Due referendum per la città di Forlì

Isole Ambientali a Forlì
La Sinistra L’Arcobaleno di Forlì ed alcune importanti associazioni cittadine presentano due referendum a Forlì. Uno per attivare il porta a porta in tutto il comune ed uno per l’attivazione di isole ambientali.

Invito tutti gli interessati ad aderire all’iniziativa contattandomi (è ancora possibile firmare il documento di presentazione dei referedum), il cui prossimo passo sarà la discussione in Comune sulla legittimità e successivamente la raccolta delle firme di sottoscrizione dei quesiti.

Allego il Comunicato Stampa, il testo dei quesiti ed i primi firmatari della proposta.

« Non basteranno la paura della catastrofe ecologica o i primi infarti e collassi della nostra civiltà. Ci vorrà una spinta positiva”
(Alex Langer)

La parola ai cittadini.

In un momento in cui la partecipazione al voto sconta un deficit di sovranità popolare dovuta alla vigente legge elettorale, ci proponiamo di attivare uno strumento di consultazione diretta per consentire ai cittadini di esprimersi su questioni fondamentali per la comunità locale.

Vivere città più salubri dipende certo dai comportamenti individuali ma in primis discende dalle scelte e dai modelli organizzativi che gli amministratori sanno realizzare.

Traffico congestionato, rifiuti ancora massicciamente avviati all’incenerimento non sono conseguenze inevitabili delle città di oggi e, fra queste, di Forlì ma effetti indesiderati e negativi di modelli cittadini inefficienti che si possono superare in poco tempo.

I ritardi con cui la nostra città si presenta negli anni 2000 sono specchio di schemi urbani obsoleti, brillantemente abbandonati da svariati decenni in tantissime città europee e italiane che ben si guardano dal tornare indietro.

I traguardi sono ambiziosi ma raggiungibili nel breve periodo se perseguiti con il coinvolgimento diretto dei cittadini che, informati e ascoltati, devono essere protagonisti del cambiamento.

Una città più moderna e più vivibile è capace di coniugare le esigenze apparentemente conflittuali dei suoi abitanti garantendo loro sicurezza sulle strade, quartieri a misura di persona, pulizia, igiene urbana e smaltimento dei rifiuti senza spreco di risorse, nel rispetto dell’ambiente e, quindi, della salute di tutti.

Per promuovere un progetto concreto di città sostenibile, i sottoscrittori delle proposte referendarie si presentano alla città per rilanciare il dibattito su politiche avanzate di gestione corretta della risorsa-rifiuto e dei problemi legati al diritto alla mobilità, con due proposte chiare nei contenuti e negli obiettivi.

E’ la città che deve discutere e confrontarsi per decidere del suo prossimo futuro con uno sguardo al domani delle nostre più giovani generazioni.

Ai suoi cittadini il diritto/dovere di dare indirizzi precisi agli amministratori che ne dovranno seguire le indicazioni.

Oggetto: Promozione Referendum Consultivi – Istanza ai sensi dell’art. 9 del Regolamento per Istituzione Referendum Consultivo Comunale.

I sottoscritti cittadini iscritti nelle liste elettorali del Comune di Forlì, come richiamato in oggetto, depositano istanza scritta contenente i termini dei quesiti che si intendono sottoporre a consultazione referendaria.

QUESITO 1

Volete che nel territorio urbanizzato del Comune di Forlì’ siano realizzate isole ambientali in cui si privilegi la circolazione di pedoni, biciclette, navette di trasporto pubblico, con particolare attenzione alla riqualificazione delle vie commerciali anche del Centro, ai tratti adiacenti le scuole, e alle zone residenziali per favorire la sicurezza dell’utenza debole e la riduzione dell’inquinamento acustico ed atmosferico?

QUESITO 2
Volete che sull’intero territorio del Comune di Forlì venga attuata la raccolta dei rifiuti solidi urbani con il metodo della raccolta differenziata porta a porta, per favorire la riduzione, il riutilizzo, il riciclo dei materiali fino a raggiungere – entro un anno – almeno il 70% di differenziata di qualità ?

I Sottoscrittori per il “Comitato Promotore”:
Fausto Pardolesi
Alessandro Ronchi
Sandra Morelli
Giampaolo Bassetti
Denis Valenti
Marco Paci
Loris Stradaioli
Paolo Temeroli
Massimo Tesei
Aldo De Bellis
Euro Camporesi
Donatello Caroli

Comments

  1. Marco

    Ottime proposte. Speriamo che sia la volta buona per introdurre il porta a porta anche a Forlì. Visto i risultati di Forlimpopoli ormai non dovrebbero esserci più scettici.
    Marco

  2. Paolo Marani

    Figuriamoci se non mi associo alla proposta, noi del miz ci siamo sbattuti tanto per il porta a porta ed ancora continuano a metterci i bastoni fra le ruote, ma se tutte le città vicine si mobilitano, arriverà il turno anche per noi a Cesena! Forza ragazzi.

  3. Giuliano Arfelli

    Chi vince i referendum?

    I risultati possibili per un referendum sono 4:

    1) non viene raggiunto il quorum e vincono i Sì. In questo caso il risultato non esprime quello della maggioranza dei cittadini e viene bollato come “falso”.
    2) non viene raggiunto il quorum e vincono i no. Penso di non dovere commentare…
    3) viene raggiunto il quorum e vincono i Sì. Finalmente un bel risultato….
    4) viene raggiunto il quorum e vincono i no. Anche questa possibilità non è favorevole.

    Quindi su 4 possibili risultati 3 sono a favore del no e uno solo è a fovore del sì in modo inequivocabile.

    Analizziamo cosa possono fare i votanti:
    – votare sì. Tutto OK.
    – votare no. Ma che ….
    – non andare a votare o votare scheda nulla. Ma in questo caso il voto viene sommato al no (perchè quasi sicuramente comporta il non raggiungimento del quorum).

    Quindi anche in questo caso le opzioni contrarie sono più numerose di quelle favorevoli.

    Come si informa il votante?
    – volantinaggio (servono molti soldi)
    – comizi (non servono soldi ma si raggiunge poca gente)
    – televisione (costo: dipende). Gente raggiunta: poca (almeno per un referendum cittadino).
    – internet: si raggiunge poca gente
    – tam-tam: richiede moltissime persone con un forte impegno personale oppure si raggiunge poca gente.

    A mio parere i referendum, con i nostri pochi soldi e con la nostra poca gente, sono un suicidio.

    Perchè se si perde (e da quanto detto sopra è abbastanza facile) poi si deve tacere per sempre.

    Giuliano Arfelli

  4. Sandra

    Andiamo per gradi… anzichè saltare a conclusioni affrettate.
    Se i quesiti verranno ammessi si lavorerà per raccogliere le firme.
    Banchetti, incontri pubblici, eventi.. ci permetteranno di contattare i cittadini, informarli, parlare con loro, coinvolgerli..
    Sarà un grande passaggio di democrazia diretta.
    Non si può parlare di partercipazione e pensare che il rischio del ricorso ai cittadini non vada corso perchè tanto sono più le ragioni “contro” che quelle a favore!
    Starà a tutti coloro che “non mollano” a priori fare la battaglia al meglio e fino in fondo.
    I cittadini si esprimeranno in libertà e daranno comunque una indicazione a chi amministra la città e in democrazia il risultato (anche se non piace) va rispettato.
    Altrimenti… di che partecipazione e sovranità popolare parliamo???
    Non è la partitocrazia peggiore che fa le cose in base al consenso che può ottenere e non per un obiettivo di benessere generale?

  5. Alessandro Ronchi

    I voti nulli vanno ad aggiungersi al quorum, se non sbaglio.

    Io credo che non si possano valutare le conclusioni sulla base della quantità di opzioni positive o negative. Bisogna valutare l’effetto e le probabilità di avere un risultato positivo, che sono ben maggiori di 1/4.

    Oggi non abbiamo molte altre alternative non percorse…

  6. fausto pardolesi

    i referendum che proponiamo sono due.
    sono parimenti importanti.
    trattano di argomenti molto dibattuti in città e in genere su tutti i midia a livello nazionale.
    rifiuti e traffico.
    corretta gestine delle risorse dell’energia della materia e tutela dall’inquinamento, da un lato, una città meglio organizzata più moderna, a misura di persona con una mobilità che tuteli e favorisca l’utenza debole e il trasporto pubblico all’insegna della tutela dell’inquinamento. quello veicolare è parte molto rilevante.
    si dovranno coinvolgere i cittadini per farli partecipare ad una scelta di cambiamento.
    la democrazia partecipata credo sia questo, si dice che manca la fiducia nella politica fatta dai politici nel chiuso delle istituzioni, io penso, che questo tentativo di riappropriarsi delle scelte da parte della città sia un modo alto di riprendere il filo della partecipazione che sembra perso nell’indifferenza e nel qualunquismo. se questa proposta di coinvolgimento viene da un gruppo promotore che vede al proprio interno anche esponenti di partiti politici vuole dire che poi questi non sono tutti uguali.
    dopo pasqua la presentazione ufficiale dei quesiti poi il comitato promotore è pronto ad allargarsi a tutti coloro che vorranno aderire per dare una mano. a presto

  7. Stefano Rubboli

    purtroppo appartengo al comune di Ravenna (nel quale proposte simili sono impensabili sob) credo comunque che sia un modo molto positivo ed utile per coinvolgere le persone della citta e metterle in condizione di sentirsi piu partecipi alle decisioni e alle sorti del nostro territorio, in fondo uno dei problemi piu evidenti della politica è la distanza insormontabile tra i cittadini ed il palazzo. Certo sara difficile ottenere risultati di votanti strabiglianti (visti i risultati alle ultime comunali a Ravenna sarebbe devastante) ma sono convinto che ne valga la pena. Se posso essere utile fatemi sapere, comunque tenete tutti informati.
    ciao e in bocca al lupo.

  8. ornella

    Penso che sia giunto il momento di uscire dal guscio e fare qualcosa di veramente concreto e democratico! Pertanto sono favorevole ai referendum, perchè ritengo che i cittadini debbano esprimersi, debbano essere partecipi vivi delle varie problematiche del territorio, visto che i politici non ascoltano più quello che i cittadini dicono o manifestano, ma fanno solo i propri interessi!!! Ormai sono state fatte talmente tante iniziative che hanno toccato tutti i cittadini, perciò penso che questi siano pronti per esprimersi, spero …., a favore dell’ambiente e della propria salute.

  9. Marco Marchetti

    Concordo pienamente con i principi dei referendum …con particolare riferimento alla realizzazione di percorsi ciclabili. Il caso di Corso Garibaldi è esemplare: quanto dovranno ancora aspettare i cittadini per vedere realizzata una corsia preferenziale per biciclette?? Le amministrazioni del territorio dovrebbero sempre venire incontro alle esigenze dei cittadini …vedere sempre così tante biciclette che vanno contromano dovrebbe far riflettere!

    Marco Marchetti
    G.E.V. Forlì

  10. Utopista

    Bisognerebbe fare un referendum per cambiare questa Amministrazione immobe e inefficiente. Sono stufo di vedere sempre le stesse facce scambiarsi le poltrone tra un mandato e l’altro.
    Ho avuto colloqui con Assessori incapaci che mi hanno fatto cadere molto piu’ delle braccia.

    Inoltre, un quesito di tipo pratico sorge spontaneo…belli i disegnini…sembra il giochino della Settimana Enigmistica AGUZZATE LA VISTA e trovate le differenze.
    Orbene, le 5 auto di differenza tra la prima e la seconda vignetta, dove le mettiamo? Se dovessero fare una bella isola (proposta meravigliosa, non discuto) sotto casa vostra, sareste felici di parcheggiare in Zona Blu a pagamento?

    Ottima invece l’idea del porta a porta, con la speranza di sensibilizzare la popolazione alla raccolta differenziata. (anche con multe, come fanno in UK ed in alcune parti degli USA)

  11. Alessandro Ronchi

    Caro Utopista, sarebbe stato bello conoscere il tuo nome. Fai accuse pesanti senza fare nomi e senza esporti, ed è a mio parere piuttosto inutile.

    Detto questo, le isole ambientali servono a proteggere spazi che ne hanno bisogno: le aree davanti alle scuole sono un esempio.

    Nelle isole ambientali non ci sono spazi per le auto se ne è vietato il transito, gli stalli blu sono nelle ZTL, e come forse saprai i residenti hanno permessi di sosta che gli permettono di non pagare il ticket.

    L’obiettivo delle isole ambientali è quello di ridurre anche il numero di auto: se i mezzi pubblici fossero efficienti non avremmo bisogno dello stesso numero di automobili di adesso, e se non avessimo così tante auto i mezzi sarebbero più efficienti.

    Si tratta di fare i primi passi, per migliorare la sicurezza ed andare verso una direzione.

    Può condividerla o meno, ma ho paura che prima o poi dovrà farlo, anche solo per il picco di produzione del petrolio.

  12. Utopista

    Hai colto esattamente il punto.
    SE I MEZZI PUBBLICI FOSSERO EFFICIENTI…e se la gente usasse meno la macchina…sopratutto per parcheggiare sotto l’ufficio.
    SE…SE…SE…

    Per quello che riguarda le scuole, scusami se mi permetto, ma hai detto una bella “qualunquata”.
    Se vivi a Forli saprai che sono in gran parte su grosse arterie di traffico. (per citarne alcune: Viale Roma, Viale Risorgimento, Piazzale Vittoria…e posso andare oltre). Che facciamo le chiudiamo tutte e mettiamo su un bel prato come nella pubblicita’ delle merendine? Non dico che non sarebbe bello, ma mi sembra…”irrazionalmente utopistico”.

    Io personalmente abitavo in ZTL, mentre i miei in una delle “isole” in Zona Viale Bolognesi. Per cui conosco bene entrambe le situazioni. E per questo le credo inapplicabili in larga scala ad una realta’ come quella forlivese. Sai, ad esempio, che sei hai 2 auto in ZTL solo un permesso e’ gratuito? Non siamo gia’ abbastanza vessati da gabelle?

    Proprio per questo ti rinnovo la domanda: Posto il fatto che le macchine ci sono e non spariranno magicamente, dove le mettiamo?
    Per cui, per non essere accusato di nichilismo, la mia idea e’ questa. Potenziamo parcheggi e mezzi pubblici. Investiamo nei mezzi a propulsione “alternativa”. “Forziamo” la gente a lasciare la macchina sotto casa, e poi, tra qualche anno, quando la mentalita’ sara cambiata, passiamo alle isole. Ma non ce ne sara’ bisogno. Perche’ la citta’ sara’ gia’ tutta un’isola.

    Per chiudere…I nomi degli assessori sono sotto gli occhi di tutti. Basta sfogliare il giornale e confrontare le Giunte del primo e secondo mandato Masini. (mettiamoci pure qualche nome della gestione Rusticali). E poi evito di parlare di quelli che sono i “poteri occulti” (Fondazione ad esempio,) che sono quelli che davvero comandano il paesotto.
    Possibile che non si riesca a cambiare nulla in questa citta’?

    Un’ultima cosa.
    Non sono un automobilista convinto, ma un “realista utopista”.
    Personalmente non ho neanche la macchina. Sono un felice possessore di una bici (a pedali) e mi muovo con i mezzi pubblici (qualche volta in taxi, lo ammetto, ma solo se sono troppo stanco per aspettare alla fermata).

  13. Alessandro Ronchi

    Caro Utopista, la Masini ha avuto un solo mandato, finora.

    Sulle altre cose ti risponderò con calma, sono appena tornato da una bellissima raccolta di firme e l’ora è tarda.

  14. Alessandro Ronchi

    Rispondo, con un po’ di ritardo per il quale mi scuso, alle cose che hai scritto.

    Non è vero che le scuole sono quasi tutte su arterie molto trafficate. Le scuole elementari, gli asili, le scuole superiori hanno spesso anche più di una entrata su vie che potrebbero essere chiuse al traffico delle automobili, per mettere in sicurezza pedoni e bici.

    Potrei fartene un elenco. Tanto per dirne qualcuna, tutte quelle del viale della stazione potrebbero avere quel breve tratto di stradina davanti ciclopedonalizzato, tanto c’è la strada al centro.

    Per quanto riguarda i permessi di sosta gratuita, il primo è gratis, il secondo costa 85€ l’anno ed il terzo 125.

    Se si ha un veicolo ecologico costano rispettivamente 65 euro e 100.

    Se si ha un garage costano 50 e 85 (la prima ovviamente sta nel garage), e se si hanno garage e veicolo ecologico si pagano 10 e 65 per la terza auto.

    In tutte le città d’Italia i costi sono maggiori, perché lo spazio è prezioso e tutti i residenti di quartieri concentrati come quelli del centro storico non possono avere 3 auto a testa, semplicemente non ci sarebbe posto per tutti.

    Potenziare i mezzi pubblici senza disincentivare l’uso dell’auto è impossibile. Primo, perché se gli spazi sono gli stessi la gente prenderà sempre l’auto. Secondo, perché se le strade sono intasate dalle auto i bus sono fermi e costosi, lenti e non puntuali, e la gente non li prende.

    Tu non sei utopista, semplicemente ti va bene così com’è. Però volente o nolente a causa del caro greggio prima o poi dovremo cambiare qualcosa nel nostro trasporto quotidiano. Se manteniamo tutto come è ora gli autobus saranno sempre più costosi.

    E’ un dato di fatto che a Milano l’uso dei mezzi pubblici sia aumentato, il numero delle auto diminuito, dopo l’adozione del ticket. senza arrivare a questo, in una città come forlì lo spazio per lavorare e migliorare è tanto.

    Peccato che non sia altrettanto la volontà.

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