La macchina del tempo. Il museo virtuale di mio padre

carlo-parola-rovesciata.jpgQuesto articolo è opera di mio padre, per il quale ho messo in piedi un museo virtuale dedicato alla storia del calcio ed a quella postale, che trovate su www.gianfrancoronchi.net. Dategli un’occhiata, merita.

Molta letteratura è stata dedicata ad una macchina che possa permettere di viaggiare nel tempo, sono convinto che tutti – più o meno – vorrebbero tornare o andare .. nel passato.
E tutti abbiamo un momento del passato che identifichiamo come “bello”, qualcosa che sappiamo di aver amato e di aver desiderato. Oppure, credo che chiunque abbia sognato di entrare in un fumetto, di aiutare Tex Willer o Blek Macigno.
A me è capitato. E’ capitato di aver desiderato di essere una figurina di calcio, è capitato di vedere in bianco e nero e di immaginare il colore. La prima volta che entrai in uno stadio mi impressionò il fatto che fosse a colori, con il prato verde.

E’ complicato per uno giovane comprendere quanto sto dicendo, ma chi è nato con la TV in bianco-nero mi capisce benissimo.
Ed io che non sono invidioso, provavo invidia per quei ragazzi che all’ultima partita di campionato riuscivano ad ottenere la maglia del loro campione in occasione della “tradizionale invasione pacifica”.

Nel mio piccolo ci sono riuscito. Sono riuscito a viaggiare nel tempo, sono tornato a toccare, sfiorare, prendere quello che ho sempre desiderato. La maglia di Pascutti, di Riva, di Savoldi. Eppoi quella di Pelè, di colui che gli faceva da capitano, quel Mario Zagalo al quale Pelè portava la borsa nel 1958. Eppoi Kopa, leggenda del Grande Real, Sentimenti IV° e Parola, Pivatelli e Mazzola, Salvadore e Tumburus, il mito del Benfica.

C’è anche poesia nella storia del calcio e quelle maglie continuano ad abbracciarsi, fra gli applausi della gente e il rumore dei tacchetti, nella mia immaginazione.

Senza distinzione di colori.

www.gianfrancoronchi.net

6 risposte a “La macchina del tempo. Il museo virtuale di mio padre”

  1. Ha una collezione splendida, quell’area del museo è la meno aggiornata. Si potrebbe tranquillamente pubblicare un libro solo con le sue cartoline di Forlì.

  2. Credo proprio che tuo padre sia orgoglioso di te!
    D’altre parte il tuo babbo ha un patrimonio impressionante. E non lo dico solo da tifoso rossoblù! Ho provveduto subito a copiare una cartolina di Mussolini (vestito di tutto punto) sull’aratro tirato dal villico! Spero non mi chiederai di diritti d’autore
    ;-)

  3. Emanuele Chesi un tifoso rossoblù? Bene, da domani – abbonamento al Carlino.
    Comunque è proprio vero che i giornalisti enfatizzano sempre, quel “ha un patrimonio impressionante” è un pochetto esagerato.
    Un impressionante passione, questo si.

    La parte riguardante le cartoline è praticamente vuota, ho inserito qualcosa, ma conto di riempire le pagine del museo prossimamente, tempo e risultati del Bologna permettendo. Dovete sapere che io sono Bologna-patico.

    So che la parte riguardante la storia postale di Forlì potrebbe risultare noiosa ad una prima occhiata, ma è quella che ritengo più interessante e completa da un punto di vista documentale.

    A disposizione per qualsiasi cosa che non sia la politica.

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