Trasformiamo i costi energetici in lavoro!

Questo è l’articolo che ho appena inviato per il prossimo numero di Comune Aperto, sul piano energetico ed ambientale del Comune di Forlì:

Trasformiamo i costi energetici in lavoro!

Alla fine dello scorso gennaio il Consiglio Comunale di Forlì ha votato l’adozione del piano energetico ed ambientale. Un documento molto corposo, che contiene le misure più importanti che la nostra amministrazione intende realizzare per diminuire gli sprechi energetici e l’impatto dell’uso dei combustibili fossili per ambiente e salute dei cittadini. Un documento che non contiene previsioni di nuovi impianti di produzione di energia.
Oggi il territorio comunale consuma circa 320’000 tonnellate di petrolio equivalente. Una spesa enorme sia dal punto di vista dell’economia locale, costretta ad importare dall’esterno le fonti di energia, sia dal punto di vista ambientale, dal momento che la produzione ha un suo fortissimo impatto in termini di emissioni di inquinanti.
La priorità di oggi è quella di ridurre i consumi, perché gli investimenti su questo settore sono quelli che danno ritorni economici più immediati.
Ridurre gli sprechi energetici è una priorità mondiale e locale allo stesso tempo, dal momento che ad ogni intervento si sostituiscono ai costi per le fonti fossili di energia, estratte altrove, costi inferiori sostenuti per la manutenzione e ristrutturazione degli edifici.
Così, banalmente, parte di quello che oggi spendiamo in gas potremmo investirlo in lavoro di persone che vivono sul territorio, incrementando l’economia locale e riducendo il nostro impatto ambientale allo stesso tempo. Questi investimenti, infatti, si trasformano direttamente in lavoro per gli installatori (elettricisti, muratori, idraulici) ed in minori spese per i proprietari degli edifici.
Per questo motivo da tempo, attraverso mozioni ed ordini del giorno, spingo affinché sul nostro territorio si diffonda la consapevolezza di questa possibilità di risparmio per l’amministrazione e per i cittadini, attraverso l’istituzione degli strumenti adeguati.
Uno per tutti, che ho citato più volte nei miei interventi in Consiglio Comunale, sono le ESCO, società che realizzano a proprie spese interventi di ristrutturazione degli edifici, pagandosi i costi attraverso il risparmio energetico realizzato. Se oggi per un edificio il Comune spende 100, dopo 5-6 anni dall’intervento di questa società l’amministrazione spenderà la metà o ancora meno, a seconda degli sprechi iniziali. I 5 anni di invarianza delle tariffe servono per coprire le spese e finanziare l’opera, mentre per quanto riguarda la dipendenza dal gas e le emissioni in ambiente si ottengono miglioramenti immediati.
Il piano energetico del Comune di Forlì è un buon piano, che segue alcune delle indicazioni che i Verdi propongono da tempo, attraverso azioni pratiche realizzabili in breve tempo: micro cogenerazione e teleriscaldamento, adeguamento alle normative europee per la riduzione dei consumi degli edifici, l’accordo di programma per la mobilità sostenibile, la bioarchitettura, gli acquisti verdi ed altro ancora.
Affinché queste indicazioni abbiano in tempi rapidi una applicazione pratica ho chiesto attraverso un ordine del giorno che sia discusso in commissione l’adeguamento al piano energetico dei nostri regolamenti comunali, a partire da quello edilizio. Lo stesso ordine del giorno chiedeva anche l’adesione del Comune di Forlì all’iniziativa internazionale sul risparmio energetico, promossa dalla trasmissione Caterpillar di Radio 2.
Il risparmio energetico non è positivo solo per la salute, aspetto che da solo dovrebbe essere sufficiente per giustificare i necessari investimenti, ma anche per l’economia locale: ogni euro risparmiato di GAS e petrolio è un euro che può trasformarsi in lavoro per i forlivesi.
Basta ripensare alle 320’000 tonnellate di petrolio equivalente consumato ogni anno nel nostro Comune per capire su quale fonte di energia e di rilancio dell’economia siamo seduti.

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