Bertinotti è favorevole ad un governo provvisorio

Bertinotti e Casini pare siano dello stesso parere: data la situazione attuale meglio un Governo di larghe intese – cioè con l’appoggio di almeno una parte del centro-destra in Parlamento – per riscrivere la legge elettorale prima di andare nuovamente alle urne.

I programmi elettorali e gli accordi politici vengono dopo le proprie percentuali, ovviamente.

6 risposte a “Bertinotti è favorevole ad un governo provvisorio”

  1. più che a Cuffaro, Casini è stato come morso da una tarantola quando gli hanno ricordato (velatamente, senza mai citarli) i suoi interessi personali, essendo il genero di Caltagirone.

    Detto questo, la situazione è talmente critica che non c’è un “preferisco” sullo scenario risolutivo.
    La legge elettorale attuale fa schifo.
    Quelle prospettate sono migliori, ma in generale perchè proiettate nel contesto italiano fanno schifo anch’esse.

    Il contesto italiano.
    E’ incredibile come a concorrere, nel bene e nel male, siano sempre gli stessi attori da un ventennio.
    Si sta già parlando di una (ri)collocazione per Mastella mentre non si riesce ad uscire da Berlusconi leader del centro-destra.
    Ecco, la speranza per il centro-sinistra è e rimane Berlusconi, la sua candidatura.
    Se non ci fosse, i voti a destra raddoppierebbero.

    Infine, bisogna uscire dalla logica “destra/sinistra”. Valori come la sicurezza, la legalità, la salute, l’ambiente, non possono essere catalogati da una parte o dall’altra.

    I Verdi con la loro forte connotazione ambientalista dovrebbero cercare alleati dove coabitano i valori condivisi.
    Non necessariamente nell’angolino della sinistra dove il panorama politico attuale nasconde la polvere e le cose da buttare.

  2. L’ho sempre pensato che per la sopravvivenza (politica) c’è chi è disposto a salire in un’arca biblica (con al timone un Noè, prode e matusalemme) per traghettare verso una salvezza elettorale due etnie in via di estinzione(i fedeli alla croce – rossa su campo bianco – e i braccianti della falce in pugno … residui elettorali di una prima era repubblicana).
    Sull’arca si accoppieranno (anche se temporaneamente e brevemente) contronatura e con l’opportunistico obiettivo di traghettarsi verso una salvezza elettorale per garantire alle loro progenie un’eternità partitica diversamente improbabile!!!
    Dimentichi (smarì ad cantarnò) come sono che la sovranità appartiene al popolo e non ai lavandai di turno (leggi Tinozza … ops … Mastella) e il potere è di tutti e non di pochi “eletti”!!!

  3. vorrei aggiungere una considerazione al discorso “contesto italiano” fatto da pignax, con cui concordo.
    quanto vale in italia il voto di scambio? cioè quel sistema (non solo quello tra mafie e politica) per cui si dal il voto a quel politico nell’aspettativa di ricevere da lui, una volta eletto, determinati favori?
    Non credo che sia solo un problema di ceppaloni o della campania in generale, dove 2500 persone stanno ferme a girarsi i pollici, invece di pulire le strade perchè certi comuni o consorzi subappaltano alle aziende degli amici.
    Qui da noi non si può parlare della stessa cosa in altri casi, quando si favoriscono palesemente aziende della propria coalizione a volte anche discapito della comunità?

    Detto questo e tornando IT io sarei favorevole a tornare alle urne ma come si fa con il “porcellum”? Chiunque vinca avrà sempre difficoltà a governare e a fare le riforme con questa legge elettorale. E poi c’è il referendum vicino.

  4. In caso di scioglimento delle Camere (o di una sola, quella più alta – il Senato), il Referendum salterebbe immediatamente.

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