Alla Fiera SapEur un incontro pubblico sui Gruppi di Acquisto Solidale

In occasione della manifestazione SAPEUR presso la fiera di Forlì, Domenica 20 gennaio ore 11.00 – presso lo Stand 229 Pad. G si svolgerà un incontro dal titolo “I gruppi di acquisto solidale locali: un modo diverso di fare la spesa”.

Qualche informazione sulla fiera:

SapEur, giunta alla sua 5a edizione va a posizionarsi sul mercato italiano in modo significativo, diventando un appuntamento importante, con oltre 30.000 visitatori, di cui oltre 3000 operatori, e più di 200 espositori, con una notevole risonanza su stampa, tv e radio nazionali. SapEur anche in questa nuova edizione va a consolidare gli straordinari risultati dei precedenti anni affermandosi come un importante palcoscenico dove poter rappresentare la qualità delle produzioni artigianali ed il mondo dell’enogastronomia tipica, con un sempre maggiore successo che ha fatto in modo di far conoscere al grande pubblico la preziosità dei sapori e delle tradizioni locali italiane.

OBIETTIVI STRATEGICI
>> far conoscere al maggior numero di operatori del settore alimentare e di pubblico interessato i prodotti delle migliori aziende nazionali ed estere, per diffondere una cultura dell’alimentazione che metta al centro dell’attenzione la genuinità, la bontà e la tradizione.
>> favorire il miglioramento della competitività dell’intero sistema agro-alimentare puntando sulla qualità dei prodotti, sulla sicurezza dei processi produttivi e sulla tutela dell’ambiente e della salute.

L’ESPOSIZIONE
>> totalmente commerciale si rivolge solamente alle produzioni artigianali di piccola distribuzione e soprattutto alle diversità da preservare e da portare in attenzione come patrimonio.
>> sarà un’opportunità per l’industria alimentare di consolidare il proprio mercato di qualità e di poter ritornare agli antichi sapori attraverso l’acquisto consapevole di prodotti genuini.

SARANNO PRESENTI
>> Milano Whisky Festival
>> Il tagliere delle paste dimenticate
>> Esposizione di vini e oli da tutta italia
>> Tutti i tipi di pane artigianale
>> Artigianato tipico
>> Formaggi e salumi dalla valle d’aosta alla sicilia
>> Editoria specializzata

NOVITA’ 2008
padiglione riservato alla PICCOLA FIERA DEL CAFFE’ TIPICO

APERTURA AL PUBBLICO
dalle ore 10.00 alle 21.00

COSTO INGRESSO
>> biglietto intero 3 euro
>> biglietto ridotto* 1 euro
*riduzione valida solo se compilato il coupon

10 risposte a “Alla Fiera SapEur un incontro pubblico sui Gruppi di Acquisto Solidale”

  1. Forse sarò controcorrente.

    Mi occupo di GAS da qualche annetto.
    Posso solo commentare di non essere daccordo in termini di principio con queste fiere o expo, tra l’altro finanziate con soldi pubblici.

    Molto meglio finanziare i gruppi di acquisto solidale sparsi sul territorio, andrebbero incentivati loro, non i prodotti, d’altronde fanno risparmiare su trasporti e inquinamento, aiutano i produttori locali, veicolano una cultura di solidarietà e di autoproduzione dei beni, allenano al concetto di decrescita… invece che si fa ?

    Si spendono soldi in mega-fiere che rappresentano non molto di più di una ghiotta occasione per fare pubblicità alle aziende del settore agroalimentare.

    Ai veri gasisti non interessa più di tanto una vetrina nazionale biologica per favorire la crescita del PIL, serve una politica più capillare di aiuto alla valorizzazione del territorio.

    Non è poi molto diversa dalla fiera del libro o del bricolage, va contro la centralità dei prodotti locali, insomma, non è una roba che dovrebbe a mio parere eccitare più di tanto i gruppi di acquisto solidale.

  2. Non sono mai stato al SapEur, quindi forse non ho capito bene. Però questa fiera non è nazionale, è un punto d’incontro delle aziende locali.

    Non è finanziata dagli enti locali, sono finanziati solo un paio di incontri.

    Quei soldi, anche se destinati direttamente ai GAS, forse non produrrebbero la stessa pubblicità e la stessa ricaduta dell’incontro pubblico.

    Detto questo i GAS andrebbero incentivati, anche dai produttori locali di biologico. Se si mettessero d’accordo per affittare un magazzino dove vendere direttamente attraverso i gas, la loro diffusione sul territorio aumenterebbe, così come la filiera corta ed il guadagno per i produttori locali, ed un risparmio per i cittadini (odio la parola consumatori).

  3. Non so bene cosa ci sia dietro a Sapeur e forse se non mi avessero invitata non sarei andata (anche perchè dalla loro campagna promozianle non si capisce bene di cosa si tratti).
    Però ci hanno (a tutti i Gas della romagna) offerto l’opportunità di farci conoscere, in particolare grazie all’impegno dell’Osservatorio Agroambientale di Cesena e al loro progetto “a tutto gas”.
    Diremo le nostre idee, e forse non tutte saranno coerenti con la fiera nel suo complesso.
    Magari intercetteremo qualcuno che cercava in Sapeur proprio quello che i GAS rappresentano.
    Chi lo può sapere!

    Maria Stella
    GASGAS Forlì

    PS
    Per PAOLO MARANI: in che senso ti occupi “di GAS da qualche annetto”.

  4. volevo solo rispondere per una giusta informazione
    e per delle corrette informazioni
    che la fiera sapeur non prende soldi pubblici per essere organizata, …magari!! chi è sicuro del contrario mi dia notizie più sicure e non parole.Nicoletta Naldini
    direzione organizzativa Sapeur 2008

  5. Ciao Nicoletta. Non credo tu ti riferisca a me, io ho solo scritto che ci sono enti che organizzano un paio di incontri, e se non ho capito male fanno da sponsor.

    L’ho immaginato da questa comunicazione:
    nell’ambito delle attività di educazione alimentare e orientamento ai consumi, la Provincia di Forlì-Cesena, la CENTRALE Sperimentazioni e Servizi Agro-Ambientale, l’Associazione Fattorie Didattiche di Forlì-Cesena, il GAL L’Altra Romagna e l’A.R.V.A.R. Associazione Razze e Varietà Autoctone Romagnole, propongono “I Sapori del Territorio”: incontri, animazioni e degustazioni, laboratori di cucina, punto info “Frutta Snack”

    Non mi pare nulla di strano che un ente come la Provincia metta qualcosa per organizzare un incontro su un tema importante. La fiera è autonoma e non ha finanziamenti pubblici, come dici tu, anche se i deficit della Fiera vengono solitamente coperti con capitale prevalentemente pubblico.

    Se gli enti che partecipano non contribuiscono economicamente, ma solo con la propria presenza, allora mi scuso, ho capito male: non ci sarebbe comunque nulla di scandaloso.

    Come dici tu, magari invece di spendere soldi in fiere che promuovono prodotti cinesi le nostre strutture investissero in filiera corta e prodotti locali!

  6. Ciao alessandro, si non mi riferivo a te è evidente, penso che il territorio debba essere coinvolto a 360 gradi ,in tutto, non dobbiamo rinmanere circoscritti in piccoli gruppi dove dire cose interessantissime ma uscire e fare incontri nella pubblica piazza l’informazione è di tutti,

  7. una ultima cosa per tutti notare quando le fiere sono organizzate dall’ente fiera e non da organizzazioni private, le quali pagano profumatamente i regolari affitti alla fiera.

  8. Riguardo alla sagra agroalimentare sapeur, non essendoci mai stato, ho voluto toccare con mano ed andarci di persona.

    Il mio iniziale scetticismo era evidente dal mio primo commento, devo tuttavia in parte ricredermi e riconoscere come l’iniziativa si sia risolta in un buon successo sia organizzativo che culturale.

    Ho conosciuto alcune ragazze dell’osservatorio Agro-Ambientale che hanno organizzato l’incontro fra i vari gruppi Gas Locali (fra i quali anche il Gas Malatesta a cui appartengo). Ci sono persone, come Annalisa, che sicuramente credono molto in quello che fanno e si impegnano con tenacia per raggiungere dei buoni risultati.

    Più che una promozione verso il grande pubblico della fiera, lo stand dei Gas è stato un utile punto di incontro per condividere le esperienze maturate dai gasisti. Si è stabilito che in futuro verranno fatti altri incontri fra i vari gruppi sparsi sul territorio, allo scopo di coltivare e incentivare una sorta di confederazione dei gruppi gas locali animata da interessi comuni.

    Tutto questo a dimostrazione del fatto che non servono poi in realtà tanti finanziamenti per promuovere la cultura dei gas, essa si basa e si regge benissimo sul volontariato attivo, i fondi sarebbero spesi in modo più efficiente se fossero rivolti trasversalmente alle varie realtà già operanti sul territorio.

    Una mia personale idea è quella di premere sulle amministrazioni comunali per dotare ogni città di un luogo apposito, in comodato d’uso, adibito a punto di ritiro per tutti i gruppi gas che ne facciano richiesta. Alessandro, credi che ci sia una qualche possibilità in tal senso ? Che ne pensi ?

  9. Sarebbe possibile se ce ne fosse la volontà. Credo, però, che in questo momento questi temi siano out.

    Una delle proposte per il rilancio del centro storico era l’uso di piazza delle erbe come punto di vendita diretto dei coltivatori, a favore della filiera corta. Basterebbe questo per rendere settimanali le vendite dirette di biologico locale. Poi si potrebbe sfruttare un magazzino o uno spazio per il ritiro.
    Ma poi cosa succederebbe alla media/grande distribuzione?

    Non credo che ci sia questo spazio, ma si può cercare di lavorare per ottenerlo.

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