Ora si chiudano i cantieri dell’inceneritore

Con delibera di giunta provinciale del 31 Ottobre scorso l’amministrazione provinciale di Bulbi dichiara giuridicamente impossibile concedere la proroga del termine di efficacia della valutazione di impatto ambientale dell’inceneritore di Hera .

La Via, conclusasi nel Settembre 2004 tramite un voto politico della stessa Giunta Provinciale , ha durata triennale ed Hera non ha richiesto per tempo la proroga della scadenza, nè ha terminato i lavori.

Così, ad oggi, l’inceneritore in costruzione manca di una autorizzazione necessaria, senza i quali i lavori non possono procedere.

Occorrerà, quindi, ripartire da zero con l’iter autorizzativo della Valutazione di Impatto ambientale, in un quadro normativo diverso e senza i contributi Cip6, soldi provenienti dalle bollette dei cittadini indebitamente sottratti alle vere energie rinnovabili.
Questi finanziamenti sono stati finalmente riattribuiti alle vere energie rinnovabili, grazie alle due ultime leggi finanziarie tramite emendamenti fortemente voluti dai Verdi.

Nemmeno la Giunta inceneritorista di Bulbi, che ha votato la V.I.A. in precedenza nonostante il parere contrario dell’USL, oggi ha la possibilità di salvare questa autorizzazione, ormai persa. E’ giuridicamente impossibile, lo dicono anche loro.

Sarà necessario quindi rivedere tutta la politica dei rifiuti: senza i contributi per l’incenerimento i conti economici fatti finora sono carta da macero.

Occorre quindi ripartire ripensando seriamente alla raccolta differenziata porta a porta per tutta la Provincia, richiesta dai consigli comunali di tutti i principali comuni del territorio.

Nel frattempo il cantiere dell’inceneritore va chiuso, perché senza VIA non c’è autorizzazione a costruire, così come i procedimenti in atto per la concessione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale.

5 risposte a “Ora si chiudano i cantieri dell’inceneritore”

  1. Avendo in mano gli atti si potrebbero verificare diverse opzioni; Ovvero: pare che dalla lettera della legge, iniziare ad installare un impianto con l’autorizzazione scaduta non sia reato (lo sarebbe solo in caso di esercizio dello stesso), ma tutto é opinabile e magari i P.M. forlivesi la pensano diversamente.
    Riguardo al venir meno della autorizzazione, dal punto di vista amministrativo, mi pare ci siano molte più possibilità di ritenere illegittima la prosecuzione dei lavori, soprattutto in virtù del modificato quadro legislativo.

    D.Lgs. n. 152/06 che ha sostituito il n.22/97,
    art.279. Sanzioni.
    “1. Chi inizia a installare o esercisce un impianto e chi esercita una attività in assenza della prescritta autorizzazione ovvero continua l’esercizio dell’impianto o dell’attività con l’autorizzazione scaduta, decaduta, sospesa, revocata o dopo l’ordine di chiusura dell’impianto o di cessazione dell?attività è punito con la pena dell’arresto da due mesi a due anni o dell’ammenda da duecentocinquantotto euro a milletrentadue euro. Chi sottopone un impianto a modifica sostanziale senza l’autorizzazione prevista dall’articolo 269, comma 8, è punito con la pena dell’arresto fino a sei mesi o dell’ammenda fino a milletrentadue euro; chi sottopone un impianto ad una modifica non sostanziale senza effettuare la comunicazione prevista dal citato articolo 269, comma 8, è punito con la pena dell’ammenda fino a mille euro.”

    Scusate i termini tecnici ma é pura deformazione professionale.
    Bisognerebbe però studiarci un pò sopra i documenti.

  2. Ma che fai mi dai del lei?

    Comunque si tratta proprio dell’art. 279 del nuovo Decreto legislativo n. 152/06, come riportato.

    Ho letto sul giornale di oggi che Hera ritiene che una cosa sia l’autorizzazione prevista dalla normativa sui rifiuti, e un’altra la concessione edilizia (comunale) per eseguire i lavori stessi e che dovrebbe scadere nel 2008.

    Se ritieni che la VIA sia un atto amministrativo prepedeutico alla concessione comunale, e la concessione comunale abbia espressamente fatto riferimento a tale provvedimento precedente, occorrerebbe forse che il Comune di Forlì emanasse un provvedimento di revoca della SUA concessione edilizia (stante il venir meno del presupposto), in modo da inibire urbanisticamente la prosecuzione dei lavori.

    Cioé, un conto é la normativa sui rifiuti, un altro, quella rubanistica edilizia.

  3. Ti davo del Lei perché non avevo capito chi eri :)

    Leggi questo:
    http://www.alessandroronchi.net/2007/11/21/inceneritore-di-hera-linterpretazione-delle-norme-non-spetta-al-proponente/

    Hera si riferisce non alla concessione edilizia, ma all’autorizzazione ex art 27 della legge Ronchi, che è provinciale.

    Nel testo sopra spiego perché l’interpretazione di Hera non è corretta. Del resto anche Moretti, assessore provinciale, parla di riavvio della procedura. Sicuramente lo dice dopo un approfondimento tecnico, parlando a nome della provincia pubblicamente, non come opinione personale.

  4. Scusami, la cosa mi interessa ma, come dicevo, non avendo alcun atto posso solo fare delle ipotesi su quello che leggo.

    In ogni caso ho letto gli artt. 17 e l’art.24 della L.R. n.9/99. Se così é (sostituzione della concessione edilizia) le sanzioni previste dalla L.R. non credo possano sostituire e/o depenalizzare quelle nazionali (art.44 D.P.R. n.380/01), quindi se si fotografa la prosecusione dei lavori ora divenuti “abusivi”, si potrebbe fare un esposto alla magistratura e chiedere il sequestro probatorio e preventivo del cantiere.

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