V-Day il giorno dopo

Ho firmato la proposta di legge di Grillo.
Passando dalla Piazza della Misura la scena era impressionante: in meno di mezza giornata erano state raccolte migliaia di firme, risultato che di solito anche su temi fondamentali impegna settimane.
Una raccolta di firme che, a differenza di quella per il referendum sulla legge elettorale per la quale gli appelli a reti quasi unificate erano quotidiani, non ha praticamente avuto spazio in televisione.
Un risultato che sicuramente deve far riflettere, e che non potrà non avere conseguenze nel nostro Paese.

24 risposte a “V-Day il giorno dopo”

  1. ieri ero a iglesias per motivi d famiglia e sono andato a firmare con un gruppo di familiari e non abbiamo potuto firmare perchè sostenevano che non essendo della provincia di iglesias non potevo firmare… mi è stato anche detto che poi non avrebbero avuto voglia di portare i fogli ad autenticare al mio paese……
    io ho cercato di spiegargli che non era necessario essere della provincia ma evidentemente in quel banchetto non erano preparati benissimo….
    mi dispiace di non aver firmato spero che 7 firme non facciano diferenza…

  2. Non credo proprio che le 7 firme facciano differenza, vedendo i risultati in giro per l’Italia.

    Il problema di firmare fuori città è che poi vanno richiesti i certificati elettorali dal comune di provenienza, e per poche firme spesso è un problema.

  3. Oggi ho comprato 5 quotidiani per vedere cosa la carta stampata ne pensasse il giorno dopo.
    Tutti i quotidiani, a livello nazionale, riportano la notizia del v-day ma il risalto che ne viene dato cambia a seconda dell’orientamento politico. Questo in un panorama che vede di solito la prima pagina dei vari quotidiani completamente omologata. La manifestazione ha colpito tutti ma alcuni vogliono minimizzare e fare in modo che si dimentichi subito. Altri, penso più onesti, hanno capito che si è aperta una discussione fra i cittadini e che questa porterà al cambiamento nel modo di pensare la politica. Della legge proposta il punto che più mi ha fatto pensare è il massimo dei due mandati per il parlamento. E’ vero che in questo modo possiamo perdere il contributo diretto di persone capaci. Ma la politica non dovrebbe essere un mestiere. La politica si dovrebbe fare per passione e a costo anche di qualche sacrificio personale. Chi è bravo potrà continuare a dare il suo contributo anche fuori dal parlamento e nel suo tempo libero. Del resto non facciamo questo anche noi che si scrive e si dibatte in questo blog?

  4. ma i risultati…….quante firme si sono raccolte????anch’io nn ho potuto firmare ma m hanno detto che posso farlo nel mio comune fino a dicembre….potreste spiegarmi bene come stanno le cose…….grazie ciao

  5. Mi riallaccio alla considerazione sui quotidiani, dicendo: è veramente una vergogna, che i “Direttori” di questi giornali si guardino allo specchio e ammirino la loro faccia falsa. Non dando risalto alla notizia, automaticamente si sono schierati con il padrone, come fanno i cagnolini! Avranno domani la faccia tosta di dire “il nostro è un giornale libero”???

  6. Io ho visto diversi quotidiani e tutti ne parlavano, magari in modo differente. Non vedo quindi tutto questo gran complotto.

    Anche il primo punto della proposta andrebbe studiato bene. Viene messo sullo stesso piano chi è stato condannato in primo grado e chi in maniera definitiva, chi è stato in carcere per reati legati alla mafia e chi è stato condannato per diffamazione a mezzo stampa.

    Io credo che la via più giusta sarebbe quella di riproporre il sistema dei comuni, che fa distinzione pur mantenendo una buona incompatibilità.

    Sulla politica che non può essere un mestiere sono un po’ combattuto. Da un lato il continuo ricambio forzato renderebbe più difficile l’incancrenirsi delle istituzioni, dall’altro la politica avrebbe bisogno di persone oneste d’esperienza che sappiano contrastare (e non assecondare) i grandi interessi.

    La politica dovrebbe scontrarsi con i Tronchetti Provera sulla gestione dei servizi di pubblica utilità. Lo vedete un neoeletto traballante discutere di milioni di euro con questi personaggi, fermo sulla propria posizione?

    A mio parere il difetto peggiore è sulla trasparenza e l’informazione. Tante democrazie funzionano pur avendo politici di professione con un ricambio forzato di posizioni come per i Sindaci, costretti a rapportarsi di più con i loro elettori grazie ad una migliore informazione.

  7. Per quanto riguarda i risultait se non sbaglio servivano 50’000 firme, ed i dati ufficiosi parlano di 450’000 raccolte alle 22 di ieri. Staremo a sentire i dati ufficiali, quando i moduli arriveranno al comitato nazionale.

  8. ciao Alessandro,
    sono felice che tu abbia firmato, hai poi avuto problemi a raggiungere il tavolo? io credo di no ;-)

    Ho avuto modo di seguire la giornata di Bologna in diretta su EcoTV (unica tv nel paese a dare copertura all’evento!) e credo di avere assistito ad uno spettacolo meraviglioso dovuto alla marea di gente presente in piazza.

    Ho letto un bel po’ di commenti al blog di grillo e l’impressione che ne ho ricavato è che oggi tutti siano un po’ più orgogliosi, o meglio, si vergognino un po’ meno di essere italiani.

    Secondo me la giornata di ieri non è importante tanto per le firme raccolte (che non guastano) ma per la coesione che ha creato tra la gente è quello che conta.

    Spero sia un inizio.

  9. Mi sono sforzato di vedere tutte le edizioni delle 12 – 14 dei principali telegiornali televisivi facendo attenzione ai servizi sul v-day.
    Sperando di non avere perso troppi neuroni in questa mia impresa invio un riassunto:
    TG1 – RAI1 ore 13.30: notizia sul v-day di 30 secondi. intervento di Bersani che dice che l’intervento porta a riflettere. Casini: quelli del V-day sono dei delinquenti.

    TG2 – RAI2 ore 13.00: neppure una parola

    TG3 – RAI3 ore 14.00 edizione regionale: neppure una parola
    TG3 – RAI3 ore 14.15 edizione nazionale: l’evento è stato riportato con commenti contro e pro. A mio parere un servizio equilibrato.

    TG4 – rete 4 ore 13.00: neppure una parola
    TG5 – canale 5 ore 13.00: neppure una parola
    Studio aperto – Italia 1 ore 12.30: servizio di folclore ma meglio di niente.

  10. EcoTV è la tv organizzata dai Verdi ;)

    Per quanto riguarda il futuro, spero si riesca a costruire qualcosa. Finché la spinta è contro l’attuale sistema, è più facile trovare coesione, sui temi specifici lo sarà un po’ meno.

    Staremo a vedere. SkyTG ne ha parlato abbastanza, in giornata, è tra i miei preferiti assieme al TG di La7.

  11. ci vorrebbe una autority che vigili sull’operato dei parlamentari + che mandarli via dopo 2 legislature. se uno è uno scalda poltrona si vede già con 5 anni di mandato. per gli altri punti sono d’accordo in linea di principio

  12. Sull’authority non sono d’accordo. I cittadini sono sovrani. Servirebbe più informazione ed il ripristino delle preferenze, con una rivista ai collegi. Questi oggi vengono utilizzati per affidare collegi sicuri ai candidati da eleggere. Io invece potrei voler votare un siciliano o un piemontese che mi piace.

  13. Ho firmato la proposta di legge perché penso che sia utile che arrivi in parlamento, nonostante le perplessità sui dettagli della proposta e lo sfondo dell’iniziativa, che ha messo tutti i politici e tutti i partiti sullo stesso piano. Non ho fatto l’autenticatore proprio perché non condividevo la proposta di grillo di distruggere tutti i partiti. A mio parere la politica va riformata e ripulita, non distrutta…

  14. io non ho firmato pur condividendo solo due punti dei tre proposti ovvero la scelta dei candidati da parte degli elettori e l’ineleggibilità di condannati in via definitiva. Il terzo punto quello sulla limitazione a due mandati dei nostri amministratori pubblici mi sembra puerile e inaccettabile in quanto, se non voglio che quel politico torni in parlamento non lo voto … sembra una risposta banale e riduttiva ma la sovranità è popolare e i nostri rappresentanti sono tali se noi elettori li votiamo.
    Per questo più che una iniziativa di proposta di legge (il dibattito parlamentare non consentirà l’adozione di una legge che tenga conto di quanto richiesto dai 300.000 che l’hanno sottoscritta) si sarebbe dovuto fare un referendum … le firme raccolte in un solo giorno sono li a dimostrare che c’erano le condizioni per dimostrare un po più di coraggio … queste cose le abbiamo dette in pochi nei vari meetup e siamo sempre stati accusati di disfattismo.
    Per quanto mi riguarda credo che si debba trarre una conclusione e cioè che se veramente esiste un potenziale politico non qualunquista e populista si debba e si possa veramente incominciare a parlare di liste veramente civiche in democrazia partecipativa …
    Saluti Claudio

  15. Io non sono fra i firmatari e sono contrario al populismo di Beppe Grillo. Non che alcune cose non siano condivisibili, per carità, la possibilità di scegliere il candidato è perfino necessaria. Sono anche d’accordo sulla necessità di ringiovanire il quadro politico. La questione delle “due legislature eppoi tutti a casa” mi ricorda la “quindicina” nelle case di tolleranza. Le prostitute ruotavano ogni 15 giorni, ma il Parlamento non è un casino.
    Mi preoccupa il metodo; qualsiasi cosa avesse proposto Grillo avrebbe comuqnue riempito le piazze.
    Oggi non è tanto importante cosa si dice, ma dove e come lo si dice. Il potere mediatico ci ha portato il berlusconismo con i candidati che dovevano essere telegenici e ha generato un partito del 33%
    dal nulla.
    Se le cose dette da Grillo, le avesse dette la Bindi sarebbero state pernacchie a iosa.
    Beppe Grillo sta spendendo un credito datogli dalla miopia di alcuni dirigenti RAI dell’epoca che epurarono il comico e dal fatto che la politica è autistica nei confronti dei cittadini.
    Alcune cose dette sono proprio banali in maniera imbarazzante:
    “i parlamentari sono nostri dipendenti”. Frase ad effetto che crea visibilio, ma che è sciocca. I Parlamentari sono (dovrebbero) essere rappresentativi dei cittadini. Punto. I partiti, poi, sono l’espressione più democratica di interessi culturali, economici, etico-religiosi.
    O meglio, dovrebbero essere, perchè certamente la frammentazione dei nostri gruppi politici sconcerta i cittadini che non riconoscono differenze fra UDEUR, CDU o DC, piuttosto che fra Rifondazione, Comunisti Italiani e i Mussiani.
    Altra sciocchezza, “la politica non deve essere un mestiere”. Anche questa frase ottiene facili sorrisi ed applausi, ma chiunque, ragionando, capisce bene che un ricco borghese avrebbe molte meno difficoltà a curare il suo hobby-partito, piuttosto che l’operaio alla catena di montaggio.
    Eppoi, ve l’immaginate Cavour e Quintino Sella occupati part-time in Parlamento?
    “Dal 8 settembre 1943 non è cambiato niente”: a parte che la maggioranza di chi applaude non sa nemmeno cosa sia successo l’otto settembre, da allora è cambiato tutto, ma proprio tutto.

    Attenzione, perchè il populismo di maniera facilmente divora tutto, magari ci regala Irene Pivetti alla Presidenza della Camera.

    Però ridurre il fenomeno Beppe Grillo a puro e semplice populismo sarebbe allo stesso modo sbagliato. La politica è malata, non c’è dubbio. Gli italiani non erano preparati al maggioritario e difficilmente riescono ad omologare il bipartitismo. Chi perde, diciamolo, non si sente rappresentato e la lotta politica è vissuta più come una aprtita di calcio che come un confronto di idee che – qualche volta – potrebbero anche coincidere.

    Il problema della politica è – a mio parere – il contrario di quello che denuncia Grillo. La politica non è onnivora, non lo sono i politici. Oggi, pensateci, le leve del potere non sono in Parlamento, ma nelle riunioni di Confindustria.
    Oppure, localmente, nei consigli d’amministrazione delle Cooperative o delle Partecipate.
    E troppo spesso la politica si riduce a contabilità, tanto che se il problema fossero solo il PIL o il debito pubblico, sarebbe più opportuno un concorso riservato a ragionieri, piuttosto che elezioni di rappresentanti.

    Il Paese non è un’azienda con i conti che devono tornare a tutti i costi, il Paese è più una famiglia, dove ci sono – si – i conti da far tornare, ma dove ci si ammala, ci si invecchia, si studia, si mangia.

    E allora i partiti non devono essere distrutti, come dice Grillo, ma devono essere ricostruiti. Ben venga, Alessandro non sarà d’accordo, il limite di sbarramento. Ben venga la possibilità di dare la preferenza. Solo questa cosa costringerebbe i partiti a rendere “presentabili” le liste.

    Beppe Grillo in questo momento è come il mago televisivo di turno; dice alla gente quello che la gente vuol sentirsi dire.
    Grillo non canta affatto fuori dal coro, oggi se si vuole dire una cosa coraggiosa, si dice che anche fra i politici ci sono quelli molto onesti e molto bravi.

    A me, francamente, ne bastava una di omelie domenicali.

  16. Io non sono contrario agli sbarramenti. Al contrario credo siano necessari.

    Però non andrebbero studiati sulla base di quali partiti scomodi si vogliono eliminare, ma alzati gradualmente per facilitare una aggregazione sana (non forzata).

  17. Grillo in passato ha detto corbellerie e non ha esitato ad ammetterlo, a me colpì le cose che diceva sui computer anni fa ma poi si è ricreduto. Credo che aggiusterà il tiro anche su alcune cose che va dicendo oggi. Alla fine poi Grillo è importante come catalizzatore, non è il santone, è solo la colla.
    Alcuni si stanno impuntando sul dettaglio delle 2 legislature e francamente non lo capisco, siccome quello non mi piace allora buttiamo tutto il resto. mah… mi pare proprio questa la radice della frammentazione.

  18. Una proposta di legge può essere modificata dal Parlamento, ma in questo caso sarà più difficile. 300’000 o più firme stanno a dire che la proposta va accettata così com’è.

    Sarebbe stato diverso se si fosse fatto un referendum, ma in quel caso servivano 500’000 firme ed una mobilitazione ancora maggiore. Forse non ci si aspettava tutto questo, a livello nazionale, neppure da parte degli organizzatori.

    Da quello che so hanno spedito anche pochi moduli per le firme, segno che i numeri preventivati erano diversi.

  19. Secondo ma il punto che avrebbe un impatto maggiore sulla democrazia italiana è proprio il tetto di 2 legislature.
    Basta valutare il contesto italiano: da quando è nata la Repubblica Andreotti ha governato grazie ad incredibili assistenzialismi e collusioni, poi è arrivato Berlusconi che, grazie al suo impero mediatico tutto teso ad abbassare il livello civile ed etico di una intera popolazione, ha facile gioco
    contro un centrosinistra che non offre alcunché oltre la gestione dei disastri altrui.

  20. Bei commenti. Davvero.
    concordo in toto con Pignax e con Giuliano sulla politica che si fa per passione.
    A Grillo va comunque riconosciuto un impegno decennale e non improvvisato sulle battaglie per la trasparenza, contro il potere ottuso e i poteri forti. Posso dirlo per esperienza diretta perchè quando, circa 15 anni, era famoso quasi esclusivamente come comico e non per il suo impegno civico, lo contattai per una brutta e pesante questione (non vi annoio sui particolari) rispetto alla quale non trovavo ascolto. Grillo non si tirò indietro (per lui ero un’anonima cittadina che poteva raccontare balle tutte sue..), approfondì con me la cosa e fu una “spalla” importante (la battaglia è poi stata stravinta .. ogni tanto ne va bene una!).
    S

  21. Salve (sono nuova a questo blog).
    condivido la vostra opinione (pignax ha messo nero su bianco quello che da un mese dico con tutti quelli con cui mi sono confrontata in questi giorni).

    Sono passati 20 giorni circa dal V-Day e vorrei aggiungere solo una cosa: perchè Grillo è dovuto arrivare a toni così “bassi”, offendendo persone ed idee? La sua posizione di “denuncia” di ciò che non è giusto la condivido, la sua capacità di coinvolgere gli italiani sulle idee è invidiabile, ma poi per costruire cosa se si finisce nella battutina facile, che innalza gli ascolti, intensifica gli applausi, ma non costruisce assolutamente nulla.

    Viaggio in autobus, ed in questi giorni ho sentito dire di tutto sulle proposte di Grillo: tutti appoggiano Grillo, ma pochissimi hanno ben chiare le sue proposte (una persona ha chiesto ad un’altra se era andata a firmare per il partito di Grillo!).
    A cosa porta allora tutta questa mobilitazione?

    Scusate l’intrusione
    Maria

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