Noi siamo quello che facciamo

Del portale We are what we do ho già parlato in passato. Oggi però grazie al contadino scopro che tra le tante bandiere di traduzione non c’è quella italiana. Su questi temi siamo costantemente in ritardo rispetto agli altri (persino dietro Monaco e Bulgaria, per fare due esempi). Qualcuno si faccia avanti…

Comments

  1. Simone

    Certo che la sezione shopping è fenomenale….. Forse non cambieranno il mondo per tutti, ma cambiano sicuramente il mondo per loro….

    Sempre le solite cose, sempre e solo Merchandising

    :-(

  2. Alessandro Ronchi

    Questo è vero. Ad ogni modo il sito non è a pagamento, la sezione shop si può evitare molto facilmente…

  3. Simone

    Te lo vedi tradotto in italiano:
    – “Smile and smile back” il più cliccato (24944)

    AHAHAHAHAHA…..AHAHAHAHAHA, adesso ho fatto anche io qualche cosa “for a Fiver….”

  4. Simone

    Poi ho finito….Questa è forte:
    – Pass this book around

    …… lascia il tempo che trova ……..

    No dategli troppa eco, a volte essere dietro agli altri (in ritardo) non significa essere peggiori…..
    Se poi si tratta di un sito English, allora di noi hanno una brutta immagine e quindi ci scartano di proposito.

  5. Alessandro Ronchi

    Credo che le traduzioni si basino sul volontariato.

    Ad ogni modo credo che sia vincente l’idea di lanciare delle frasi che contengano un consiglio utile. Tempo fa lanciai una cosa simile, con buonanorma, ma la mancanza di tempo e l’assoluta solitudine mi fecero abbandonare il progetto.

  6. ste

    “Critica un movimento/idea” non è ancora inserito nelle proposto, vedo che piacerebbe…

    Bisogna dire che le sezioni attivi sono solo inglese, canadesi mi pare e tedesco; gli altri paesi hanno solo una pagina statica.

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