Noi siamo ciò che guardiamo

“Marcello Dell’Utri è una bravissima persona, onesta e di profonda cultura, non credo che sia mafioso” (Licio Gelli, durante la presentazione del programma televisivo ‘Venerabile Italia’).

Fonte: Repubblica

Dare alle scuole private denaro pubblico

Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli, ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali.

C’è una certa resistenza: in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora il partito dominante segue un’altra strada: comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, a impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. E allora
tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare in queste scuole, perché in fondo sono migliori, si dice, di quelle di Stato. E magari si danno dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli, invece che alle scuole pubbliche, alle scuole private. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata.

Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in questo modo: rovinare le scuole di Stato, lasciare che vadano in malora, impoverire i loro bilanci, ignorare i loro bisogni, attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private, non controllarne la serietà, lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare, e dare alle scuole private denaro pubblico.

Discorso pronunciato da Piero Calamandrei all III Congresso dell’associazione a difesa della scuola nazionale, Roma 11 Febbraio 1950.

fonte: Espresso

La strumentalizzazione delle assenze

La strumentalizzazione delle proteste ha oltrepassato il limite della decenza. Oggi non solo si mettono cappelli sopra le legittime proteste di studenti, insegnanti e genitori contro la riforma Gelmini, ma qualcuno cerca di attribuirsi persino il consenso di chi sta a casa e non protesta.
Minutillo, segretario locale de La Destra vice commissario di Forza Italia Giovani, ricopia lo strumento utilizzato da Berlusconi per screditare il movimento, ed afferma pubblicamente che ci sono tanti studenti che la pensano come lui ma non si espongono per paura.
In Politica contano i numeri veri, quindi invece di arrampicarsi sugli specchi si faccia promotore di iniziative a sostegno della Gelmini e si faccia contare, nessuno verrà a minacciare chi scende in piazza e ci mette la propria faccia.
Smettiamola però di strumentalizzare le assenze, altrimenti di questo passo finiremo per dire che la maggioranza dei cittadini italiani è contraria alla liberazione semplicemente perché non scende in piazza tutti gli anni il 25 Aprile per festeggiarla.

Aggiornamento: corretto il riferimento grazie alla segnalazione di Francesco Minutillo.