Zeus News – La bufala del biodiesel

Zeus News – La bufala del biodiesel

Il carburante estratto dalla colza sembra inquinare di più di quello tradizionale. Interessi forti sostengono una bufala affascinante e pericolosa. Tra le vittime dell’allucinazione collettiva chiamata biodiesel non ci sarebbero solo i creduloni che travasano nel serbatoio della propria auto l’olio di colza comprato alla Lidl, ma probabilmente tutti i cittadini del globo.

È il risultato di uno studio di una società di consulenza internazionale, che ha valutato l’impatto totale del biocarburante derivato dalla colza, dalla coltivazione alla combustione, mostrando che, tutto sommato, è meglio usare il buon vecchio petrolio.

7 risposte a “Zeus News – La bufala del biodiesel”

  1. Anche io convengo in questo … sono sempre rimasto piuttosto freddino a questa idea.

    Penso che il problema principale sia cercare di autoprodursi l’energia necessaria per gli spostamenti. A partire da quella muscolare (gambe e bicicletta al più).

    Un amico che ha installato i pannelli solari per produrre enrgia adesso si trova con degli esuberi che immette in rete e non autoconsuma e stava pensando di tornare al boiler elettrico … gli ho suggerito lo scooter elettrico (in luogo di quello a scoppio che ha) anche perchè per l’auto mi ha subito stoppato dicendomi che ha girato diverse concessionarie ma alle sue richieste chi ci lavorava pareva parlare con un astronauta che gli chiedeva una navicella spaziale ….

    Purtroppo però noi umani quando sentiamo il suffisso “bio” perdiamo le capacità critiche e smettiamo di pensare a cosa ci sia dietro … grazie per questa segnalazione!!!

    Saluti radiosi

  2. Purtroppo è così, la coltivazione INTENSIVA per produrre il biodiesel consuma una quantità di energia pari quasi a quella ottenuta dalla combustione del biodiesel stesso, perciò un gioco a somma energetica pari a zero, crea comunque inquinamento e depaupera le risorse naturali (petrolio in primis). Non sembra pensarla così bush, che sta lanciando una campagna molto aggressiva in america latina per rendere ad esempio il brasile il nuovo “giacimento” di combustibile per le energivore auto USA. Quà siamo alla follia, per fare marciare le auto americane si rovina un popolo, deforestando e inquinando, coltivando sorgo, colza, canna da zucchero, non per l’alimentazione umana ma per mandare delle macchine. Siamo alla follia. Il biodiesel dovrebbe essere estratto SOLO dagli scarti di lavorazione dell’industria agroalimentare, materiale comunque gettato via, che permetterebbe di coprire meno dell’1% della domanda mondiale. NON è una strategia per evitare la dipendenza dal petrolio, o meglio, lo è eccome, se non consideriamo lo sfruttamento intensivo degli altri paesi produttori. Questa gente va fermata!

  3. Oltre al fatto che la produzione di piantagioni atte alla trasformazione per il biodiesel ha ripercussioni su le colture per produzioni alimentare come ad esempio sta succedendo negli usa con il mais che viene destinato all’etanolo combustibile… alterando i prezzi e aggravando alcune economie deboli
    Serve preparazione cultura sagacia lungimiranza per poter asumersi la responsabilità di scegliere il futuro dei popoli un esempio inquietante

  4. Alcune precisazioni, secondo me importanti.
    Allora per ricavare olio di colza, ci vuole la piantagione di colza.
    L’olio però viene ricavato dai soli semi ed il resto della pianta si butta via.
    Chiaramente la resa litriolio/ettaro è molto bassa. Ciò comporta inevitabilmente elevati costi sia energetici sia economici.
    In Inghilterra, già da tempo sono in corso prove industriali per verificare la possibilità di usare anche il resto della pianta quale combustibile in impianti a biomasse dedicati, al fine di rendere più compatibile ( sia da un punto di vista energetico che economico) tale tipo di carburante.
    Passando al bioetanolo si sa che per ottenerlo, è necessario partire dallo zucchero (barbabietole, canna da zucchero)oppure dall’amido (granella di mais) ma anche in questo caso i rendimenti, sono bassini perchè la quantità di carburante ottenibile / ettaro coltivato è molto bassa.
    Da diversi anni, si sta studiando una terza via:
    si sa che il legno e le colture ligneocellulosiche (miscanto, paglie e stocchi, sorgo, canapa) hanno altissimi rendimenti di biomassa per ettaro e sono composti da cellulosa, emicellulosa ed una piccola (15/20%) di lignina.
    La cellulosa e l’emicellulosa, altro non sono che zuccheri legati insieme fra di loro (polisaccaridi).
    Ebbene con l’aiuto di tecniche di tipo chimico fisico e con l’aiuto di appositi enzimi, si possono separare, e far fermentare al fine di ottenere bioetanolo.
    I rendimenti possono arrivare sino a 10.000 litri di bioetanolo per ettaro, inoltre gli scarti (biomaasa residuale)possono essere impiegati per produrre ulteriore energia.
    Al mondo ci sono già diversi impianti (appena partiti) su scala industriale ( Giappone, Canada, USA, Spagna).
    E’ importante non arrendersi e seguire l’evolversi di queste nuove tecnologie, il fotovoltaico da solo non c’è la può fare a sostituire tutto.
    Un saluto

  5. Non so se il Biocarburante andra mai avanti. Mi auguro di si non fosse altro per aumentare il reddito dei produttori di cereali che hanno visto in 30 anni dimezzarsi il prezzo dei loro prodotti. (nel 1980 un q.le di grano duro costava 55 mila lire, oggi 15 Euro, praticamente la meta!!!!!)

  6. Lei ha ragione sul reddito dei produttori di cereali, ma la soluzione non è il biocarburante. Chi produce biocarburante ha tutto l’interesse nell’abbassare ulteriormente il reddito dei produttori della materia prima, eventualmente importandolo dall’estero. Solo con una produzione agricola che torni locale e di qualità avremo il doppio risultato di ridurre la nostra dipendenza energetica ed ottenere un miglioramento delle condizioni di lavoro nelle aziende agrocole.

  7. Proposta di legge per eliminare i certificati verdi dalle produzioni energetiche da biomassa importata DALL’ESTERO.
    Proposta di legge per raddoppiare l’accisa sui biocarburanti ottenuti con biomasse o oli importati dall’estero.
    MA SUBITO!!
    i GROSSI SI STANNO GIà MUOVENDO IN QUESTO SENSO.
    sTANNO DISBOSCANDO (ALL’ESTERO) LE FORESTE PER PIANTARE COLTURE ENERGETICHE
    SI MUOVA SUBITO ANCHE LA COMUNITA’ EUROPEA.
    un saluto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *