione di abbondante vegetazione e fiori. Si precisa inoltre che nelle piante non era presente nessuna nidificazione in atto e che nel corso dell’intervento le uniche piante rimosse sono state qualche alberello e cespuglio (senza valore botanico-paesaggistico) cresciuti spontaneamente.

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