Il videonoleggio e la pirateria

Leggo questo articolo del Resto del Carlino sui videonoleggio. Per abbattere la pirateria bisognerebbe rendere più comode le alternative.

Oggi chi ha internet con banda larga ha l’accesso a videoteche infinite, con la possibilità di scegliere il momento della visione dei propri film su richiesta. Le alternative legali sono più limitate e scomode di quelle legali, e forse è questo il problema Alice si è avvicinata parecchio con il suo dispositivo, che rimane però molto costoso (2-3 euro per un film scaricato, con costi praticamente a zero, è un furto) e con un parco film molto limitato se confrontato con le enormi possibilità.

Come ha dimostrato iTunes, la gente sceglie l’acquisto di quello che può scaricare se questa operazione è più comoda. Se fosse anche meno costosa probabilmente la pirateria scomparirebbe quasi completamente.

6 risposte a “Il videonoleggio e la pirateria”

  1. Sono completamente d’accordo.
    20 euro per un cd che masterizzato costa 50 cent sono difficili da digerire.

    Anche 1 euro a canzone è un prezzo elevato, se il file si scarica solamente.

  2. A POCA LIRA? E QUANTO SAREBBE POCA LIRA? L’ARTE SI PAGA. GLI ARTISTI NON CAMPANO D’ARIA. A CHI NON VA DI SPENDERE 10 O 20 EURO PER UN CD DI UN ARTISTA, SE LE CANTASSE E SUONASSE DA SOLO SE E’ CAPACE. ALTRIMENTI PAGA E ZITTO.
    UN EURO A CANZONE?? SARESTI STATO CAPACE DI DIRE A DE ANDRE’: “TI PAGO UN EURO”? A QUESTO PREZZO PAGHI CHI SUONA NEI METRO’ O I RAGAZZETTI DEI REALITY CHE CANTANO AMORE CUORE.
    MA CHI SEI? COME TI PERMETTI?
    AH, POVERA ITALIA…DICE SEMPRE MIO NONNO.

  3. Cosa stai dicendo Johnny?
    L’euro sarebbe per l’acquisto della riproduzione della canzone.
    Oggi su iTunes non solo puoi scaricare le canzoni di De Andrè a quella cifra, ma puoi scegliere qualsiasi brano anche recente.

    Secondo me si potrebbe anche abbassare, perché così facendo a costo zero (la riproduzione elettronica non ha costi fissi) si aumenterebbero le persone disponibili a pagare.

  4. Johnny primaditutto: non usare i maiuscoli perchè se ti è mai capitato di leggere le regole della netiquette, avrai trovato che il maiuscolo equivale al “grido”. E addirittura gridare mi sembra un po’ eccessivo…senza contare che il tuo messaggio credo lo abbiamo capito un po’ tutti.

    E cmq il tuo messaggio credo sottenda una incomprensione notevole di fondo riguardo al discorso che io e Alessandro facevamo. Il punto è proprio quello che dici te: le case discografiche spolpano vivi gli artisti, facendogli guadagnare la miseria su ogni copia di cd venduto (parliamo tra 1 e 2 euro a cd venduto…mentre noi lo paghiamo, bene che va, perlomeno 25 euro).

    Ora, a meno che tu non sia figlio di qualche discografico o di qualche funzionario SIAE (e allora il pensiero sarebbe comprensibile perchè, è pure giusto, ognuno tira l’acqua al suo mulino) ti rendi facilmente conto che, come spesso capita, chi ci mette le idee non riceve indietro i soldi, che invece vanno ad una filiera infinita che lucra sul prodotto senza dare valore aggiunto, o dandone in minima parte.

    Internet può migliorare questo sistema: un po’ dipende dagli artisti che possono cominciare a pubblicare la musica direttamente scaricabile da internet (senza vietargli affatto di pubblicare un cd, ci mancherebbe, ma dando questa possibilità ulteriore); un altro po’ dipende da noi che dobbiamo rinnovare il nostro pensiero riguardo queste cose, cominciando a comprare musica da internet. I Radiohead hanno pubblicato il loro ultimo cd prima in mp3 sul loro sito, chiedendo un’offerta gratuita per scaricarlo (si, un po’ quelli che dici te che suonano nei metrò), poi pubblicandolo regolarmente. Non credo che siano andati falliti per questo, anzi: secondo me hanno guadagnato molto ma molto ma molto di più dalla loro prima fase di pubblicazione (quella totalmente online) che dalla seconda (mediata dalla casa discografica).

    Il futuro è nelle nuove tecnologie: se posso comprarmi un cd a 10 euro, io non me lo scarico pirata. Se posso comprarmi un software per me molto importante a 20, 25 euro io non me lo scarico pirata. Se posso comprarmi un dvd che mi piace a 10 euro, io non me lo scarico pirata. E così via.
    Crendo un indotto importante anche per artisti esordienti, che magari non si conoscono e per i quali la gente è più restia a spendere 25 euro per sentirli e magari poi scoprire che gli fanno schifo.

    Ok mi sembra tutto. Detto ciò, Johnny, rispondici però perchè in questa “povera Italia” (come diceva tuo nonno) non basta solo alzare la voce, è necessario anche parlarsi, altrimenti fermiamo ogni qualsivoglia crescita del nostro pensiero.

    Ciao a tutti

    Daniele

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