Se ne vanno dai Verdi? Ci dispiace, ma lascino i posti che ricoprono.

Riporto il Comunicato Stampa di risposta della Federazione Provinciale dei Verdi di Forlì-Cesena sugli articoli pubblicati oggi sulla stampa locale, che raccolgono le dichiarazioni di 6 iscritti verdi che hanno deciso di lasciare il partito in seguito alla decisione di non rinnovare la tessera del partito a Roberto Riguzzi.

Aggiungo un commento personale: spesso si scambia la democrazia con l’anarchia.
In un partito, così come in un qualsiasi gruppo di persone organizzate, i membri non possono agire in contrasto con i principi del gruppo, parlando a nome di tutti portando avanti azioni contrarie alle decisioni degli organi democraticamente eletti. La democrazia vuole che a decidere cosa fare sia la maggioranza del gruppo, sempre mantenendo il diritto per la minoranza di esprimere le proprie posizioni e portarle avanti attraverso il dibattito interno. La democrazia si esprime attraverso la rappresentanza, i voti ed i dibattiti. Questo non è mai mancato all’interno dei Verdi locali e nazionali, ve lo posso assicurare, e chi ha partecipato al dibattito interno sa benissimo come sono andate le cose.

Queste persone hanno molto probabilmente deciso di fare il passaggio verso il partito democratico, vedendo forse maggiore spazio per il proprio futuro e per idee che all’interno dei Verdi sono assolutamente minoritarie (all’ultimo congresso nazionale hanno ricevuto meno del 3% dei voti).

Al contrario di quanto scritto nei comunicati stampa, non nascerà una nuova componente ecologista, ma avverrà semplicemente un passaggio di partito di 6 persone. Del resto siamo tristemente abituati a queste cose, spesso per questioni di opportunità personali che calpestano la coerenza politica. Segue il comunicato.

COMUNICATO STAMPA

SE NE VANNO DAI VERDI? CI DISPIACE, FACCIAMO LORO I MIGLIORI AUGURI MA SIANO CORRETTI E LASCINO I POSTI CHE RICOPRONO

La decisione di alcuni amici di abbandonare il partito nel quale hanno militato è naturalmente per i Verdi della provincia di Forlì-Cesena fonte di rammarico ma non è accettabile che venga giustificata con motivazioni che non corrispondono alla realtà dei fatti.
Nessuno può credere che ciò avvenga per una asserita mancanza di democrazia interna : i Verdi hanno fatto poche settimane fa il proprio congresso regionale , preceduto da un consiglio federale provinciale ai quali coloro che se ne vanno hanno partecipato, intervenendo, chiedendo che si arrivasse ad una soluzione unitaria e infine votando in tal senso.
Inoltre proprio per sottoporre la propria azione politica alla verifica degli iscritti il gruppo dirigente dei Verdi della provincia di Forlì-Cesena si è dimesso con un anno di anticipo convocando un nuovo congresso per domenica 4 marzo, nel quale verrà posto in discussione quanto fin qui fatto.
Non risulta che azioni del genere, queste si profondamente democratiche, siano messe in atto da altri partiti, non conosciamo gruppi dirigenti che si siano dimessi per sottoporre il proprio operato all’esame di tutti gli iscritti.
Se davvero avevano cose da dire, questa assemblea, come la assemblea regionale dei gennaio erano le occasioni più propizie ed opportune.
Temiamo invece, che al di là della comprensibile solidarietà personale nei confronti di un amico a cui tutti loro devono molto, essi abbiano inteso contribuire e continuare in quella azione contro i Verdi messa in atto da talune altre forze politiche protagoniste di iniziative contro un partito loro alleato, a cui l’assessore provinciale si è prestato.
Non si capisce infatti perché essi continuino a portare come motivazione la così detta espulsione dell’assessore perché avrebbe fatto un piano rifiuti comprendente un inceneritore : ciò è falso, come è scritto con chiarezza esemplare nelle motivazioni del Giurì Nazionale dei Verdi che nel negargli l’iscrizione, ha rilevato che egli ha operato e collaborato ad azioni messe in atto contro il suo partito.
Proprio i dati risultanti dalla raccolta differenziata messa in atto a Forlimpopoli, se confrontati col piano rifiuti, dovrebbero indurre l’assessore provinciale alle dimissioni, vista la inconciliabilità fra le previsioni del suo piano e quanto sta emergendo e vista la conferma delle tesi sostenute dai Verdi e scritte a chiare lettere nel programma del centrosinistra.
I Verdi della provincia di Forlì-Cesena fanno a questi amici i migliori auguri chiedendo loro però una cosa sola : quella di abbandonare i posti ricoperti perché sono stati ottenuti grazie ai voti presi da un partito al quale essi non intendono più aderire.
Quei posti non sono un loro appannaggio né una loro propriètà, discendono dalla partecipazione di un partito alle elezioni e dalla fiducia che i cittadini gli hanno attribuito. Saranno ancora una volta le elezioni a stabilire se quel partito merita o no la fiducia accordata, non alcune persone autonominatesi interpreti della proposta più giusta.

Federazione provinciale dei Verdi di Forlì-Cesena
Forlì, 17 febbraio 2007

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