La circoscrizione 4 vota all’unanimità l’odg sulla raccolta porta a porta

Come era prevedibile, dal momento che i firmatari dell’Ordine del Giorno presentato nella circoscrizione di Fausto Pardolesi (portavoce dei Verdi di Forlì) erano tutti i gruppi di maggioranza e di opposizione, la richiesta di estendere la raccolta porta a porta è stata votata all’unanimità.

To be continued…

10 risposte a “La circoscrizione 4 vota all’unanimità l’odg sulla raccolta porta a porta”

  1. Il fatto che la proposta parta dalle circoscrizioni è solo un bene, a mio modo di vedere. Sono gli organi decisionali più vicini ai cittadini, ed è bene che si veda che la proposta parte dal “basso”.

    Ad ogni modo nelel circoscrizioni nelle quali i Verdi sono presenti presenteremo lo stesso odg, con la forza di questa prima approvazione, e sicuramente cercherò di fare lo stesso in Consiglio Comunale.

    Certamente quando proponemmo questo sistema ancora in campagna elettorale non c’era molto spazio, ma bisogna ammettere anche che la Masini su questo ha ereditato una situazione pregressa che era già quasi alla fine dell’iter (la VIA dell’inceneritore è stata approvata dalla Giunta Provinciale poco dopo le elezioni).

  2. Di solito le sperimentazioni si fanno su quello che non si conosce. Su questo argomento ci sono centinaia di esperienze in Italia e nel Mondo, bastava solo prendere le migliori ed adattarle al contesto locale.

    Poi applicarle magari con gradualità, partendo dai comuni più piccoli, ma non c’era bisogno di una sperimentazione.

  3. Forlimpopoli, Rimini sono comuni che hanno avviato la raccolta porta a porta in sperimentazione (l’uno prima, l’altro poi).
    Forlimpopoli la adotterà stabilmente.
    Perche la Masini perde tutto questo tempo, lasciando alla “benaugurata” sensibilità e lungimiranza di un presidente di circoscrizione (un plauso a Pardolesi) l’onere del porta a porta a forlì?
    La sig.ra SindacO perde sempre il treno, se si fosse attrezzata qualche hanno fa ora saremmo il comune con la raccolta differenziata migliore d’italia.
    Ma tant’è che la sua lungimiranza non vedeva altro che “camini”.

    Forza presidenti di circoscrizione, fate vedere alla SindacO quali sono le virtù della lungimiranza, estediamo il porta a porta, sensibilizzando i cittadini.

    Forza Masini, datti una mossa! Ormai l’inceneritore è in costruzione, adesso adottiamo il porta a porta, così poi sborseremo altri 40-60 milioni di euri per demolirlo!

  4. Caro Simone, ricordo bene il programma. Se ricordi in campagna elettorale mi hai chiesto lumi su questo aspetto, ed io ti risposi che adeguamento era da prendere letteralmente (la lingua non è una opzione, le parole hanno significati diversi).

    Che questo cambiamento nel programma, voluto fortemente dai Verdi, fosse considerato per alcuni poco vincolante è un altro discorso. Io comunque ho lottato e lotterò perché si faccia quello che è stato promesso ai cittadini: adeguamento, dopo riduzione dei rifiuti e raccolta differenziata.

    E’ quello che chiedo da quasi 3 anni, ormai, e sono quasi sicuro che qualsiasi cambiamento di rotta non sarà percepito come una vittoria dei Verdi.

    Ad ogni modo quello che mi interessa è il risultato, dici bene tu a parlare di prezzo che si paga volentieri per ottenere qualcosa che migliora Forlì.

    I cittadini, però, dovrebbero fare la loro parte e cercare di capire l’evoluzione delle posizioni dei vari partiti con il progredire del dibattito, magari considerando anche i ruoli: è più facile chiedere cose dall’opposizione, quando non si hanno responsabilità.

    Tanto per dirne una, Forza Italia era (e forse è tuttora, al di là delle strumentalizzazioni) favorevole all’inceneritore in un’altro luogo. Così come lo è ancora sui grossi impianti di biomasse. Probabilmente cambierà idea a seconda delle convenienze, ma ciò non toglie che la causa principale del proliferare di inceneritori sia stata l’assimilazione dei rifiuti alle fonti rinnovabili di energia.

  5. Sono convinto che una sperimentazione (come quella di Forlimpopoli) sia assolutamente necessaria prima di imbarcarsi in questa impresa. Non per capire a cosa si và incontro, ma per sapere subito come limare il più possibile costi ed adeguare le strutture.

  6. Certo Ronchi, nulla da togliere a Pardolesi od ai presidenti di circoscriione, anzi, dal basso partono sempre le migliori intenzioni.
    Ma essere il “primo cittadino” dovrebbe significare avere lungimiranza e cura per i propri cittadini in primis!

    E perfavore, non giustificare le scelte della Masini.

    Anche se l’inceneritore era in fase di approvazione, il suo programma e quello da voi sottoscritto recitava “adeguamento” non “potenziamento”.

    Sai cosa succederà alla fine della “fola”.
    Che la Masini prenderà il merito di tutto, del porta a porta a Forlì, così come ha fatto l’abile Riguzzi prendendosi il merito della sperimentazione a Forlimpopoli, grazie ai “suoi contenitori”!

    Questo cmq è il prezzo che “pago” volentieri per riuscire a portare la città di Forlì verso una “civiltà” più evoluta.

  7. Peccato che ad una mia lettera la Masini in persona rispose che “adeguamento” per loro era “potenziamento”, visto il debordante crescere della produzione dei rifiuti e la necessità di limitare l’uso delle discariche; che la differenziata porta a porta non era applicabile a Forlì (viste le dimensioni???) e che i costi sarebbero lievitati con tale metodo!
    Come pretendere di ridare il voto ad un elemento simile?

    Anche se il lavoro sotterraneo dei Verdi si vede in questo governo ed anche nella città.

    Tienici aggiornati sulla vicenda dei Cip6, e se puoi anche su quante e quali aziende stanno muovendosi per il riciclo in provincia ed in comune (dato fondamentale per una buona differenziata).

    Proviamo a movimentare i giovani imprenditori, vogliosi di creare (cosa che non accada più ormai) nuove opportunità per la città (che ricordo è sede per lo stoccaggio di materiale radiattivo nucleare), iniziando a pensare come costruire e far crescere le aziende locali per il riciclo di carta, plastica, vetro, metalli e “umido”.

  8. >Di solito le sperimentazioni si fanno su quello che non si conosce. Su questo argomento ci sono centinaia di esperienze in Italia e nel Mondo, bastava solo prendere le migliori ed adattarle al contesto locale.

    >Poi applicarle magari con gradualità, partendo dai comuni più piccoli, ma non c’era bisogno di una sperimentazione.

    Non sono d’accordo, è difficile partire senza un know out di base. O assumi qualcuno che si è occupato della stessa cosa in un’altra città oppure rischi di non partire. All’inizio la raccolta a Forlimpopoli ha incontrato una serie di difficolta, sparite arrivando se non sbaglio al 60% sul totale (un gran risultato).

    Quello che mi domando io è se ci saranno bandi di concorso per la raccolta oppure tutto andrà alla nostra cara concessonaria.

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