Petizione per il ripristino del voto di preferenza

A supporto della battaglia per il ripristino del voto di preferenza nelle elezioni politiche nazionali, ho scritto una semplice petizione che vi prego di divulgare:
http://www.petitiononline.com/PREFER/petition.html

Chiedo, con parole semplici, che i cittadini possano esprimere la preferenza sui candidati da eleggere all’interno delle liste, contro l’idea della legge attuale e le varie ipotesi di continuità sul fronte delle liste bloccate.

Non ha valore giuridico, ma credo che su un aspetto importante come questo si possa raccogliere molto consenso, e molte firme, anche se virtuali, potrebbero pesare sul piatto della bilancia.

Vi prego di divulgare l’iniziativa.

14 risposte a “Petizione per il ripristino del voto di preferenza”

  1. ti metto in copia quello che ti ho risposto nel board di Ravenna:

    “Scusa Ale; ho appena sottoscritto la petizione al n. 70.
    “70. daniela versari – ravenna – se votare è anche un dovere, scegliere chi ci rappresenta è un inalienabile diritto del cittadino. Liberi di scegliere dunque!”

    Coi lavori all’interno del board sono un po’ in arretrato e non ti avevo ancora letto.
    Credo fermamente anche io che sia un diritto della cittadinanza poter scegliere chi la rappresenta: non avrei MAI scelto Prodi, se avessi potuto (già toccavo palle durante le primarie dei cittadini!), e a maggior ragione non avrei scelto nessun DSsinoCompiacente o Margherito-catto-exdemocristiano e soprattutto nessuno che potesse mettere quel guerrafondaio di D’Alema come Ministro degli Esteri!

    inkazzatikkia?
    TANTISSIMO!!!
    Ridateci il voto di preferenza!

    Ciao Ale, se domani sera sei a sentire Zanotelli ci vediamo lì, così ci conosciamo di persona: io sarò la tipa piccolina con i capelli rossi e la stampella colorata; e poi già conosco Ste e Romeo.

    danielita”

  2. E’ importante che si inneschi un passaparola almeno su internet, per raggiungere un numero considerevole di firme. Grazie a tutti quelli che stanno cercando di diffondere questa petizione, serve la mano di tutti!

  3. Dopo aver partecipato a ritaliacamp ho pensato che la rete potesse incidere più efficacemente su argomenti più circoscritti e chiari. E ho pensato proprio allo scandalo delle preferenze negate. Quindi vado subito a firmare. E a divulgare.

  4. ma cosa abbiamo fatto di male per meritarci questa classe dirigente , forse gli anni del disimpegno , dell’illusione totale dopo quelli in cui si è stati più accorti e presenti , la sbornia di spazzatura sottoculturale derivata dalla televisione?
    sta di fatto che ci troviamo con un paese totalmente depredato , stanco , affannato , privo di coraggio per il futuro , e ripeto una classe politico-impreditoriale da ribrezzo solo capace ad autoclelebrarsi.

    che paura
    -effetto-

  5. Conferenza stampa SI alla preferenza

    Mercoledì 9 gennaio alle ore 11 presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati via della Missione 4, conferenza stampa del Comitato promotore SI alla preferenza

    fonte: http://www.moderatamente.com/

    Vi terrò informati degli sviluppi

  6. ROMA, 9 GEN – Vi partecipano quasi tutte le forze politiche e ha un unico obiettivo: ripristinare il voto di preferenza in Italia. E’ il comitato promotore per ‘il si’ alla preferenza’ voluto da Mario Baccini (Udc) al quale hanno aderito tra gli altri l’Italia dei Valori; l’Udeur; An con il capogruppo alla Camera Ignazio La Russa (‘parlo pero’ a titolo personale’) e Maurizio Gasparri; Manuela Di Centa (FI); il senatore Fernando Rossi (ex Pdci). Il comitato ‘bipartisan’, spiega Baccini, vuole ridare ai cittadini ‘la possibilita’ di scegliersi il proprio candidato’. E per farlo seguira’ la strada della petizione popolare. ‘Promuoveremo petizioni in tutta Italia – spiega Baccini – e sara’ possibile aderire alla nostra iniziativa anche ‘on line’ collegandosi al sito http://www.moderatamente.com/. Alla conferenza stampa di presentazione del comitato, oltre al vicepresidente del Senato Baccini (Udc), c’erano anche il ministro della Giustizia Clemente Mastella, il presidente della commissione Giustizia Pino Pisicchio (Idv), Ignazio La Russa e Gasparri di An.

  7. I CITTADINI VOGLIONO SCEGLIERSI IL PROPRIO CANDIDATO
    E poi? Vengono eletti solamente i primi della lunga lista come presentata dal partito cui appartengono.
    E poi? Ogni membro del Parlamento rappresenta la nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato (art.67 Costit.). Perciò chi eleggi può, una volta eletto, dire e fare ciò che vuole, come è spesso successo in una continua proliferazione di capetti e di deresponsabilizzazione.
    E poi? Se hai fiducia nel capo del partito che hai scelto, non è meglio delegarlo a scegliersi i suoi collaboratori? Dato che è molto importante responsabilizzare le persone.
    E poi? Hai o non hai capito che furbo e competente o si è o non si è , mentre politico si può diventare,s’impara ad essere ?
    http://www.giovannitalleri.it

  8. Se la scelta alle elezioni sarà bianco o nero, e non saranno possibili le migliaia di altre sfumature che prima erano giustamente assicurate dalla pluralità dei partiti e dalla scelta dei candidati attraverso le preferenze, si otterrà un sistema come quello americano:

    – bassissima affluenza
    – percezione di non poter cambiare nulla
    – indipendenza delle politiche dal voto dei cittadini (i candidati infatti si scontrano su programmi quasi identici, per raccogliere i voti degli indecisi).

    Non mi pare che l’assenza di preferenze di questi primi 6 mesi abbia giovato alle sorti dell’Italia o abbia responsabilizzato i nostri politici, anzi le cose sono peggiorate ulteriormente.

    I Parlamentari sono diventati collaboratori? Mamma mia, cosa siamo, in una SPA?

  9. DEMOCRAZIA. Potere del popolo, cioè di milioni di individui che convivono su un determinato territorio e parlano la stessa lingua, e per semplice elementare logica finiscono con il ritrovarsi divisi in vari gruppi a seconda dei propri bisogni, idee, capacità lavorative, livello d’istruzione, abitudini. E per poter convivere nel modo migliore, nel rispetto reciproco, devono accordarsi su cosa fare e sul come farlo, cioè devono organizzarsi, imporsi delle regole precise che delimitino i confini della libertà di ogni singolo individuo.
    La mia libertà finisce dove comincia la tua. E senza leggi, senza patti precisi, senza un contratto che impegni ogni componente della collettività a rispettarne i termini, ci sarebbe solo il caos, l’anarchia, il sicuro degrado e fallimento.
    Come arrivare a un sistema che consenta di vivere al meglio? Non è possibile, in alcun modo, seguire le ragioni, le aspirazioni di ogni singolo membro della collettività. Perciò è indispensabile, nel comune interesse, giungere a dei compromessi, a degli adattamenti, cioè a degli accordi da incanalare, raggruppare in due o tre filoni di pensiero da esprimere in due o tre programmi di vita. E ciò in merito alla famiglia, al lavoro, alla previdenza, all’assistenza, all’istruzione, insomma a tutte le componenti della vita sociale.
    Fatto ciò, dare il proprio assenso al programma che di più convince e alla persona, cioè al membro della collettività, che lo rappresenta e nella quale di più si ripone la propria stima. Questa è democrazia. Chi otterrà il maggior numero di voti avrà da quel momento il potere di guidare la collettività amministrando i suoi interessi. Coloro che risulteranno perdenti, anche per un solo voto, cioè secondo i patti, da quel momento saranno impegnati ad aiutare, a sostenere il vincitore, a riconoscerlo come anche il loro presidente.
    Prendiamo esempio dai barbari americani che ci hanno fatto tanto comodo nella prima guerra mondiale, ci hanno fatto tanto comodo nella seconda guerra mondiale, che hanno fatto tanto comodo a tutta l’Europa per i suoi tanti interventi che l’Europa, anche potendo, non ha voluto fare.
    Con “migliaia di altre sfumature” non si va da nessuna parte, si va soltanto a cianciare, e si avrà sempre bisogno dello “zio d’America” dato che uno “zio di Russia” non è mai esistito. Quando non si è soli ma si è in due, si deve saper fare qualche sacrificio per l’altro, dato che non si è mai completamente, perfettamente d’accordo su tutto.
    PREFERENZE
    E poi? Vengono eletti solamente i primi della lunga lista come presentata dal partito cui appartengono.
    E poi? Ogni membro del Parlamento rappresenta la nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di Mandato (art.67 Costit.). Perciò chi eleggi può, una volta eletto, dire e fare ciò che vuole, come è spesso successo in una continua proliferazione di capetti e di deresponsabilizzazione.
    E poi? Se hai fiducia nel capo del partito che hai scelto, non è meglio delegarlo a scegliersi i suoi collaboratori? Dato che è molto importante responsabilizzare le persone.
    E poi? Hai o non hai capito che furbo e competente o si è o non si è , mentre politico si può diventare, s’impara ad essere ? e, nel nostro sistema, senza responsabilità alcuna?
    http://www.giovannitalleri.it

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