Bertinotti critica il paradigma della crescita di Veltroni

Ieri sono stato al Consiglio Federale Nazionale dei Verdi, al quale è intervenuto per un saluto anche Bertinotti.
Due cose:
1) C’erano tutte le televisioni, da Sky alla Rai, ma nessuna ha trasmesso un secondo, che io sappia. L’accordo dei media per ignorare le alternative al duo Veltrusconi mi pare ormai evidente.
2) Finalmente un candidato premier che critica il paradigma della crescita senza se e senza “ma anche” ed il PIL come unico indicatore della qualità della vita. Finalmente un candidato premier che si sia fermato a riflettere del fatto che la Cina, a crescita >8%, non sia proprio un modello auspicabile per il futuro del nostro Paese.

Aggiornamento: qui trovate i video dell’intervento.

10 risposte a “Bertinotti critica il paradigma della crescita di Veltroni”

  1. Ho l’impressione che le elezioni di aprile siano state confezionate a tavolino, o il PDL o il PD.
    PDl:perchè Berlusconi possiede i mezzi d’informazione e finanziarie. PD: perchè dopo la grande martona dei congresi per l’unione dei DS e Margherita non può rimanere nell’angolino, hanno speso tanto tempo e danaro per costruire l’unico partito. A proposito temo che tutti i vari congressi abbiano tolto tempo ai parlamentari del PD di dedicarlo alle politiche del paese. Inoltre la ciliegina sulla torta accordo con Di PIetro (15 parlamentari e 5 milioni per la campagna elettorale). Vorrei che i grillini avessero il necessario senso critico per capire che si stanno infognando in una politica che loro stessi hanno criticato,e che riflettessero su come i partiti della sinistra arcobaleno fossero più puliti di qualche altro. In bocca a lupo Sinistra Arcobaleno la strada è ripida in mezzo a questi due macigni mediatici.

  2. Bertinotti: “tra l’operaio della Thyssen e l’imprenditore, uno è di troppo”.

    fino a ieri ero per dare il voto all’arcobaleno, ma dopo queste parole di Bertinotti voterò Pd.

    un imprenditore di sinistra

  3. @MB: anche io sono un imprenditore di sinistra. Il discorso di Bertinotti, che puoi ascoltare su Radio Radicale su internet in maniera completa, era chiaro. La Sinistra Arcobaleno non è contro gli imprenditori, ma sta dalla parte dei diritti dei lavoratori perché la loro vita è più importante del denaro.

    Questo non significa far fallire le imprese, ma dare il giusto valore al lavoro. Per questo Bertinotti dice che una posizione bisogna prenderla, su argomenti come il rinnovo dei contratti. Che può essere diversa da quella dei sindacati, ma non può essere ambivalente.

    La politica è fatta di scelte, Veltroni non ne sta indicando una.

  4. Il discorso di Bertinotti sarà stato articolato nel senso che riporti tu, non dubito, ma davanti ai giornalisti è stato netto: o l’imprenditore o l’operaio.

    Anch’io sono un lavoratore e vorrei vedere tutelato il mio lavoro, anche se faccio l’imprenditore e non l’operaio.

    La politica, come scrivi tu, è fatta di scelte: tra la scelta di contrapporre “imprenditore” e “operaio” e la scelta di una conciliazione delle parti in nome degli interessi collettivi, scelgo la seconda.

  5. La conciliazione tra le parti c’è sempre, la scelta sta nel dove metti il punto di mediazione.

    Oggi, non puoi negarlo, i ragazzi che si avvicinano al mondo del lavoro non vedono nemmeno l’ombra di una stabilità.

    Non c’è azienda senza lavoratori e non ci sono lavoratori senza aziende. E’ chiaro che bisogna fare scelte di mediazione.
    Il problema è che il PD non dice quale sia il suo punto di vista, anche se è sottointeso che si tratta di quello di Montezemolo (che non è proprio di Sinistra).

    Quindi se sei un imprenditore di sinistra voterai un partito di sinistra, altrimenti sceglierai se votare tra PDL e PD, che di diverso hanno solo una lettera nella sigla.

  6. No, guarda, quella del Pd uguale Pdl o quella del Pd uguale Montezemolo sono poco più che qualunquismo e pregiudizio.
    Chi cerca di accreditare questa visione non fa altro che innervosire gli elettori dotati di buon senso, i quali sanno distinguere tra Berlusconi Veltroni e vedono nel tentativo di Giordano e soci di accomunarli solo un becero espediente elettorale.

    L’instabilità del mondo del lavoro riguarda sia gli operai che gli imprenditori. E forse l’instabilità e il rischio è maggiore per quei ragazzi che decidono di buttarsi nell’imprenditoria.

    Quando sento Fassino e Veltroni proporre il salario minimo mensile per i precari attraverso la riduzione della spesa pubblica e il sostegno alle aziende, sento un discorso di sinistra. Quando sento Giordano proporre il salario minimo mensile a spese degli imprenditori, sento solo un troglodita che recita a memoria un copione vecchio e irrealista.

    Quando sento Fassino e Veltroni proporre di affiancare alla legge 30 la riforma degli ammortizzatori sociali, sento un discorso di sinistra. Quando sento Bertinotti e Giordano proporre l’abolizione tout court della legge 30, sento un discorso irrealistico di marca conservatrice.

    E siccome sono di sinistra, voto chi fa proposte di sinistra e non invece chi fa proposte irrealistiche di marca conservatrice.

    Saluti e auguri di buona fortuna.

  7. Cara Dana,
    probabilmente non conosci il movimento dei “grillini” altrimenti sapresti che si tratta di un popolo variegato e che quindi non ha la stessa opinione su tutto. E’ composto da gruppi sparsi in varie città d’Italia, di cui la maggior parte non ama sentirsi definire un’appendice di Grillo e reclama una sua autonomia di pensiero e spesso anche di azione.
    Tra mille difficoltà, stanno cercando di attivare una rete in tutta Italia per portare avanti battaglie condivise.
    Ne cito alcune: contro la privatizzazione dell’acqua, contro gli inceneritori; campagna a favore dei magistrati Forleo e De Magistris, sulla raccolta differenziata, sulla decrescita felice, sulle energie rinnovabili, sulla partecipazione popolare, sull’informazione.
    L’aspetto positivo risulta senz’altro la scoperta di poter lavorare, per il bene comune, assieme a persone di idee anche diverse, nel rispetto dell’altro, cercando di bandire l’intolleranza.
    Riguardo a Di Pietro, non penso che ci sia un’identica visione per tutti gli estimatori di Beppe perché quando Di Pietro, nel suo blog, dichiara che in Irak ci siamo andati per difendere i pozzi di petrolio dell’Eni, che lui è contro la legge per limitare le intercettazioni, che difende l’operato della Forleo e De Magistris, che Berlusconi non deve più occupare abusivamente le frequenze di Europa 7 con la sua Rete 4 è in linea con il pensiero di Grillo ma quando parla della TAV, del MOSE, di rigassificatori e di altre grandi opere beh, direi proprio che è in netto contrasto.
    Spero di averti dato un po’ di fiducia nei tanto vituperati grillini e un briciolo di speranza in più per il nostro futuro. Ciao, Sofia.

  8. caro Alessandro, ho visto il servizio del tg2 delle 13 dove si parlava proprio di Bertinotti al Consiglio federale dei Verdi.

    Mi piacerebbe invece che le decisioni del consiglio federale fossero più visibili sul sito dei Verdi.

    A presto :)

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