Contrastare il picco del petrolio favorendo le alternative

Ricordo i sorrisini degli altri gruppi consiliari, quando anni fa in Consiglio parlavo di picco di produzione del petrolio (allora il prezzo era la metà di quello attuale). Oggi la consapevolezza su questo tema è maggiore, anche se molti credono ancora si tratti di un problema transitorio e non strutturale.
In questo momento dobbiamo porci il problema di transitare la nostra economia verso una maggiore indipendenza dalle fonti fossili, con particolare attenzione alla mobilità.
C’è chi pensa che la soluzione sia ridurre le tasse sui carburanti, ma non c’è nulla di più sbagliato.

Il problema dell’aumento dei prezzi è dovuto sostanzialmente all’aumento della domanda a fronte di uno stallo dell’offerta. Ridurre le tasse sui carburanti non inciderebbe su questo meccanismo, ed in cambio di una spesa molto ingente non si ottiene un vantaggio per i cittadini: l’ultimo incentivo di questo tipo, voluto da Bersani, valeva 2 centesimi di euro al litro ed è costato all’Italia 500 milioni di euro in un anno.

Con 500 milioni si potevano fare tante altre cose, a mio parere.
In meno di un mese gli incentivi al consumo hanno riprodotto, come era logico aspettarsi, altri aumenti che si sono mangiati totalmente la spesa pubblica.

Per questo se vogliamo aiutare i cittadini a sostenere questi rincari dobbiamo favorire da un lato la nascita di alternative, dall’altro ridurre le loro spese in altri ambiti.
Le alternative a costo zero per lo Stato sarebbero diverse, a partire dalla possibilità di trasformare le auto con motore a scoppio in elettriche (il famoso retrofit elettrico promosso da ASPO Italia e presentato dai Verdi in Parlamento, che lo ha bocciato), cosa che aumenterebbe notevolmente la vita dei mezzi e la percorrenza di km con un litro.

Per diminuire il peso sulla famiglie, invece di fare incentivi al consumo si potrebbe diminuire la pressione fiscale sul lavoro. La percentuale di aumenti derivante dall’andamento dei prezzi dovrebbe essere investita tutta sulle persone, non sulle cose e sui materiali.
Ed attraverso questo investimento si vedrebbero in generale risultati positivi anche dal punto di vista economico ed ambientale oltre che sociale: ridurre il costo del personale significherebbe ad esempio aumentare ulteriormente il vantaggio per i sistemi di raccolta differenziata (dove i costi sono di personale e non di impiantistica).

Questo andamento dei prezzi andava previsto e gestito, non ridicolizzato e poi ostacolato con strumenti inadeguati. Con un aumento più lineare dei costi del petrolio si potevano finanziare trasferimenti nella mobilità collettiva e nel trasporto pubblico, aumentare e rendere più efficiente il trasporto su treno (che come era ovvio sta aumentando l’utenza), favorire il passaggio dolce di chi lavorava grazie ai bassi costi dei carburanti verso lavori meno dipendenti dalle fonti fossili.

Non è facile, perché oggi tutto si basa sul petrolio, dall’agricoltura ai servizi, ma è necessario e siamo già in ritardo.

Quello che dobbiamo capire è che per tanti versi la società subirà profondi cambiamenti dettati dall’indisponibilità di carburanti a buon mercato, che renderà necessaria la produzione di filiera corta del cibo, l’ottimizzazione nel trasporto delle merci, la virtualizzazione di molti servizi.

Questa cosa va gestita, non subita, o le conseguenze saranno molto gravi.

9 risposte a “Contrastare il picco del petrolio favorendo le alternative”

  1. Non ho capito se pensi che la causa della stagnazione dell’offerta sia un fatto di speculazione o un problema reale di esaurimento risorse e difficoltà nel cercarne di nuove.
    Leggendo su “Il Sole 24 Ore” un po’ di tempo fa, mi pareva che un esperto parlasse di speculazione al 99% per intenderci. Inoltre mi pare che Eni abbia siglato nuovi contratti recentemente e la produzione di sistemi per l’estrazione mi pare stia passando un ottimo periodo.
    Insomma, quando senti che il barile di petrolio sale di 3 o 4 dollari, perchè vengono messe in giro foto “taroccate” di missili lanciati per prova dall’Iran, ti viene molto da riflettere…

    Che sia l’una o l’altra causa sicuramente la dipendenza dal petrolio è esagerata.

  2. Io ritengo che la speculazione oggi sia uno dei fattori, ma nel medio periodo sicuramente l’andamento dei prezzi sarà quello a causa dell’aumento della domanda, a fronte della stabilità della produzione.

    Se è come dice quell’esperto tanto meglio, abbiamo più tempo per ridurre la nostra dipendenza, ma occorre iniziare a valutare il problema.

    Per i carburanti io non farei diminuire i prezzi nemmeno se diminuisse il costo del petrolio, ma sfrutterei la differenza per diminuire la nostra dipendenza dal petrolio nella mobilità.

    Bisogna anche dire che a fronte di un costo quasi triplicato rispetto al 2003-2004 del petrolio non abbiamo visto triplicare la benzina ed il diesel, anche perché le raffinerie fanno contratti a lungo periodo. Con la benzina a 2 o 3 euro al litro e la situazione attuale nei trasporti delle merci e delle persone verremmo paralizzati, quindi occorre prevenire.

  3. Io li vedo entrambi, e la casella di spam è vuota…

    Per Cesare: l’aumento del petrolio andrebbe tarato con l’abbassamento del valore del dollaro, causato dalla crisi economica statunitense.
    Detto questo l’andamento del grafico della produzione sta seguendo le teorie del picco, quindi il costo del petrolio sarà (se non lo è già) indipendente dalla crisi dei mutui e delle banche.

  4. Non è detto però che se l’andamento della produzione risulta come quello previsto, sia proprio per la causa prevista. Ci sono anche i paese arabi che fanno il bello e il cattivo tempo, oltre alla crisi dei mutui e delle banche.

  5. I paesi arabi non hanno nessun interesse in un brusco aumento del prezzo del petrolio, perché poi questo favorirebbe la ricerca di alternative, che loro non potrebbero più gestire in regime di monopolio.

  6. Consiglio la letturo dell’ultimo libro di Dario Fo .. teatrale ma certamente d’effetto:
    L’apocalisse rimandata

    Tratta del giorno in cui ci sveglieremo e non ci sarà più petrolio … succederà??

    Intanto se volete ve lo presto molto volentieri, sicuramente c’è da ridere e rifletterci sopra!!!

    Saluti radiosi

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