Di Pietro cambia opinione sugli inceneritori

Di Pietro lancia una accusa, affermando che tra i mali del problema rifiuti di Napoli oltre alla camorra c’è la posizione di chi si è opposto agli inceneritori. Finalmente mostra la sua vera faccia su questo argomento: nell’Aprile 2006 lui stesso aveva detto stop agli inceneritori, sull’onda delle proteste nate in tutt’Italia.
Oggi cambia idea e dice il contrario.
Io continuo a pensare, invece, che gli inceneritori possano essere resi inutili dalla raccolta porta a porta dei rifiuti. Ed in ogni caso, il problema di Napoli deriva dall’idea delle ecoballe, dall’elevata produzione, dall’immenso spreco di denaro pubblico e da tanti anni di gestione da parte di commissari poco competenti, nella migliore delle ipotesi.

Vorrei ricordare che a Napoli si spende più di 200€ a tonnellata per smaltire i rifiuti, contro cifre inferiori ai cento per la raccolta porta a porta, che secondo alcuni in malafede sarebbe la modalità più costosa.

Perché risolvere un problema una volta per tutte, d’altra parte, se fa guadagnare tutti?

34 risposte a “Di Pietro cambia opinione sugli inceneritori”

  1. Alessandro,
    mi sembra che anche Pecoraro abbia cambiato posizione sugli inceneritori.
    Poco fa a Porta a Porta si è trovato d’accordo con Bassolino ed il sottosegretario Letta di costruire in breve 4 termovarizzatori.
    Per chi come me sta facendo una battaglia contro la cultura degli inceneritori dentro il PD non è un grande aiuto.
    Roberto Riguzzi è stato espulso dai verdi per molto meno.

  2. Sul fronte inceneritori Pecoraro sottolinea che “sono vecchi e superati ma rispetto agli incendi per strada faccio il mio dovere istituzionale purché l’impiantistica sia quella più moderna. Non è il ministro verde che blocca gli inceneritori ma l’amministrazione di centrodestra a cui bisognerebbe chiedere cosa ha fatto in questi ultimi 5 anni. Io – ha aggiunto – ho firmato anche per il sì al secondo termovalorizzatore”.

    Dalla redazione di Econews di oggi

  3. Vabbeh, qui Alessandro sei malizioso. Intanto tu mi paragoni la tua lotta locale alla questione napoletana, e sai che sono due situazioni molto diverse. La minaccia di Napoli è stata usata spesso per giustificare impianti inutili. La campania si è affidata ad una sola impresa che ha lucrato senza risolvere il problema. Poi ci sono le ecoballe, nei pressi delle quali i tumori sono aumentati parecchio.

    In quel contesto aver firmato la VIA per un inceneritore, sotto il profilo istituzionale, è ben diverso dal proporre quello come politica principale di smaltimento, come propone invece il PD. Non è il ministro dell’ambiente che fa il piano dei rifiuti campano…

    Visto che citi un pezzo di quel comunicato, ti invito a riportarlo tutto, il senso del discorso come vedi è ben diverso.

    In quella dichiarazione non contraddice la contrarietà nei confronti del sistema, vecchio ed antiquato, afferma solo di non aver bloccato gli inceneritori campani, cosa di cui oggi i Verdi sono accusati.

    Basta sentire le parole del Sindaco di Napoli per capire che lì la strada da fare è ancora lunga, non vorrai paragonarla a Forlì ed a Riguzzi, faresti un torto alla tua intelligenza…


    Rifiuti. Pecoraro: serve esercito, lo Stato non ceda alla malavita

    Esercito anti-emergenza sul fronte dei rifiuti a Napoli, non solo per le scuole ma per togliere la montagna di immondizia dalle strade. Lo chiede il ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, che lancia parole pesanti: ‘Lo Stato non arretri davanti all’arroganza della malavita’. ‘C’e’ un’esasperazione di tutto per obbligare il governo in modo diretto o indiretto a venire a patti con la malavita’. Il ministro ha quindi sottolineato la necessita’ di ‘un’azione forte dello Stato contro la camorra’. Pecoraro Scanio parla con i giornalisti dopo l’incontro avuto ieri pomeriggio a Palazzo Chigi con il premier Romano Prodi. Un incontro ‘preliminare’ che si e’ svolto ‘in piena sintonia con il premier Prodi’. Un incontro che rappresenta solo il primo round. La seconda ripresa e’ prevista oggi a Palazzo Chigi alle 11,00. Sara’ un vertice interministeriale con l’ ambiente, la Difesa e l’Interno. Nodi centrali l’invio del genio dell’esercito e l’indicazione di siti. ‘Ho chiesto l’uso dell’Esercito – ha detto Pecoraro – non solo per le scuole ma per rimuovere i rifiuti dalla strada e attrezzare aree provvisorie di stoccaggio. Sara’ Prodi a valutare se fattibile’. L’obiettivo e’ ‘arrivare subito a soluzioni provvisorie’ e poi ‘identificare aree dove sistemare discariche controllate e civili e non degli sversatoi. La Campania – ha detto ancora Pecoraro – e’ l’unica regione che per contratto ha chiuso tutte le discariche affidandosi ad un’unica impresa, cosa che io combatto da anni’. Per il ministro obiettivo obbligatorio e’ la raccolta differenziata, il 25% al 2008 e il 50% al 2010′. Altro capitolo la malavita. Pecoraro ha espresso ‘sostegno’ al prefetto Pansa che ‘ha rimosso diversi funzionari considerati collusi con la camorra’. ‘Le reazioni furibonde ci sono perche’ il prefetto di Napoli sta facendo pulizia’. E parlando dei disordini di questi giorni al sito di Pianura Pecoraro Scanio ha sottolineato che ‘la camorra strumentalizza la protesta dei cittadini. Gli atti di guerriglia non sono provocati dai cittadini ma dalla malavita organizzata’. Per Pianura il ministro Pecoraro Scanio ha detto di avere trovato il sostegno per bonificare alcune zone del sito e ipotizza la possibilita’ di poter affrontare la questione discarica sul modello utilizzato a Serre, dove e’ stato possibile aprire ‘con il dialogo’ l’unico sito di stoccaggio dei rifiuti ora aperto in Campania. Su Pianura, secondo il ministro, serve anche ‘capire in che modo si fa il piano sulla citta’ di Napoli’. Sul fronte inceneritori ‘sono vecchi e superati – ha detto Pecoraro – ma rispetto agli incendi per strada faccio il mio dovere istituzionale purche’ l’impiantistica sia quella piu’ moderna’. ‘Non e’ il ministro verde che blocca gli inceneritori ma l’amministrazione di centrodestra a cui bisognerebbe chiedere cosa ha fatto in questi ultimi 5 anni. Io – ha aggiunto – ho firmato anche per il si’ al secondo termovalorizzatore’. Da parte sua il ministero dell’Ambiente, ha annunciato Pecoraro, ha istituito ‘un’unita’ di crisi che lavori sul fronte della raccolta differenziata e della riduzione dei rifiuti. (Ansa)

  4. Credo che la posizione di Pecorare sia identica a quella di DiPietro, perciò dovresti nominare entrambi. Io capisco come la situazione di perenne emergenza costringa a sceglere il male minore, ritengo che una politica corretta dipenda dalle caratteristiche del territorio e dall’avanzamento dello stato civico di una regione. In campania, 2200 lavoratori sono PAGATI per non fare nulla !! Bastava facessero una raccolta diferenziata porta a porta ed a spesa ZERO potevano essere molto utili, ma questo va organizzato, pianificato, sviluppato con serietà e trasparenza, vanno costruiti i punti di stoccaggio materiali, realizzati gli essiccatori e le stazioni di compostaggio per l’umido, vanno attivati i consorzi.. i napoletani NON LO VOGLIONO FARE, pertanto l’unica alternativa alle diossine oggi sono le discariche e gli inceneritori.. non ce ne sono altre, mi dispiace, non nel breve periodo. Di pietro ha ragione secondo me, la e solo la gli inceneritori servono eccome, pecoraro scanio invece mi ha convinto un po meno, è incapace di sceglere, difende per principio la maggioranza campana di sinistra arrancando senza rispondere realmente alle domande dei cittadini.. ma avete visto la figuraccia che ha fatto iero a Posta a Posta ??

  5. Paolo Marani:
    “In campania, 2200 lavoratori sono PAGATI per non fare nulla !!”

    Solo? Pensavo fossero di più.

  6. Pecoraro si è difeso, a me è sembrato piuttosto bene, dagli attacchi del direttore del Mattino, Morfeo.
    Quest’ultimo lo aveva accusato di guidare i cortei (2002 – 2003 – 2004 – 2005) contro l’inceneritore di Acerra.
    Pecoraro ha risposto a dovere e con dati oggettivi, ma ognuno sente quello che vuole sentire.

  7. Mi sembra che ognuno voglia sentire quello che vuol sentire davvero. Ma non mi riferisco all’inceneritore di Acerra.
    La storia dei rifiuti in Campania è un po’ più lunga, e comincia da molto prima. Poi se adesso il problema è Di Pietro che vuole incenerire tutta l’Italia siamo a posto. Finchè la nostra classe dirigente la pensa in questo modo la camorra è tranquilla. Tanti saluti.

  8. Di Pietro ha smentito il comunicato di ieri?

    E’ da giorni che i Verdi sono accusati di aver causato la situazione di Napoli (non la camorra, nè confindustria e le sue ecoballe).

    Di Pietro salta sul carro ed accusa Pecoraro di non voler fare gli inceneritori.

    Se invece ha smentito questo comunicato chiedo scusa, correggo, ma datemi i riferimenti.

  9. Ognuno si assumerà le sue responsabilità, Pilotti.

    Ti consiglierei però di iniziare a guardare dentro il tuo partito, da Letta a Bersani hai una bella rosa di nomi dai quali partire per cambiare la gestione dei rifiuti italiana.

    Dici di voler lottare dentro il PD contro gli inceneritori. Bene, puoi scrivere una nota alla stampa contraddicendo la strumentalizzazione che il tuo partito sta facendo per giustificare tutti gli inceneritori d’Italia.

  10. Caro Alessandro,
    da quello che ho letto nelle risposte al problema dei rifiuti campani, ho dedotto che la conoscenza del problema è minima, se non pericolosamente distorta.
    Esistono la bellezza di trenta e più anni di letteratura scientifica mondiale sull’inquinamento, sistematicamente e scientemente ignorata dai politicanti d’ogni paese che spalleggiano gli interessi mafiosi delle multinazionali del cemento e di ogni altro impianto inceneritore o CANCROVALORIZZATORE(pardon, termovalorizzatore)che dir si voglia. I medici dell’ambiente (e tu lo sai bene come conterraneo di Patrizia Gentilini e, credo, profondo estimatore del compianto Lorenzo Tomatis, una delle tante vittime del cancro indotto) denunciano da sempre le funeste scie di morte che tanto le discariche, quanto gli inceneritori e ancor più i cementifici, lasciano dietro di sè ormai in ogni più remoto recesso del nostro pianeta. Siamo stati talmente plagiati dai nostri dipendenti al governo, che continuiamo a tollerare che un ministro come Bersani, parlando in nome dello sviluppo economico (tutto da dimostrare), si scagli contro l’ISDE (l’organizzazione internazionale dei medici per l’ambiente) a causa della documentazione da essa prodotta a carico dei rifiuti, sia appunto stoccati che, ancora peggio, inceneriti (nemmeno parliamo poi di quelli accumulati in strada). Questo pseudo-difensore degli interessi cittadini ha osato strumentalizzare il potere estorto al popolo per denunciare i difensori della salute pubblica al ministro per la sanità e a quello per la giustizia, al momento Livia Turco e Clemente Mastella, chiedendo sansioni, non solo economiche e penali (mi piacerebbe sapere cosa altro aveva in mente), per avere attaccato delle aziende nello svolgimento del loro legale, sacrosanto lavoro di valorizzazione dell’ambiente. Ebbene, l’ambiente viene talmente valorizzato che in Europa, già dal 1972, sono di routine le sistematiche ricerche su diossina e metalli pesanti che, immessi nell’aria, ricadendo sul terreno e filtrando nel sottosuolo, si accumulano nel latte materno seguendo la catena alimentare. La conseguenza? Una volta l’allattamento al seno era un privilegio per madri e figli, oggi è un veicolo di morte. La diossina che una madre trasmette a suo figlio (peggio se una figlia, dato che a sua volta sommerà anche la propria dose prima di trasmetterla alla terza generazione) è quella accumulatasi nel suo latte in una media di 35 anni di vita. In Italia non solo queste indagini non sono mai state autorizzate, ma ci sono appunto ministri che pretendono di occultarne i risultati, magari dopo aver dichiarato o avallato la dichiarazione che, ad esempio, il pet-coke è un combustibile, quando fino al 2002 veniva classificato tra le sostanze tossico-nocive.
    Questo fino a Giugno 2007, quando finalmente proprio la Regione campana ha deciso di promuovere lo “screening sul sangue e sul latte materno per individuare la quantità di metalli pesanti, sostanze cancerogene e diossina che si sono fissati nell’organismo umano. Il raggio d’azione sarà quello individuato nei 196 comuni casertani e napoletani sedi di sversatoi legali ed illegali di rifiuti”. Caro Alessandro, credo che per ora non sia necessario continuare questa disamina: mi sembra abbastanza corposa per indurre chi ancora dubiti della validità dell’assunto “riciclando si vive, bruciando si muore” ad entrare molto più responsabilmente nella conoscenza dei meccanismi di autodistruzione in cui l’utopia della crescita infinita ci ha incastrati sempre di più.
    Ciao
    Saverio

  11. Caro Saverio, da anni diciamo che la gestione corretta parte dalla riduzione attraverso anche una raccolta porta a porta. Esistono sistemi di trattamento dei rifiuti a freddo, che evitano tutte le conseguenze dannose che riporta.

    La ringrazio quindi del suo contributo, ma tengo a precisare che non abbiamo mai detto nulla di diverso, anche perché su questo tema abbiamo messo in discussione una alleanza politica.

  12. Ho postato una mail sul blog latuastagione.it sul tema degli inceneritori. Spero, Alessandro tu voglia dare un contributo alla discussione.
    certo, Letta e Bersani guidano l’ala “sviluppista” e le mie posizioni sono minoritarie all’interno del PD, ma continuo a dire che i Verdi campani, quelli che hanno governato di più dalla nascita dei Verdi non hanno attuato una politica dei rifiuti seria in quella realtà.

  13. Andrò a lettere il tuo contributo.

    Le tue posizioni all’interno del PD non sono minoritarie, sei solo.

    Il PD su questo tema è allineato a Casini e Matteoli.

    Di Pietro, per rispondere a Federico, stasera non ha nemmeno saputo dire cosa voterà sulla sfiducia in Parlamento nei confronti del Ministro Pecoraro Scanio, suo collega. Ha detto che “valuterà”, ribadendo che per una gestione corretta dei rifiuti servono gli inceneritori (salvo poi dire che serve anche la raccolta differenziata).

    Sì Federico, il problema dell’Italia sono questi politici.

    I Verdi campani non hanno saputo dare il loro contributo sui temi a noi più cari, forse anche perché in una realtà dove i problemi da risolvere non sono solo politici.

  14. Se continueremo a difendere le posizioni dei vertici nazionali dei vari partiti non potremo far altro che continuare a punzecchiarci perchè ognuno ha i suoi punti deboli (ed i partiti ne hanno parecchi).

  15. Va bene Alessandro, sono d’accordo sulla campagna mediatica contro (d’altra parte l’hanno subita tutti quelli che sono andati contro la maggioranza). Però, con tutta la buona volontà, non sono stato capace di trovare conferme al fatto che Di Pietro sia favorevole agli inceneritori dappertutto e soprattutto sulla sfiducia a Pecoraro Scanio. Che l’abbia criticato è una cosa (e se permetti è normale che questo accada), che l’abbia colpevolizzato pure ma che ne abbia chiesto le dimissioni ritirando quelle di Bassolino non mi risulta.
    Poi posso sbagliare e ti faro le mie scuse se hai ragione. Anch’io sono contrario agli inceneritori, forse non in maniera radicale.

  16. Alessandro,
    ti ricordo che il PD ha tra gli altri nel suo gruppo senatoriale Felice Casson, che è citato da esempio dal Clandestino ed è intervenuto in videoconferenza poche settimane fa.

  17. @Stefano: per me è l’esatto contrario. Dovremmo cercare di spiegare le differenze che ci sono, ed evidenziare tutte le difficoltà. Su questo tema, ad esempio, non puoi dire che ognuno ha i suoi punti deboli facendo intendere che sono tutti allo stesso piano. C’è chi ha il 99% del partito a favore degli inceneritori e chi ha firmato un VIA, chi denuncia chi vuole ostacolarli e chi invece si è opposto.

    @Federico: evidentemente non hai visto nemmeno la puntata di Porta a Porta di ieri sera. Di Pietro ha detto che su Pecoraro valuterà cosa votare in merito alla sfiducia. Ha inoltre ribadito che la gestione corretta dei rifiuti prevede raccolta differenziata (senza dire quale, quindi va bene anche la raccolta multimateriale per il CDR) e gli inceneritori. E non si parlava della Campania, ma di tutta Italia, facendo esempi ripetuti di “eccellenza” come Brescia.

    @Alessandro: Casson è stato chiamato per la sua esperienza giuridica e per il suo lavoro su Porto Marghera, non per la sua lotta sugli inceneritori. Non ho mai letto nessuna sua dichiarazione a riguardo.
    Con questo non sto dicendo che nel PD non ci siano anche persone perbene, ma su temi a noi cari è molto carente, lo sai anche meglio di me.

  18. … @Federico: evidentemente non hai visto nemmeno la puntata di Porta a Porta di ieri sera…

    Purtroppo non l’ho vista, ogni tanto però sforzati di essere meno acido, ti ho fatto solo una domanda. Certo che mi rimane estremamente difficile dialogare con te.
    Cercherò altre informazioni su questo fatto della sfiducia, ma la richiesta di dimmissioni di Bassolino non è stata tolta allora?

  19. Ho visto la puntata di Porta a Porta di ieri (scandalosa!). Che io sappia DiPietro non ha receduto sulla richiesta di dimissioni a Bassolino, ma mentre nel caso del governatore della regione Campania si tratta di aria fritta (non può essere costretto alle dimissioni con un atto unilaterale) per il PECORARO la cosa è diversa, con una mozione di sfiducia pendente rischia davvero di essere cacciato. Io mi auguro di no, credo DiPietro abbia voglia di farlo ma dovrà desistere per non destabilizzare la coalizione.

    E’ inutile prendersela con gli inceneritoristi, molti lo sono perchè è una soluzione comoda e praticabile, ma soprattutto possibile, non sono culturalmente preparati per esplorare alternative più eco-sostenibili come la raccolta differenziata. Ciò non vale ovviamente solo per il PD, l’ignoranza è trasversale (vedi Matteoli).

  20. Scusami, non volevo essere acido, ho solo un po’ di fretta perché sono al lavoro.

    Volevo semplicemente dire che ieri a Porta a Porta ha ribadito quelle cose, compresa la richiesta di dimissioni di Bassolino. Oltre a questo ed alla risposta di riflettere sulla sfiducia a Pecoraro ha detto che tutti coloro che hanno gestito questa cosa devono dimettersi, quindi non solo Bassolino, ma anche i sindaci. Credo però che in quest’ultimo caso si sia lasciato prendere un po’ la mano, alla fine il dato politico importante è che non ritira la richiesta di dimissioni e valuta cosa votare su Pecoraro.

  21. Io non so cosa abbia voglia di fare Di Pietro, ma finché c’è una coalizione sulla sfiducia non si deve tentennare. Poi si possono fare critiche anche precise e puntuali, magari senza cavalcare e strumentalizzare la situazione (ma sono un sognatore).

    E’ abbastanza ridicolo che un ministro non risponda duramente, ma sia possibilista nei confronti di un voto di sfiducia di un suo collega.

  22. > E’ abbastanza ridicolo che un ministro non risponda duramente, ma sia possibilista nei confronti di un voto di sfiducia di un suo collega.

    Nel caso specifico penso che tu abbia ragione, è un’errore. Tra l’altro è sbagliato 2 volte: primo perchè Pecoraro non è direttamente responsabile di quello che è successo e secondo perchè se così fosse le dimissioni dovrebbero darle migliaia di persone.
    …Se fosse Bianchi o Mastella invece…
    Però è così, sfiduciare un ministro significa far cadere il governo.
    Nel caso Bassolino è uguale, sapete che lavoro fa la moglie di Bassolino? La senatrice…

  23. E’ evidente che quello che sta succedendo in Campania dovrebbe scandalizzare e al contempo addolorare tutti.

    E’ altrettanto evidente che si tratta di un’occhiasione troppo ghiotta perchè non sia sfruttata dai troppi avvoltoi protagonisti della politica italiana.

    Manca anche un solo inceneritore a Napoli? Ecco, si tratta di un assist perfetto per dire che i Verdi sono gli ambientalisti del “no” e che Pecoraro ha guidato tutte le manifestazioni anti-inceneritore ad Acerra.
    Ancora un piccolo sforzo e si arriverà a dire che dalle bocche di un termovalorizzatore si può fare l’aerosol.

    Ma siamo onesti, sarebbe successe la stessa cosa se al Governo ci fosse stata la destra, a quest’ora le affermazioni di Casini le avrebbero fatte Mastella e Diliberto.

    La politica deve cambiare, non deve essere una continua occasione di opportunismo legato al vantaggio contingente di uno o dell’altro.
    Se da una parte diventa indispensabile un ricambio generazionale a tutti i livelli politici, dall’altro è auspicabile che si torni alla condivisione di alcuni valori. Per esempio, l’ambiente e la salute.

    Eppoi, permettetemi, ma il problema della Campania
    è un problema difficile da risolvere anche per un semplice motivo. Che è in Campania.

  24. MAtteoli ieri non ha parlato di aerosol, ma quasi.

    Casini ne ha approfittato anche sul nucleare. Mi ha stupito che non abbia parlato anche di aborto, divorzio, sperimentazione scientifica e darwin nei programmi scolastici. Intanto che c’era…

  25. ..e comunque, caro Alessandro, al giorno d’oggi non è importante quello che dici – ma come lo dici.

    In una situazione d’emergenza come quella napoletana, abbiamo dovuto attendere la fine delle feste e il ritorno in palinsesto di Porta a Porta per vedere una discussione (la sera prima c’erano anche Pecoraro e Bassolino) in merito.
    E non parlo solo di discussione mediatica, ma proprio di discussione in generale.

    Ed allora ecco che avere una buona dialettica, un appeal estetico come Casini , contano di più che un discorso tecnico che nessuno riuscirebbe a seguire. Casini non ha niente da dire, ma lo dice bene.
    Gli ingredienti del qualunquismo, del populismo sono quelli che la gente vuole assaggiare.
    La sera precedente c’era la Brambilla che è stata improponibile come contenuti avanzati, ma ormai siamo come in mezzo al mare, completamente travolti.

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