Con Veronesi il cerchio del Partito Democratico si chiude sugli inceneritori

Con la Candidatura di Veronesi, tra i più grandi sostenitori della teoria che gli inceneritori sono a rischio zero per la salute dei cittadini, il cerchio del Partito Democratico fa un’altra strizzata d’occhio all’industria del settore.
Più inceneritori per tutti. Non vi preoccupate per le “lievissime” quantità di diossina che ne fuoriesce.

25 risposte a “Con Veronesi il cerchio del Partito Democratico si chiude sugli inceneritori”

  1. Davide ti sei perso una memorabile puntata di “Che tempo che fa”! E’ stato entusiasmante: un Veronesi che alza pacatamente la mano con il pollice opponibile unito all’indice per rafforzare il suo Verbo:-Zero!-. Emissioni zero…non devi credermi sulla parola, vai a cercarlo su youtube. Ciao.

  2. Veramente Veronesi parla di inceneritori di nuova generazione… una cosa è certa: alla prossima legislatura non ci saranno più i soliti ostacoli verso l’innovazione tecnologica, per fortuna!

    La soluzione è migliorare la tecnologia attuale, non tornare ai tempi del carretto con gli asini, per evitare di inquinare.

  3. purtroppo l’incenrimento non è l’innovazione tecnologica.
    il compostaggio della parte organica, la separazione ed il recupero delle altre materie sono l’innovazione tecnologica.
    gli interessi di migliaiai di migliardi di euro che anzichè essere destinati alle energie veramente rinnovabili sono devoluti ai fautori dell’incenerimento sono la modernità?
    sarebbe bene che gli asini si limitassero a tirare la carretta e non avesserro ambizioni di guidare il paese.

  4. Di quali nuovi inceneritori parli? Quelli senza diossina? Quelli non ancora inventati?

    L’innovazione tecnologica va al contrario, in questo paese, perché invece di incentivare la ricerca paghiamo contributi agli inceneritori come fossero energia rinnovabile, e così anche per altri impianti ancora peggiori che trattano i residui del petrolio.

    Esistono tecnologie bellissime che permettono di fare una raccolta differenziata seria, e pagare i rifiuti per quello che produci con rfid nei cassonetti domiciliari.

    Invece quello che si vuole fare è sempre lo stesso, pagare solo grandi gruppi fregandosene di quello che sta attorno.

    Con conseguenze come quelle di Napoli, dove ogni famiglia ha decine di morti di cancro alle spalle a causa degli sversamenti tossico nocivi.

    Se avessimo pagato la ricerca invece degli inceneritori oggi forse saremmo in una situazione diversa, sia sull’energia sia sui rifiuti.

    Chi è che ostacola l’innovazione?

  5. Purtroppo voi fate del terrorismo, ci sono studi a favore e studi contrari alla vostra tesi…
    Andate avanti col paraocchi.

  6. Sai meglio di me che gli articoli scientifici si possono manipolare.

    Io parlo dei dati emersi anche dallo studio di Coriano. Non è terrorismo, basta guardare i dati, farli leggere da un epidemiologo, possibilmente senza conflitti d’interessi.

    Lo stesso si diceva dell’amianto, ma noi non impariamo mai dalla storia.

  7. Si possono manipolare in tutti e due i sensi. Non solo, possono essere sbagliati semplicemente, in buona fede.
    Fino a che il mondo scientifico non adotta una tesi comune e approvata da tutti, dichiarare che gli inceneritori fanno morti a destra e a manca, facendo leva sul terrore che incute la parola TUMORI, per me è terrorismo.

    L’atteggiamento vostro sbagliato si evince proprio dalla tua frase sull’amianto. Cosa c’entra? L’amianto è l’amianto, gli inceneritori sono gli inceneritori. Non mi sembra un atteggiamento molto scientifico…. è un’altra frase d’impatto e basta.

    Mi fermo qui con la polemica.

  8. Il principio di precauzione imporrebbe anche nel dubbio di non fare una cosa sulla quale è provata l’innocuità.

    Ma non è questo il caso. Ci sono numerosissimi studi epidemiologici che dicono che gli inceneritori provocano una serie di malattie molto gravi. Altri dicono semplicemente che non è sicuro, ma non affermano che è sicuro il contrario, che è cosa ben diversa.

    Non ho citato l’amianto per dire che è la stessa cosa. Il percorso politico però è identico: c’erano studi che provavano la pericolosità e nonostante questo si è deciso di rimanere immobili per decenni perché c’erano interessi economici enormi, con i risultati tristemente noti.

    In Danimarca è stata introdotta una tassa sull’incenerimento (noi lo incentiviamo) e Svezia, Olanda e Inghilterra stanno discutendo lo stesso provvedimento.

    Hai una formazione scientifica e sai bene che nell’indeterminatezza di quello che viene inserito come alimentazione del processo chimico quello che ne esce è per forza indeterminato.

    Il problema è anche dovuto al fatto che non si può confrontare un camino a legna con un rogo di pneumatici, ed a priori non si sa cosa entra nell’impianto!

    Siccome l’alimentazione di questi impianti contiene qualsiasi tipo di schifezza, polverizzarla e spargerla nell’aria è la scelta che a priori, anche senza studi scientifici, non pare proprio la più sensata.

    Poi filtri e tecniche varie potranno raccogliere sempre più materiale dannoso, ma mi chiedo perché non si possa affrontare il problema seriamente, partendo dalla riduzione, raccolta e differenziazione dei rifiuti (come vuole la normativa europea e quella italiana). Se separi i rifiuti con il porta a porta gli inceneritori diventano inutili, perché puoi fare il trattamento meccanico o sfruttare impianti a bassa temperatura.

    Il paracadute non serve se non ti butti, e se ci sono alternative è semplicemente stupido non sfruttarle.

  9. Io non voglio tornare ai tempi dell’asino con la carretta ma, rammentare semplicemente quelli della mia infanzia dove già il trattore esisteva.
    Mio padre che aveva fatto la seconda guerra mondiale aveva 4 mucche e la famosa “busa de stabi” (mucchia del letame) e quella era la sua prova del nove.
    Io lo andavo ad aiutare a caricare il letame nel carro per poi spargerlo nei campi (allora si faceva tutto a mano con il forcale). Ogni volta che caricavamo una forcalata lui dava un’occhiata e ci fermavamo per guardare quei prodotti che, rifiuto di casa, erano rimasti praticamente intatti e ricordo ancora gli urlacci che mandava a mia mamma ogni volta che inforcava una sporta di plastica o una latta (e allora tutti i rifiuti andavano a finire li esclusi i vasetti di vetro che riutilizzavamo per le conserve e le marmellate, non c’erano ne camion della spazzatura e nemmeno tasse in tal senso).

    Io penso che se milioni di anni di evoluzione ci hanno permesso di vivere in armonia con la natura permettendo di farci evolvere fino al punto dove siamo arrivati… non ci sia bisogno di tornare a vivere ai tempi della carretta ma vivere più semplicemente per permettere agli altri semplicemente di vivere non sia poi tutto sbagliato!!!. Inoltre so per certo che quando i tombaroli scavano non vanno alla ricerca di sacchetti o di scatolette di latta ma di bellissime brocche o di attrezzi ed utensili di una volta; pensiamo a cosa lasceremo ai tombaroli del futuro … bellissimi mucchi di ceneri tossiche (senza fare terrorismo quello che esce dal basso degli inceneritori è assolutamente ed indiscutibilmente “rifiuto speciale”, spero che almeno su questo converremo!!!).

    Io onestamente mi sono stancato di vedere personaggi di troppi anni, che decidono di buttarsi in politica dopo che hanno fondazioni finanziate da multinazionali e da aziende a cui non affiderei nemmeno la mia bicicletta “muletto” per sostituire una gomma. Beato chi lo voterà quando poi dovrà fare i conti con i suoi nipoti da vecchio!!!

    Sono veramente curioso di vedere in cosa differisce il programma del pdl da quello del pd … presumo che sia solo per la “l” nella sigla, mi sbaglio???

    Saluti radiosi

  10. riporto quello che ha scritto il Prof. Valerio Gennaro su questo sito a proposito dello studio Coriano sui danni alla salute dovuti agli incenritori
    Il 31-5-2007 alle 12:24 am
    valerio gennaro scrive:
    non è proprio come dice il sig.Benini. L’incidenza (nuove diagnosi) del complesso dei tumori (non specifici) è pressochè nella norma. Quello che risulta veramente preoccupante è il dato di mortalità nel periodo 1990-2003 per il complesso delle cause (aumentato del 7-17%)e per il complesso dei tumori (aumentato del 17-54%) nelle donne residenti per almeno 5 anni nelle aree inquinate da inceneritore (tracciante metalli pesanti). Il dato è standardizzato per età e stato socioeconomico e si avvale come riferimento di una popolazione di donne residenti nelle aree a minor inquinamento sempre per almeno 5 anni. Non avendo ancora studiato nel dettaglio questo importante studio epidemiologico (oltre 250 pagine), noto solamente che sembra poco coerente tra conclusioni (tranquillizzanti) e risultati (preoccupanti).

  11. Alessandro, commento solo questa frase perchè proprio non ha senso:

    “Siccome l’alimentazione di questi impianti contiene qualsiasi tipo di schifezza, polverizzarla e spargerla nell’aria è la scelta che a priori, anche senza studi scientifici, non pare proprio la più sensata.”

    sai che esistono filtri, sistemi di depurazione fumi, abbattimento di sostanze inquinanti, denox e chi più ne ha più ne metta…

    Questa è informazione sbagliata. Se una persona che non sa le cose, legge questa tua frase, pensa che l’inceneritore sia un enorme falò… Se non è terrorismo questo…

  12. un particolare l’aumento della presenza negli indicatori a terra di metalli pesanti nelle zone a maggior esposizione è allarmante, i filtri possono trattenere parte degli inquinanti ma più se ne producono e ovviamente più ce ne troviamo a spasso per l’ambiente.
    il 30% delle quantità incenerite diventa cenere inquinante, CO2, il resto sono polveri che escono dal camino o vengono trattenute da filtri o dalle acque che sono altamente inquinanti. come negarlo

  13. Guarda Cesare che quei sistemi non abbattono affatto tutte le sostanze che fuoriescono.

    Basta guardare la cartina della ricaduta dei metalli pesanti sulla città. La zona degli inceneritori (ricordo che sono due nel giro di 50 metri, più il terzo in costruzione) si distingue in maniera visibile.

    Poi ognuno crede quello che vuole…

  14. Date a Cesare quel che è di Cesare! Gli vanno bene gli inceneritori e crede che la tecnologia risolva tutto. Quanti cittadini in buona fede la pensano così?? E’ comodo. Consente di non mettersi in discussione (tanto la tecnologia, appunto, risolverà tutti i problemi..). E’ chiaro che rompiamo le scatole a chi vorrebbe polleggiarsi su questa favola a lieto fine..
    Il problema è fra chi vuol vedere, sapere, essere “cittadino” partecipe e consapevole (costa fatica e non da risultati immediati) e … gli altri.
    Scusa il sarcasmo Cesare.

  15. Come mai alcuni studi (vedi wikipedia), non per forza quelli su Forlì che continuate sempre a tirare in ballo, evidenziano che le emissioni sono trascurabili o che gli effetti sull’uomo sono trascurabili? Solo i vostri studi sono attendibili?

    Io non conosco l’impianto di Forlì nello specifico, siete sicuri che contiene le ultime tecnologie in fatto di filtrazione, SCR e quant’altro?

    Poi se rispetta le emissioni per legge, il problema sta nell’abbassare i limiti di legge… e di conseguenza incentivare la ricerca per inquinare meno.

    Io cara Sandra vedo invece in voi un atteggiamento quasi da medioevo. Invece di risolvere il problema in modo scientifico, stroncate tutto sul nascere.
    Basta guardare il problema energetico… continuate a dire che il nucleare è pericoloso, e invece di pensare a risolvere i problemi del nucleare, vi buttate sulle energie che possono coprire una briciola del fabbisogno. Il problema è che per voi è molto facile ricevere consensi dai cittadini, facendo leva sulla salute.

  16. Vedi Cesare, è l’esatto contrario. E’ molto più facile ricevere consensi dicendo che non ci sono limiti all’aumento del consumo di risorse, piuttosto che dire che bisogna ridurli.

    Per quanto riguarda gli studi, oltre a quello di Coriano (che ti inviterei a non sottovalutare, visto che è un progetto costato milioni e finanziato dall’Unione Europea), leggiti questo:
    http://www.alessandroronchi.net/2005/08/23/i-medici-pubblicano-i-motivi-della-riflessione-sugli-inceneritori/#more-371

    E’ stato firmato da 400 medici solo a Forlì, e contiene 16 riferimenti bibliografici.

    PS: su wikipedia possono scrivere tutti, non c’è un controllo scientifico…

  17. Sono completamente in disaccordo :)

    A parte che su wikipedia vengono citate le fonti in fondo…

    Sul discorso del consenso pubblico, basta fare una campagna contro gli inceneritori e proclamare la guerra contro i tumori da questi provocati, che hai già il 90% della popolazione non-pensante dalla tua parte.

  18. Se fosse come dici tu i Verdi sarebbero non dico al 90%, ma almeno al 10%.
    Siccome sono al 2, la tua tesi è sbagliata.

  19. Ovviamente parlavo di inceneritori…
    Siccome le elezioni sono per governare l’Italia, e siete convincenti soltanto sulla parte di salvaguardia della salute, il consenso del 90% su questo aspetto, si riduce al 2% sul totale degli aspetti.
    Inoltre devi anche pensare agli aspetti su cui il consenso lo allontanate in tutti i modi possibili…

  20. Cesare il punto della questione credo per i verdi è razionalizzare il processo.
    Non credi che se alla fonte, cioè dalle case di tutti noi, venissero divisi i materiali (che oggi molti continuano a mettere in uno stesso sacchetto) e mandando all’inceneritore solo il minimo indispensabile, si risparmierebbe in primo luogo energia e in secondo luogo si produrrebbero meno fumi (inquinanti …o meno… rimaniamo nel dubbio) e soprattutto scorie?
    Non credi, e mi ricollego al tuo primo intervento, che questa sia una prassi logica di procedere, anche senza una sbandierata innovazione tecnologica?
    Come proponi di smaltire le scorie da inceneritore e, visto che le hai tirate in ballo quelle nucleari che a quanto ne so hanno tempi quasi infiniti di decadimento? Non vale dire “le mandiamo altrove”, perchè è quello che facciamo gia!

  21. Mi accodo a Paolo, nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma!

    Praticamente il 30% di quanto incenerito necessita di una discarica speciale, il resto supponiamo pure sia tutta salute ma resta in atmosfera e prima o poi me lo respiro o me lo mangio quando potrei benissimo risparmiarmi di andare ad estrarre altre materie prime per ricreare quello che ho bruciato per poter mantenere il mio stile di vita “consumistico”.

    Io non ho elementi per avere le certezze di qualche studio scientifico che nemmeno riesco a capire ma se c’è la possibilità di riutilizzare qualcosa (vedi i famosi vasi di vetro per fare solo un esempio) è inutile pensare di spendere energia per rifarne altri (da buon ex contadino preferisco lavorare il meno possibile per il gusto del caxxo ed ottimizzare le fatiche e le energie spese).

    Quì poi ci allarghiamo al discorso del nucleare perché ci serve energia e nemmeno ci frega di guardare all’energia che sprechiamo cercando di azzerare appunto gli sprechi (e assicuro che a volte con pochi euro si riesce a farlo molto bene!!!).

    Insomma senza tante citazioni invito a sfruttare un’arma che la natura ci ha dato per sopravvivere e che troppo spesso in favore della scienza lasciamo in letargo: il buon senso.

    Per me bisogna smettere di pensare a parcheggi o strade nuove dedicando fette consistenti dei bilanci pubblici ed iniziare a tappare i buchi del secchio degli immobili sia pubblici che privati, riutilizzare quanto più possibile in ogni modo, riciclare quanto rimane e, in base a quello che resta, valutare il miglior ritorno ambientale/economico che si possa avere dalle varie scelte fattibili.

    Un esempio: senza gli incentivi agli inceneritori qualcuno li realizzerebbe? C’è chi dice che nessun imprenditore sarebbe così folle.

    Saluti radiosi

  22. se cesare ed alcuni altri amici pensano che produrre rifiuti sia ininfluente per l’ambiente perche pio basta metterli nella macchina magica e si trasformano in energia ed aria pura credo sia inutele discuterci. se invece vogliamo considerare e proporre cose assolutamente certe e fattibili allora sicuramente la cosa diventa piu utile ed interessante, oggi ho sentito che in spagna l’energia predotta da rinnovabile è ben superiore di quella prodotta dal nucleare e chi sbandiera che l’eolico ed il fotovoltaico hanno costi proibitivi non dice, conti alla mano, quanto costa l’energia nucleare considerando tutto il ciclo nella sua interezza e non dimentichiamo che gli americani l’uranio impoverito lo smaltiscono in modi ben poco condivisibili. quando avremo speso per le ricerche sulle rinnovabili le stesse cifre che buttiamo in ricerche sulle fossili e nucleari allora potremo dire come stanno le cose. non dimentichiamo anche che usare fonti fossili implica la produzione di molti sottoprodotti che poi hanno un loro ciclo di “recupero” attraverso la costruzione di altri prodotti che poi dovranno essere smaltiti. mi piacerebbe sapere veramente quante cose anche nel settore edile sono frutti di questo modo di produrre energia e beni.
    per quello che riguarda la raccolta dei rifiuti non mi sembra un sacrificio cosi impossibile differenziare in modo totale i nostri rifiuti, mi fa male pensare che nostri simili per lavoro debbano dividere i nostri scarti. per certi prodotti come pile, medicinali, oli esausti e di frittura o altri prodotti di piccolo taglio e magari pericolosi o contenenti sostanze “nobili” come elettrodomestici, telefoni e altro di simile perche non richiediamo a voce di popolo agli iper di offrirci la possibilita di portare li questi prodotti(che loro stessi vendono) dato che “ammazzano”i piccoli commercianti almeno ci offrano qualcosa di socialmente utile.
    ecosaluti Stefano

  23. Forse l’ho già scritto anche qui e in questo caso me ne scuso ma sarei davvero contenta se andaste a leggere in questo sito http://www.isolapossibile.it/article.php3?id_article=3722;
    testimonia che il rifiuto zero è già una realtà.
    Da questo, secondo me, sarebbe opportuno partire per considerare una corretta strategia dello smaltimento rifiuti.
    Dai che è la volta che siamo tutti d’accordo, Cesare compreso!

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