Nolita – L’anoressia secondo Oliviero Toscani

Io sono tra quelli a favore della campagna di Oliviero Toscani sull’anoressia. Non penso proprio che sia possibile che qualcuno cerchi di emulare la modella di 31 chili di ossa, vedendo la sua foto, come invece dice l’Aba, l’Associazione per lo studio e la ricerca sull’anoressia, la bulimia e l’obesità.

Oliviero è un reporter del nostro tempo, certamente tra i migliori. Le critiche nei suoi confronti a mio parere nascono dalla volontà di non accettare anche le immagini negative della nostra società. Non vi preoccupate, domani le avremo già dimenticate.

30 risposte a “Nolita – L’anoressia secondo Oliviero Toscani”

  1. certo che a te (così come a me) pare impossibile, per questo che è una malattia.
    da quello che sento raccontare, posso immaginare che la stessa modella continui a vedersi grassa e abbia fatto la campagna con il pensiero di piacere agli altri così (o forse no, perché è troppo grassa *sigh*)
    altre anoressiche (o sulla strada verso) potranno davvero vederne un modello e cercare di fare… di meglio.
    forse aba ha ragione, ma forse per chi per chi è all’inizio-inizio della strada può essere un buon deterrente…
    la psiche umana è un mondo strano
    gianni

  2. La “modella” ha dichiarato pubblicamente di essersi sempre nascosta perché consapevole di provocare ribrezzo.

    Le virgolette sono ad indicare che i modelli chiaramente sono altri. Per quanto ne so lei non è una indossatrice, o non lo è oggi.

  3. Chi non ci è passato non lo può capire… Io l’ho vissuto per esperienza indiretta e vi garantisco che non è piacevole per nulla…
    L’anoressia è una malattia tanto quanto l’aids… lo scatto di Toscani è molto critico circa la mentalità diffusa che magro è bello… ma usare una malattia per vendere secondo me è disgustoso… Se fosse stata usata una foto del genere per porre l’attenzione sul problema anoressia/bulimia in un ambito di publicità per il sociale, ci sarebbe potuta stare… ma usarla per far quattrini “scandalizzando” la gente è amorale… Non auguro a nessuno di dover soffrire di anoressia…

  4. Io non so nemmeno che cosa pubblicizzi, e non mi interessa nemmeno. A mio parere è importante che il tema venga discusso, se a farlo è un privato non mi scandalizzo.

    Per anni Toscani ha lanciato temi importanti pubblicizzando una nota marca d’abbigliamento. Ci dovremmo probabilmente chiedere perché ci sia così poca pubblicità su problemi che toccano da vicino la società. A parte qualche sporadica pubblicità progresso (se ne vedono sempre meno, colpa forse dei tagli alla spesa?), di queste cose se ne parla a mio parere troppo poco.

    E già solo il fatto che stiamo qui a parlarne, senza dire quale marca stia pubblicizzando, a mio parere è positivo.

    Nemmeno io auguro a nessuno quella malattia, figuriamoci.

  5. ciao Alessandro,

    ti scrivo perchè questo tuo post mi ferisce nel profondo.

    Porto con me, a sostegno di quanto affermato da sciura pina (ma soprattutto da Aba) l’esperienza diretta e attuale di un fratello che da quasi due anni convive con l’anoressia della sorella.
    Mia sorella è anoressica, lo sa, e di recente ha deciso di entrare per la seconda volta in comunità.
    Ha toccato il fondo (quasi come la modella della campagna di Toscani) ma fortunatamente l’emergenza puramente “fisica” è stata superata con risultati sorprendenti (è tornata alla sua costituzione “normale”, intendo dire come è sempre stata).

    > verrebbe da pensare sbagliando clamorosamente.

    I “disturbi del comportamento alimentare” sono una malattia prima MENTALE, poi fisica.

    LA MAGREZZA E’ CONCEPITA IN MANIERA DISTORTA DAL SOGGETTO CHE SOFFRE DI TALE DISTURBO (ed è questo il concetto più difficile da comprendere per chi ha la FORTUNA di non avere a che fare con questo male)

    Il soggetto anoressico (uso il termine “soggetto” perché l’anoressia purtroppo sta prendendo piede anche tra i ragazzi) vede nella magrezza un PUNTO DI ARRIVO e REALIZZAZIONE: ecco quindi che l’emulazione diventa un pensiero NORMALE e costante.

    cito parole di mia sorella: >
    (SCONCERTANTE!! erano tutte letteralmente PELLE e OSSA!)
    E questo pensiero ritorna ogni volta che sfoglia una rivista di moda, ma anche guardando la modella della campagna “contro” i disturbi del comportamento alimentare… EMULAZIONE e SFIDA: >

    Quello che per noi “normali” è brutto, addirittura inconcepibile, per chi soffre di tali disturbi è LA normalità.

    Alessandro, non so quanto questo sfogo sia servito più a me che a nessun altro, ma credimi, combattere l’anoressia con immagini “forti” come quelle in oggetto, non aiuta affatto. Al contrario, serve solo ad allontanare la gente dal problema, facendo apparire come “appestate” e “rifiuti umani” ragazze che in realtà hanno solo bisogno di aiuto.
    Io credo (e voglio credere) che Toscani sia stato animato dalle più nobili intenzioni, ma che la sua conoscenza del problema sia praticamente zero.

    A.S.

  6. PARTI DEL TESTO NON SONO VISUALIZZATE CORRETTAMENTE, RIPOSTO

    ciao Alessandro,

    ti scrivo perchè questo tuo post mi ferisce nel profondo.

    Porto con me, a sostegno di quanto affermato da sciura pina (ma soprattutto da Aba) l’esperienza diretta e attuale di un fratello che da quasi due anni convive con l’anoressia della sorella.
    Mia sorella è anoressica, lo sa, e di recente ha deciso di entrare per la seconda volta in comunità.
    Ha toccato il fondo (quasi come la modella della campagna di Toscani) ma fortunatamente l’emergenza puramente “fisica” è stata superata con risultati sorprendenti (è tornata alla sua costituzione “normale”, intendo dire come è sempre stata).

    “E’ guarita!” verrebbe da pensare sbagliando clamorosamente.

    I “disturbi del comportamento alimentare” sono una malattia prima MENTALE, poi fisica.

    LA MAGREZZA E’ CONCEPITA IN MANIERA DISTORTA DAL SOGGETTO CHE SOFFRE DI TALE DISTURBO (ed è questo il concetto più difficile da comprendere per chi ha la FORTUNA di non avere a che fare con questo male)

    Il soggetto anoressico (uso il termine “soggetto” perché l’anoressia purtroppo sta prendendo piede anche tra i ragazzi) vede nella magrezza un PUNTO DI ARRIVO e REALIZZAZIONE: ecco quindi che l’emulazione diventa un pensiero NORMALE e costante.

    cito parole di mia sorella: “…guardavo le altre (ragazze in comunità) più magre di me e pensavo “che brava che è quella, anch’io posso essere così””
    (SCONCERTANTE!! erano tutte letteralmente PELLE e OSSA!)
    E questo pensiero ritorna ogni volta che sfoglia una rivista di moda, ma anche guardando la modella della campagna “contro” i disturbi del comportamento alimentare… EMULAZIONE e SFIDA: “lei è arrivata lì, io posso fare meglio”

    Quello che per noi “normali” è brutto, addirittura inconcepibile, per chi soffre di tali disturbi è LA normalità.

    Alessandro, non so quanto questo sfogo sia servito più a me che a nessun altro, ma credimi, combattere l’anoressia con immagini “forti” come quelle in oggetto, non aiuta affatto. Al contrario, serve solo ad allontanare la gente dal problema, facendo apparire come “appestate” e “rifiuti umani” ragazze che in realtà hanno solo bisogno di aiuto.
    Io credo (e voglio credere) che Toscani sia stato animato dalle più nobili intenzioni, ma che la sua conoscenza del problema sia praticamente zero.

    A.S.

  7. Alessandro, il problema di fondo è che questa foto non serve per sensibilizzare la gente circa il problema anoressia ma per vendere dei prodotti. La logica è scandalizzare per far parlare di se… è questo ad essere deplorevole… L’anoressia è un problema serio e grave, non lo si può prendere cosi sottogamba. Purtroppo la “cultura” televisiva fatta di tette e culi (e scusate il linguaggio) non aiuta di certo i nquesto senso…

  8. Grazie A. per la tua testimonianza.

    Voglio aggiungere una cosa: io non ho provato nessun sentimento simile a quelli che descrivi, quella foto mi ha impressionato ma non allontanato dal problema.

    So perfettamente che il problema è prima mentale che fisico, ma mi pare incredibile che quella modella sia una fonte di emulazione. Mi preoccupano molto di più, da questo punto di vista, le modelle che sfilano in passerella. Loro hanno corporature da spavento eppure sono considerate, appunto, modelle.
    Non pensi siano peggio le loro apparizioni rispetto a quelle della ragazza anoressica di Toscani?

    Mi spiace di averti ferito, sto solo cercando di approfondire un problema, che per fortuna non mi ha mai toccato da vicino. Se non fosse stato per Toscani, questo dialogo non sarebbe mai nato. Per questo non credo che lui ci abbia allontanato.

  9. credo alessandro che sia necessario fare la distinzione tra la percezione della foto che ha una persona ‘normale’ e una persona malata di ‘anoressia’.
    è sano che tu (nemmeno io!) non riesca a vedere in quella foto un oggetto di desiderio.
    immagino però che tu sia abituato a cercare di ‘vedere con gli occhi degli altri’, caratteristica fondamentale del tuo impegno politico.
    richiede uno sforzo pensare che qualcun’altro, in stato patologico, veda ben altro: un modello da emulare.
    uno sforzo che però va fatto.
    magari non lo si può pretendere da una persona che non ha esperienze personali o conoscenze specifiche, è giustificato.
    prima di fare una campagna del genere, io avrei chiesto il parere di uno psicologo esperto del settore… mi sembra leggero e presuntuoso l’atteggiamento del provocatore che sa cosa vede la gente ‘normale’, ma non si cura della percezione delle persone veramente interessate.

  10. Grazie Gianni del tuo intervento.
    Ho una domanda da farti: per le anoressiche è peggio l’immagine di Toscani o quella di Kate Moss, magari ritoccata al computer nei suoi difetti ed esaltata nella sua longilineità?

    A me pare, ma potrei sbagliarmi, che sia peggiore la seconda. Su questa, però, nessun commento o quasi, mentre su Toscani si sta rivoltando l’opinione pubblica.

    Giusto chiedere agli psicologi del settore, ma dovrebbero consultarli per tutti i cartelloni di moda.

  11. >per le anoressiche è peggio l’immagine di Toscani
    >o quella di Kate Moss?
    ne so poco, ma abbastanza per sapere che… non so!
    aggiungo solo che… non darei per scontata la risposta.
    per toscani… dividiamo in due parti il ragionamento: l’approccio sano e l’approccio anoressico.
    tu mi conosci (un po’) lo sai che sono un provocatore e capirai facilmente che anch’io personalmente ho gradito la forza dell’immagine e l’impatto che penso abbia nei confronti della gente: sensibilizzazione al problema e valutazione della gravità dello stesso! boom! con una forza esplosiva. e qui mi sa che siamo d’accordo.
    per quel che riguarda un’anoressica, proprio non so, ma mi aspetto di tutto e mi fido di chi è abituato a trattarci.

    estendo la tua obiezione: tutta la pubblicità dovrebbe passare uno psico-vaglio a tutela del consumatore: siamo davvero al delirio!!!

    infine, se mi vuoi dire che qualche ipocrita che doveva essere giustamente scioccato, ha reagito negativamente alla provocazione, altro discorso: per quelli non ho nessuna pietà neanch’io.

  12. Siamo al delirio?

    Non lo so, però devi ammettere che la pubblicità che ha una larga diffusione modifica i comportamenti delle persone (è questo il suo scopo).

    Le pubblicità delle modelle magrissime “non provocatorie” limano, un po’ alla volta, la nostra percezione di bellezza. Incosciamente cercheremo quel modello in ciò che ci circonda, obbligando le adolescenti a confrontarsi con qualcosa che è molto difficile e molto pericoloso raggiungere.

    Non è un caso che le pubblicità di alcuni prodotti siano giustamente vietati (come le sigarette). Che danno provoca alla società l’immagine di un divo anni ’50 che fa il bello mentre fuma?

    La mia opinione vale poco, non sono un professionista del settore, ma l’idea che mi sono fatto è che sia più dannosa una foto come questa
    http://www.eog.com/uploadedImages/images/WOMEN/kate_moss_gallery_25.jpg
    rispetto a quella di Toscani.

    Per questo l’idea di verificare quello che si pubblica come pubblicità (senza censure) ad un esperto sarebbe forse un modo sano di porsi il problema.
    Come puoi immaginare la responsabilità sociale non è al primo posto nei dibattiti dei cda delle multinazionali, e questo forse non capiterà mai.

  13. ti parlo da neofuturista.
    noi abbiamo un’altra idea della soluzione.
    pensiamo che invece che proibire o controllare gli input esterni, sia più importante mettere in grado la gente di percepire, capire, scegliere, difendersi e quando, serve attaccare.
    questo in generale.
    la pubblicità oggigiorno è spesso un’opera d’arte di devastante forza comunicativa: PERICOLOSISSIMA!!!
    dobbiamo riuscire a fare la stessa cosa, meglio, passando gli altri messaggi: prendete in mano le armi e che le vostre armi non siano fucili o vaffanculo, ma cervello e cuore

  14. Quoto in tutto e per tutto Alessandro.
    Certo, Oliviero Toscani è un provocatore, ma il suo messaggio centra in pieno il bersaglio, a mio parere.
    E il bersaglio, badate bene, non è l’ammalato(a) anoressico(a) che può anche provare dolore a vedere la foto, nel centro del mirino c’è proprio chi identifica nella magrezza l’ideale della bellezza. Come ha evidenziato Alessandro.

    Toscani, lo ricordo ai più giovani, fece già scalpore con la sua fotografia (pubblicitaria) con l’ammalato terminale ucciso dall’AIDS e più recentemente con la foto (questa volta non pubblicitaria) dell’incidente stradale con la dicitura “quattro coglioni in meno!”.
    Ovvio che i malati di AIDS e chi ha avuto lutti in famiglia avrà sofferto davanti a quelle immagini, ma sono anche sicuro che ha ottenuto più Toscani, con quell’immagine, che non mille appelli di Don Benzi.

    A volte, nei momenti di difficoltà non serve una carezza, ma un pugno nello stomaco. E spesso a darcelo è il nostro miglior amico.

  15. ..io non ho parole..più si va avanti e più è peggio..l’anoressia e la bulimia sono malattie…a volte si muore..altre volte ci si salva..altre volte si rimane malate a vita..ora mi chiedo…cosa suscita la vista della ragazza su quel cartellone?? e se al suo posto avessi messo una ragazza normopeso? ovviamente non sapendo che è bulimica,che vomita una ventina di volte al giorno,che si ammazza di lavoro fisico,che assume lassativi e che è depressa da morire tanto da tagliarsi le braccia e le gambe con un coltello…cosa voleva dimostrare il Sign.Toscani?? che mostrando un mucchietto di ossa si soffre e si può morire??si aspetta che tutte le anoressiche e le bulimiche non prendano come esempio la ragazza del cartellone cercando di superarla nel calare di peso?magari arrivando a 30 invece che a 31 come lei??…le risposte sono in questi quesiti..il Sign.Toscani non sa nemmeno cosa significhi tutto ciò..e ancora una volta vale la regola “purchè se ne parli”…..VERGOGNA

  16. Veronica è certa che Toscani non ne sappia mezza di anoressia. Ne sono certo anch’io.
    E’ questo che Veronica non riesce a cogliere; non è compito di Toscani risolvere questo tipo di problematica, a lui spetta quello di provocare.
    E ci riesce benissimo, visto che io e Veronica dialoghiamo di questo solo per quella provocazione.

    A Veronica, infine, consiglio di osservare meglio quello che la circonda. Oggi non è necessario essere bulimici o anoressici per trovarsi a disagio.
    Oggi se sei sovrappeso o poco bella non ti assumono nemmeno ai grandi magazzini. E la colpa non è di Toscani che con la sua foto – ripeto – non si rivolge alle persone ammalate, ma a quelle potenziali. Va bene indignarsi, ma andrebbe meglio farlo nel verso giusto.

  17. Gentile Alessandro

    non ti aggredisco perchè chi non sa per esperienza diretta che cosa vuol dire essere anoressica non riuscirà più di tanto a capire alcune dinamiche. Per esperienza personale ti posso dire che la sfida per un’anoressica è la parola chiave della propria esistenza. La caparbietà, la costanza, la determinazione che queste ragazze scheletriche impegnano per raggiungere il loro fine ultimo è impressionante: vedere esibito un corpo che agli occhi di chi “sta bene” è malato è per miss anoressia l’invito a superare – ancora una volta, amcora di più – i propri naturali e fisiologici limiti. Mostrare al mondo cosa può portare l’anoressia è un obbligo sociale, ma non è cosa buona e giusta averlo fatto in quel modo. Credimi, Alessandro, non sto raccontando una favola, ma la semplice verità. Non importa se alle ex anoressiche come me quell’immagine può riportare a periodi dolorosi. Non importa… quello che conta è che le anoressiche non debbano essere ulteriormente stimolate al loro lento suicidio con immagini come quelle scelte da Nolita feat Toscani. Una campagna come questa potrà sicuramente bloccare l’idea folle di qualche persona di intraprendere una strada pericolosa, ma altrettanto vero è che mette in bella mostra la dea Ana e la volontà di ferro delle ragazze anoressiche. Per le ragazze come la modella ritratta da Toscani lo specchio non è mai fedele e l’occhio vede sempre per eccesso, parola di Ilaria, ex anoressica.

  18. …sono daccordo con Ilaria..e se ci permettiamo di battere si questo tasto è solo perkè possiamo farlo,credetemi.
    Pignax..tu dici che a “Toscani non spetta risolvere tale problematica, a lui spetta quello di provocare”…bene..ma non si provoca quando in ballo c’è una malattia che coinvolge la psiche al punto tale da poterti indurre al suicidio lento e progressivo(come già capitato e capita ancora)..non si può capire cosa c’è dietro finchè non ci si passa..per quello che io e chi vorrà si batterà per fare chiarezza su un tema dove i dubbi son purtroppop molti e le cazzate che si fanno altrettante.(come questa inutile “pubblicità”…che è appunto solo per fare pubblicità..)…..a buon intenditor poche parole.

    Saluti.

  19. a me sembra che si stia facendo un po’ di confusione..ma dico..vi sembra la stessa cosa l’immagine di kate moss e quella della ragazza anoressica di nolita?!!! la seconda certo non è così solo per imitare le modelle..che tra l’altro, secondo me, sono in gran parte sanissime..non ha senso questo accanimento contro la magrezza..è brutta forse?..chi è magro per natura e non per malattia è brutto? a me sembra che si stia cercando di veicolare questo messaggio..lo trovo assurdo..

  20. La provocazione di Toscani era rivolta alle Case di moda, le stesse che spesso (non sempre) hanno fatto sfilare donne manichino anoressiche. La provocazione ha funzionato per gli addetti ai lavori, ma rimane comunque una pubblicazione pericolosa per le anoressiche tanto quanto la sfilata di una ragazza di 38 kg vestita da xxx alle sfilate di Milano o Parigi. Il punto è che il messaggio, proprio perchè su mezzi di comunicazione di massa, arriva a tutti, anche a chi non ha gli strumenti per rielaborare correttamente il mezzo e il messaggio.

  21. il messaggio, a mio parare, è contro questo modello di bellezza imposto dalla moda ma il fatto fondamentale è che i motivi principali per cui le ragazze si ammalano di anoressia sono ben diversi e più profondi che non quello di imitare le modelle..non ha senso accanirsi contro questo tipo di modello..non esiste solo l’anoressia..la gente può star male anche per altri motivi..magari addirittura opposti..allora bisognerebbe fare una campagna contro i modelli di bellezza in generale..

  22. io penso “c” stia facendo un pò di confusione..mi spiego meglio..”c” tu dici che “non ha senso questo accanimento contro la magrezza”..ma qui non ci sta accanendo contro la magrezza,poichè questa,assieme ad altri fattori,è solo il sintomo di una malattia purtroppo a volte fatale e soprattutto difficile da comprendere.
    poi tu dici “non esiste solo l’anoressia..la gente può star male anche per altri motivi..magari addirittura opposti”..e sono pienamente daccordo,ma qui stiamo parlando del caso in questione, poichè come dice bene Ilaria “il messaggio, proprio perchè su mezzi di comunicazione di massa, arriva a tutti, anche a chi non ha gli strumenti per rielaborare correttamente il mezzo e il messaggio”
    saluti, Veronica

  23. si questo l’ho capito..grazie..ma io sto solo dicendo che facendo così si arriverà a proporre un altro modello di bellezza assolutamente opposto alla magrezza e questo non vorrà dire che la gente avrà smesso di soffrire..appunto perchè l’anoressia è difficile da comprendere mi sembra riduttivo scaricare la colpa alla moda o ai corpi proposti da questa..

  24. “c” hai scritto una cosa che è la risposta a uno dei tanti quesiti..tu scrivi “facendo così si arriverà a proporre un altro modello di bellezza assolutamente opposto alla magrezza e questo non vorrà dire che la gente avrà smesso di soffrire”…tutto ciò rientra nela giusta affermazione di Ilaria ““il messaggio, proprio perchè su mezzi di comunicazione di massa, arriva a tutti, anche a chi non ha gli strumenti per rielaborare correttamente il mezzo e il messaggio”….mi son spiegata? ognuno lo elabora a modo suo..e ciò è dannoso per chi non sa come elaborarlo o per chi semplicmente lo accoglie come una “sfida” da superare(anoressia)senza elaborazioni particolari..l’importante è essere “perfetta” e “superiore” a quel canone.Ripeto,non di certo per presunzione,che queste considerazioni non possono essere interpretate con chiarezza da tutti,perchè chi non conosce queste malattie e non ci è entrato a stretto contatto per un motivo o per l’altro..non può capire.tutto li.
    saluti, Veronica

  25. Ma Oliviero Toscani ha fatto questa campagna pubblicitaria per pubblicizzare il marchio Nolita, mica per dire stop all’anoressia, che anzi, credo a lui non gliene possa fregare di meno se ci sono ragazze che muoiono di questa malattia. Infatti, a riprova di ciò, se avesse pensato di consultare un qualsiasi psicologo, sarebbe stato avvertito che l’effetto di gigantografie che ritraggono una modella di 30 chili non sortiscono assolutamente l’effetto desiderato, bensì il contrario: nelle ragazze giù ammalate di anoressia il pensiero è il seguente – se io peso 40 kg e lei a 30 è ancora viva, allora anch’io posso perdere ancora peso e restare viva(vi assicuro che questo pensano, sia perchè l’ho vissuto in prima persona sia perchè ho condiviso questa modalità di pensiero con ragazze malate di anoressia che ho conosciuto in passato).
    Nelle ragazze sane, invece, il pensiero sarà altrettanto fuorviante: una ragazza penserà – ah, ma se anoressia significa pesare 30 kg, allora io che ne peso 60 posso pure saltare sempre la cena per perdere un pò di peso, ed ignorare quei medici che dicono che faccia male (io feci esattamente questo prima di ammalarmi)-
    Secondo me Oliviero Toscani, in questo caso, è stato molto più attento al suo conto in banca ed al risalto mediatico delle sue foto, che, ovviamente, sono shockanti…..dimenticando tra l’altro che il 90% delle persone che soffrono (anche gravemente) di disturbi alimentari non ha necessariamente quell’aspetto, e non per tale ragione sono meno a rischio per quanto riguarda la salute.

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