Bertaccini (Sgabanaza) e Nuova Romagna ora siedono in giunta.

Ieri Bertaccini, in arte Sgabanaza, si è seduto nei banchi della Giunta Comunale.
Il Sindaco ha dato la comunicazione richiamando la coerenza, la lealtà e la responsabilità del comico/bancario, che dal 2006 vota per le delibere proposte da quello che era, in campagna elettorale, l’alternativa da battere. O Forse no.
Io ho replicato alle allusioni non troppo velate che il Sindaco ha fatto ai Verdi dicendo che non è leale e responsabile, di fronte ai cittadini, proporre un programma alternativo e nel corso della stessa legislatura stracciarlo in toto per aderire al programma contro il quale ci si candidava.
Così come non è leale cambiarlo secondo convenienze: far diventare la priorità della raccolta differenziata una non priorità, tradurre l’obiettivo “meno auto in circolazione” in “più auto in centro”, far diventare una dimensione definitiva dell’iper una cifra da raddoppiare.

Il problema, però, non è tanto che Bertaccini abbia aderito al programma del Sindaco. Se lo avesse fatto, perseguirebbe gli stessi obiettivi che si prefiggevano i Verdi. La cosa grave è che Bertaccini in questi anni ha condiviso alcuni passaggi della maggioranza, ma non tutti: sul piano del traffico, sui rifiuti, sul centro storico e su altre questioni importanti non condivideva i passaggi della maggioranza. Oggi non ha cambiato idea, ed ha ragione Tavoletti (Udeur) quando afferma che l’asse della Giunta si è inevitabilmente spostato al centro.

Lo dimostra anche il diretto interessato, in una intervista al Resto del Carlino, quando dice:

La presenza della mia lista civica, Nuova Romagna, era indirizzata a far pesare maggiormente il centro moderato d’ispirazione cristiana rispetto all’ala sinistra.

Ed è ancora più grave che questo obiettivo, per sua stessa ammissione, fosse già ben in mente al comico forlivese fin dalla campagna elettorale, quando nelle piazze diceva invece di rappresentare l’alternativa.

Nel 2004 raccolse 3000 voti, ma sono voti raccolti contro il sindaco, che certo ora la Giunta non può attribuirsi per le prossime elezioni, quando spero che la sua esperienza nella politica successiva alla fase nella Democrazia Cristiana, breve e contradittoria, abbia finalmente un termine.

Riporto uno stralcio dell’articolo del Resto del Carlino:

Non lo imbarazza passare da candidato alternativo alla Masini (nel 2004 raccolse 3.121. voti, il 4.49%) a collaboratore del sindaco? «E’ il completamento di un percorso coerente — assicura — che avevo ipotizzato già in campagna elettorale. (…) Mi sono sempre dichiarato disponibile a dare il mio contributo e l’ho già fatto dal 2006 votando il bilancio con un giudizio positivo sull’operato della giunta». Ma il passo era già nell’aria dopo il riavvicinamento dell’ex dc (Bertaccini in passato è già stato consigliere comunale per lo scudocrociato) ai candidati dell’Unione ai tempi delle elezioni regionali e nazionali. Ora Sgabanaza guarda con simpatia al Pd: «Ho sentito il discorso di Veltroni a Spello. Mi sembravano parole di Moro o Zaccagnini, non c’era nulla di comunista…».

Quotidiano Net – Forli

5 risposte a “Bertaccini (Sgabanaza) e Nuova Romagna ora siedono in giunta.”

  1. non è il trasformismo di sgabanaza, nuovo assessore alle varie ed eventuali a preoccupare, abbiamo esempi storici di questo malcostume, quanto piuttosto l’entusiasmo con cui è stato accettato dai suoi nuovi compagni di strada che imprecano contro mastella e dini e si complimentano con il loro seguace forlivese.
    la giunta ha cambiato segno, la maggioranza ora è indiscutibilmente più moderata, l’abbandono del programma sotto gli occhi di tutti.
    qualcuno afferma che la amministrazione prosegue a gonfie vele.
    vorremmo che ci spiegassero verso dove
    sauro

  2. Quoto Sauro Turroni, d’altra parte il comportamento di Bertaccini è stato sorprendente come un rigore dato alla Juve o all’Inter.

    Quello che sorprende, invece, è una certa sinistra – quella oggi rappresentata da Bertinotti alle politiche – che continua a condividere il percorso di questa giunta a prescindere dalle scelte adottate.

    E soprattutto, a prescindere dalle promesse fatte all’elettorato.

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