Più controlli sulle pubblicità ingannevoli delle lobby delle minerali in bottiglia

I Verdi al governo: “Più controlli sulle pubblicità spesso ingannevoli delle lobby delle minerali in bottiglia”

Stop allo spot e più sostegno all’acqua che sgorga dal rubinetto a prezzi molto competitivi, di buona qualità e monitorata pressoché in continuo. I Verdi hanno presentato una mozione alla Camera per chiedere di regolamentare gli spot sulle acque minerali e i messaggi ingannevoli spesso utilizzati dalle compagnie per propagandare acque di fonte, prelevate a costi irrisori grazie a concessioni regionali, a scapito di quelle di acquedotti che ormai nella stragrande maggioranza dei casi non hanno nulla da invidiare alle acque in bottiglia.

La mozione chiede inoltre al Governo di sostenere iniziative di informazione circa la qualità delle acque degli acquedotti italiani e ad intervenire con opportuni provvedimenti affinché, come sollecitato dalla conferenza Stato-Regioni, “tutte le Regioni uniformino la propria legislazione in modo da obbligare le imprese utilizzatrici ad un congruo ed equo pagamento di un bene, quello dellacqua, che fa parte del demanio pubblico”.

La mozione è sottoscritta dai deputati Camillo Piazza, Angelo Bonelli, Marco Boato, Arnold Cassola, Grazia Francescato, Marco Lion, Tommaso Pellegrino, Roberto Poletti, Giuseppe Trepiccione.

Nel testo gli esponenti del Sole che ride chiedono inoltre al governo di attivarsi per “regolamentare e limitare gli spazi pubblicitari per le acque minerali e di stabilire regole chiare e non ingannevoli sulle qualità delle acque vendute”.

Per convincere i consumatori a comperare l’acqua in bottiglia, “nel 2005 gli imbottigliatori hanno acquistato spazi pubblicitari per 379 milioni di euro”, notano i Verdi, e tutto questo per battere un concorrente particolare, che è appunto l’acqua degli acquedotti: buona, a parte qualche rara eccezione, controllata più dell’acqua in bottiglia e in continuo, come hanno dimostrato diverse inchieste, comoda perché arriva in casa direttamente dai rubinetti e poco costosa.

L’acqua in bottiglia, spiegano, “fa dunque concorrenza ad un bene comune, come ha riconosciuto anche l’antitrust nel maggio del 2005 nel caso Mineracqua contro Acea”.

In vent’anni i consumi di acqua in bottiglia nel nostro paese sono triplicati e di conseguenza anche la produzione di bottiglie di plastica: “oggi ogni italiano ne consuma in media 188 litri l’anno, quasi otto volte la media mondiale”. Per arginare il consumo di acqua nelle bottiglie di plastica, e di conseguenza la produzione di rifiuti, i Verdi hanno ottenuto di inserire in Finanziaria un emendamento che tassa i produttori.

Anche se le acque sotterranee fanno parte del demanio pubblico, i Verdi ricordano che in 14 regioni su 20 le aziende “pagano solo un canone di coltivazione” irrisorio: la Nestlè, ad esempio, che vende nel mondo 19 miliardi di litri d’acqua, “in Trentino imbottiglia tra i 90 e i 110 milioni di litri, ma paga al Comune di Pejo meno di 30 mila euro l’anno”.

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