Ridurre i consumi grazie alle tariffe

Nei condomini con riscaldamento centralizzato capita spesso che i consumi e costi aumentino per il semplice funzionamento della tariffazione, non suddivisa sulla base dei consumi dei singoli.
Come quando si mangia una pizza con gli amici, alla fine della quale spendiamo di più perché ognuno ha ordinato dolce, caffè ed amaro perché si paga senza dividere il conto per le singole ordinazioni.

L’art. 7 del DPR 412/93 prevede che per gli edifici costruiti dopo il 91 sia prevista la regolazione/parzializzazione dei consumi, mentre per quelli costruiti dopo il 2000 è obbligatoria la realizzazione. Oggi la tecnologia permette di avere caldaie centralizzate e tariffe puntuali, calcolate sulla base dei consumi dei singoli.
Già questa introduzione, da sola, permette di risparmiare cifre considerevoli in bolletta, e risparmiare gas consumato.

Sempre secondo lo stesso DPR in tutti i condomini dovrebbe essere esposta una tabella con orari e valori massimi di temperatura, che sono i valori massimi per legge. T max= 20 °C con tolleranza +2°C
Per la zona climatica del Comune di Forlì (zona D) il periodo di riscaldamento va dal 1° Novembre a 14 Aprile, con un numero max giornaliero di 12 ore.
Ulteriori informazioni possono essere chieste al responsabile della centrale (che potrebbe essere l’amministratore del condominio per esempio).

Riporto due stralci del DPR:

dall’Art.7:

“2. Negli impianti termici centralizzati adibiti al riscaldamento ambientale per una pluralità di utenze, qualora la potenza nominale del generatore di calore o quella complessiva dei generatori di calore sia uguale o superiore a 35 kW, è prescritta l’adozione di un gruppo termoregolatore dotato di programmatore che consenta la regolazione della temperatura ambiente almeno su due livelli a valori sigillabili nell’arco delle 24 ore. Il gruppo termoregolatore deve essere pilotato da una sonda termometrica di rilevamento della temperatura esterna. La temperatura esterna e le temperature di mandata e di ritorno del fluido termovettore devono essere misurate con una incertezza non superiore a ±2 °C.

3. Ai sensi del comma 6 dell’art. 26 della legge 9 gennaio 1991, n. 10, gli impianti di riscaldamento al servizio di edifici di nuova costruzione, la cui concessione edilizia sia stata rilasciata dopo il
18 luglio 1991, data di entrata in vigore di detto art. 26, devono essere progettati e realizzati in modo tale da consentire l’adozione di sistemi di termoregolazione e di contabilizzazione del calore per ogni singola unità immobiliare. Ai sensi del comma 3 dell’art. 26 della legge 9 gennaio 1991, n. 10, gli impianti termici al servizio di edifici di nuova costruzione, la cui concessione edilizia sia
rilasciata dopo il 30 giugno 2000, devono essere dotati di sistemi di termoregolazione e di contabilizzazione del consumo energetico per ogni singola unità immobiliare. ”

Ringrazio Agess per aver risposto con esperienza e cortesia alle mie domande, permettendomi di scrivere queste righe.

Una risposta a “Ridurre i consumi grazie alle tariffe”

  1. GRANDE.

    Finalmente se ne parla.

    Sono anni che lo propongo all’assemblea…

    Ma, ovviamente, chi è abituato a girare in magliette e infradito in pieno inverno o chi è abituato a “cambiare aria” qualche ora al giorno tenendo le finestre aperte o chi non vuole spendere per installare doppi vetri…..

    …Non saranno mai d’accordo.

    Secondo me ci vorrebbe una MAGGIOR PRESSIONE a livello regionale o comunale, tanto più che, ormai, gli impianti di termoregolazione e ripartitore di consumi, delle migliori tecnologie e con sistemi wireless (niente cavi e buchi in casa, niente furti di calore) delle migliori marche, non costerebbero più di 6-700 € ad appartamento, di cui, il 55%, grazie alla nuova Finanziaria, verrebbe restituito in 3 anni…..

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