L’orgoglio di un sindaco si misura con il consenso dei cittadini

Nadia Masini, intervistata, dice che “Dobbiamo essere orgogliosi” del lavoro di questa amministrazione e non a caso evita il verbo “siamo”.
Iniziando la sua campagna elettorale per ottenere la ricandidatura il Sindaco sente evidentemente la necessità di dire comunque che si è fatto tutto il bene della città, senza ammettere i gravi errori
compiuti. Del resto non sembrano altrettanto orgogliosi neppure i due assessori della stessa giunta che hanno già abbandonato la Masini per il nuovo candidato alle primarie del PD.

Sui rifiuti, ad esempio, per raggiungere risultati che si avvicinano alle promesse sono stati modificati i metodi di conteggio, attraverso raccolta differenziata multimateriale e l’assimilazione dei rifiuti industriali a quelli urbani. Non è un caso che in questi anni la quantità di rifiuti prodotta dai forlivesi sia aumentata
fittiziamente, al contrario di tutti i luoghi dove si è introdotto il porta a porta.

Sul commercio, invece di indignarsi per la mancanza dei mercati per la vendita diretta e la filiera corta, continua acriticamente a puntare verso il raddoppio dell’ipermercato senza pensare alla riduzione dei
consumi dei beni non alimentari dovuta alla crisi.

Il Sindaco cita poi il rapporto Ecosistema Urbano per sostenere quanto la nostra città sia migliorata, dimenticandone tutte le criticitià e la modalità di raccolta dei dati, forniti dalle stesse amministrazioni
che va a giudicare.

Nadia Masini farebbe bene a fare un passo indietro e vedere con occhio più obiettivo la sua città, i suoi umori ed i suoi problemi, modificando le scelte che li hanno provocati. L’orgoglio di un sindaco si misura con il sostegno dei cittadini e non con il pugno duro contro le loro richieste: la delusione palpabile nella città ed all’interno del PD dimostra tutto un altro scenario da quello che si vuole far apparire.

2 risposte a “L’orgoglio di un sindaco si misura con il consenso dei cittadini”

  1. Caro Massimo, i risultati del sondaggio di Legambiente si basano sui dati forniti dagli stessi comuni. Tra l’altro sono interpretati diversamente nelle varie città.

    Prendi per esempio la classifica sui rifiuti. Sembra che ci sia un trend positivo perché la raccolta differenziata aumenta, mentre la quantità di rifiuti è cresciuta spaventosamente. L’indifferenziato che finisce all’inceneritore non è diminuito, semplicemente abbiamo aggiunto sulla carta dei rifiuti di aziende “buoni” per la RD, che sarebbero comunque andati a recupero.

    Per non parlare poi della raccolta multimateriale: i cassonetti sono sempre quelli dell’indifferenziato, ma cambiando l’etichetta dei bidoni è diventata tutta raccolta differenziata (ovviamente solo sulla carta).

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