Il bello, il brutto ed il cattivo del partito democratico

Fioccano le candidature per la guida del partito democratico. Dopo Veltroni (il candidato vero), Rosi Bindi (la quota rosa), Furio Colombo (la sinistra?) ora anche Mario Adinolfi (il giovane blogger).
Leggo il testo del lancio della candidatura di Mario e ci vedo solo la voglia di essere etichettato come il giovane che cambierà la politica del partito democratico. Oggi alle 12 pubblicherà il programma della sua candidatura. Speriamo che tocchi i punti fondamentali per il futuro della politica italiana che intende rappresentare: quale sistema elettorale auspica e quale metodo per discuterne, quale rapporto con i partiti che non rientrano nel PD, quale politica per la tutela del lavoro, quale scelte italiane attuare per arrestare il riscaldamento globale. Altrimenti rimarrà solo il “giovane” ed “internettiano” candidato a supporto di un sistema che di giovane ed alternativo alla vecchia politica non ha nulla: solo un calcolo delle convenienze, con annessa una legge elettorale studiata ad hoc.

3 risposte a “Il bello, il brutto ed il cattivo del partito democratico”

  1. L’ulivo era nato con uno scopo totalmente diverso e due partiti se ne sono appropriati.

    Il continuo cambiare di sigle non porta chiarezza nel panorama politico, perché di fatto non cambierà molto nella pratica, a parte un sistema elettorale studiato appositamente per favorire il PD.

  2. sono dell’idea che in italia qualunque sia il sistema elettorale ci saranno sempre problemi di governabilità bisognerebbe riformare la costituzione e tutto il gioco di pesi e contrappesi. trovo comunque che sia auspicabile che obbligatoriamente ogni coalizione presenti un programma prima delle elezioni. questo può contribuire a fare chiarezza e a portare ad una decisione più consapevole gli elettori

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