Inceneritori, tra i pregiudizi ed i vantaggi di Hera

Nel bollettino distribuito da Hera c’è una pagina intera dedicata agli inceneritori, dove arrivano a dire che la loro costruzione riduce la CO2. Si trova anche un dato sulla svizzera, che secondo l’articolo brucerebbe quasi il 100% dei suoi rifiuti, che mi lascia molto perplesso.
In Svizzera infatti si ricicla dal 50 al 70% dei rifiuti ed hanno persino 3 raccolte diverse per le tre tipologie di vetro (trasparente, verde, scuro).
Inoltre bisognerebbe verificare le quantità, non le percentuali, per farsi un’idea dei sistemi e della loro efficacia.

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Una risposta a “Inceneritori, tra i pregiudizi ed i vantaggi di Hera”

  1. Ricevo da HERA come cittadino forlivese un opuscolo che definire grottesco è una gentilezza.
    La prima pagina già comincia male.
    La società per azioni apostrofa il lettore come proprio cliente, preciso che non mi ritengo cliente di HERA s.p.a. che agisce in regime di monopolio, ma cittadino vessato e obbligato a subirne il costo eccessivo di questa società, dei suoi organi e apparati, delle sue sedi, attuali e in progetto.
    Sempre in prima pagina una foto accattivante dell’inceneritore di Vienna dal profilo ingentilito da colori mosaici e vegetazione.
    A pagina 5 l’annuncio che rivela come GLI INCENERITORI L’EUROPA LI VUOLE IN CITTA’
    Sotto il Veronesi, ormai paladino dell’incenrimento, annuncia che “il rischio è zero”.
    Penso che per cattivo gusto e senso del pudore questa eccessiva spigliatezza la Holding di Tommaso Tommasi di Vignano se la poteva risparmiare.
    Penso che diffondere in città questo costoso libercolo nei giorni in cui sulle TV nazionali si parla dell’inceneritore di Forlì, come possibile origine del tumore che ha colpito un giovane concittadino, denota se non altro mancanza di tatto.
    La magistratura darà il suo responso.

    Non essendo uno scienziato mi vedo costretto a leggere il materiale ufficiale prodotto dagli organi competenti:

    ARPA Forlì, AUSL Forlì, Comune di Forlì in un loro documento sulle polveri sottili origine, a sentire loro, di effetti acuti su sistema cardiocircolatorio, indicano fra le fonti più rilevanti di produzione di polveri inquinanti la combustione dei rifiuti.

    L’inserto settimanale “Salute” del quotidiano La Repubblica riporta uno studio della FAO che denuncia come il 90% della contaminazione da diossina derivi dall’alimentazione con cibi contaminati. “I principali imputati sono gli inceneritori di rifiuti urbani ed altri tipi di rifiuti…di qui la raccomandazione a diminuire tutte le fonti di diossina”.

    Partendo dalla diminuzione dei rifiuti, passando per il riuso degli oggetti, arrivando alla raccolta differenziata, vantaggiosa per risparmio energetico, di materiali e di risorse, l’alternativa c’è e comporta magari una diminuzione del PIL e degli introiti derivanti da iniqui incentivi.
    “Leader a testa bassa” , per la vergogna, sarebbe un titolo più appropriato all’articolo di pagina 3 del libretto di HERA

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